All May Do My Rhyme è uno dei dischi più veri, straordinari e commoventi mai realizzati e la cosa più incredibile è che è stato realizzato da un uomo, il cui cervello si è perduto da tempo verso gli abissi più profondi dello spazio, ma appena inizia la prima canzone si capisce subito che Roky è in stato di grazia (come musicista), I'm Gonna Free Her è una coinvolgente ballata country-folk sostenuta da una portentosa voce che ci narra di storie d'amore, di libertà e di magia.
E' sicuramente un inizio fulminante, ma l'album è un continuo susseguirsi di canzoni incredibili e devastanti per la loro bellezza: la trascinate e sensuale Don't Slander Me o il disperato paranoico blues di Haunt, le innocenti love song For You e Clear Night For Love così inquiete e spensierate allo stesso tempo.

Che dire poi dell'incantevole Starry Eyes che se si ascolta attentamente si riesce a vedere il fantasma di Buddy Holly.
All May Do My Rhyme è un disco di grande spessore musicale, e c'è tutto ciò che il creatore della musica psichedelica è stato e tutto quello che è diventato: ci sono le sue storie al limite dell'impossibile, c'è il folk, il country, il blues, il rock'n roll, Bob Dylan, e soprattutto c'è la perdita dell'innocenza e del senno, così drammaticamente ricordata nella struggente Please Judge: "Please Judge, give freedom to this child / it sure would make him smile / all that may do my rhyme is deny that there is crime / please don't say - Send that boy away".

Questo non è solo rock'n'roll, questo è qualcosa di più, è una testimonianza, è un sogno che si è trasformato in un incubo troppo in fretta, è una traccia indelebile del passato, è un alieno che è venuto da marte, è lo scemo del villaggio, è genio, è poesia, è amore, è sesso, è un uomo.
Questo non è solo rock'n' roll, questo è vita.

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