LA RECENSIONE

L'anno scorso Robert Rich ha accompagnato le proprie esibizioni on stage con la proiezione in background di un graphic film di Daniel Colvin, intitolato "Atlas Dei".

Al termine del tour il compositore californiano ha ritenuto di dover assemblare tredici pezzi e donare ad essi l'uniformità sonora necessaria per far loro assumere le sembianze di una soundtrack. Il che si è tradotto in un lavoro di composizione di nuovi brani e in una rivisitazione di vecchie tracce appositamente adattate e che adesso vedono la luce come "Music From Atlas Dei" per mezzo della Soundscape Productions.

La via musicale scelta è quella dell'ambient, ma essa viene indagata sia nei suoi aspetti più propriamente elettronico/cosmici, che in quelli etno/new age/world music, mettendo in essere un buon compendio di suoni, nel momento in cui si consideri che vengono utilizzati quali dipinti immaginari per fotogrammi in movimento, mentre risultano un po' spenti ed eccessivamente di maniera per una fruizione tradizionale e per quelli che sono gli abituali standard elevatissimi di Robert Rich.

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Riassunto del Bot

Robert Rich ha creato Music From Atlas Dei come colonna sonora per un graphic film di Daniel Colvin. Il disco miscela ambient elettronico e sonorità etniche, offrendo un paesaggio sonoro interessante ma meno coinvolgente rispetto ai suoi standard elevati. Alcuni brani sono nuovi, altri rivisitati per garantire un'uniformità sonora. L'album è più indicato per l'ascolto legato alle immagini che per un'esperienza musicale tradizionale.

Tracce

01   Opening (01:01)

02   Mythos (05:47)

03   Starmaker (06:03)

04   Glint in Her Eyes (06:10)

05   Night Spinning Inward (04:41)

06   Poppy Fields (04:33)

07   Deconstructions (06:29)

08   Symbolics (04:37)

09   Liquid Air (04:19)

10   The Core (05:08)

11   Never Alone (06:16)

12   Minaret (Layered) (06:05)

13   Terra Meta (05:09)

Robert Rich

Compositore statunitense di musica ambient e droni, attivo dagli anni ’80. Ha esplorato tanto l’elettronica sperimentale quanto le trame tribali ed elettroacustiche; è noto per i concerti notturni e per l’album Somnium (circa 7 ore). Ha studiato psicologia e computer-music, e collabora con artisti come Steve Roach e Lustmord.
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