Copertina di Rita Marcotulli Koinè
Hal

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Per appassionati di jazz, world music, ascoltatori curiosi di contaminazioni culturali e musicale d'autore.
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LA RECENSIONE

"...il pianeta era un immensa pittura di varietà di razze, emozioni, umori, sapori, odori, colori…" (Ho fatto un sogno - Rita Marcotulli)

Perché mi sono perso dentro questa musica? Che cosa è poi questa musica? È jazz? Anche. Etnica? Forse. Elettronica? A tratti.
Ma, pensandoci bene, è davvero così importante saperlo? Le classificazioni sono sempre necessarie? Forse no.

Via recinti e argini allora. È musica. Buona musica. Mi piace. Mi basta.
Sperimentando l'unione di generi, radici e culture musicali differenti, Rita Marcotulli riesce con questo disco a spiazzare l'ascoltatore e a disancorarlo da certezze e facili schematismi mentali. L'album, infatti, ricerca una lingua musicale comune che, però, non renda uniformi i mondi e le culture coinvolte.

Unire mantenendo la diversità: un'operazione ambiziosa, difficile, ma tutto sommato riuscita. Merito anche della variopinta presenza di musicisti eccezionali fra cui, solo per citarne alcuni, Andy Sheppard, Anja Garbarek, Lena Willemark, Palle Danielsson, Gianmaria Testa, Roberto Gatto, Arto Tuncboyaciyan, Javier Girotto, Anders Jormin, Metaxu. Il contributo di ognuno di essi si percepisce chiaramente durante l'ascolto.
Si veda ad esempio il brano "Il richiamo" caratterizzato dalla voce di Lena Willemark.

È comunque la sensibilità musicale di Rita Marcotulli, come interprete al pianoforte e autrice dei brani del disco, a fare da trait d'union delle atmosfere di volta in volta evocate, che sono ora nordiche, ora mediterranee, ora africane...

Il risultato è un disco bello, coraggioso, piacevole, emozionante, da ascoltare e riascoltare.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Koinè di Rita Marcotulli, album che fonde jazz, etnica ed elettronica, abbattendo le barriere di genere. L'opera esalta la diversità e unisce musicisti di culture differenti, regalando all’ascoltatore un viaggio musicale emozionante. Rita Marcotulli guida come interprete e autrice, creando un trait d'union raffinato tra le varie atmosfere del disco.

Tracce

01   G. Continuo (06:18)

02   Fragment 1 (01:07)

03   Interference (03:02)

04   Afromenia (04:26)

05   Fragment 2 (00:33)

06   Il richiamo (08:40)

07   Numeri (04:30)

08   Koinē (04:30)

09   Just Feel (02:05)

10   E per non fare la fine di quella talpa (00:50)

11   Fuori dal tempo (04:15)

Rita Marcotulli

Pianista e compositrice jazz romana, formatasi nella classica e poi approdata al jazz. Ha collaborato con Palle Danielsson, Peter Erskine, Dewey Redman, Enrico Rava, Andy Sheppard, Michel Petrucciani, Pat Metheny, Pino Daniele e Noa. Il suo stile unisce jazz, elettronica, world e, talvolta, rock; celebri i suoi omaggi ai Pink Floyd e al cinema di Truffaut.
05 Recensioni

Altre recensioni

Di  Symbad_Bassist

 Un disco particolare e molto bello, per chi scrive.

 Questo disco fa breccia nella vostra mente. Omeopatia di Nino Rota nell'ultimo brano, alla fine di un bel percorso: intelligente e di gran gusto.