Fra gli anime a sfondo sentimentale/romantico questo è forse il più compiuto e struggente.
La caratteristica che lo contraddistingue dalle altre storie dello stesso filone narrativo è il suo essere indirizzato ad un pubblico giovane e/o adulto invece che solo adolescente; la vicenda che si snoda nell'arco di sei anni vede la maturazione fisica e psicologica dei protagonisti.

Il racconto inizia con due tentativi: Godai cerca di superare nuovamente gli esami di ammissione all'università e Kyoko trasferendosi come amministratrice della Maison Ikkoku cerca di superare il dolore per la morte del marito e ricostruirsi una vita.
L' anime, che copia abbastanza fedelmente lo svolgersi del manga creato da Rumiko Takahashi ha in sé tutti gli elementi caratteristici del genere: sentimento, comicità, azione, incomprensioni, situazioni grottesche, personaggi tanto caricati da risultare per paradosso credibili e vivi.
Il tratto poi semplice e sobrio, è fortunatamente lontano dai pasticci cubisti degli anime moderni.

Una caratteristica che lo rende speciale è che la Takahashi costruisce con questa storia un piccolo universo sociale e morale all'interno di un più grande universo che è la Tokyo contemporanea.
Le ambientazioni ed i personaggi con le loro vicende conducono un'esistenza dove la tradizione ed il modo di vivere moderno convivono nella periferia di una città in continua espansione e sviluppo.
Le loro esistenze sono regolate da meccanismi ai quali la modernità potrebbe arrecare pericoli, la loro incoscienza però riesce a forzare questi pericoli e ad usarli vivendo il moderno in perfetta simbiosi con le loro esistenze semplici e legate ai riti e agli usi del passato.
A metà anni '80 in quel Giappone poteva ancora esistere questo tipo di connubio e la Takahashi non mancava di evidenziare questi due mondi; quando i personaggi “invadono” la Tokyo moderna, i palazzi sembrano minacciosi ed i rapporti interpersonali nel loro svolgersi freddi e rigorosi; mentre quando le vicende si svolgono nella fatiscente Maison Ikkoku gli ambienti sono caldi ed i rapporti più veri e percorsi da un sentimento di umanità.

Metto le mani avanti e mi scuso già ora per il paragone azzardato, ma a decenni dalla morte di Mishima (letteratura) e seguendo involontariamente il percorso di Oshima (cinema), la Takahashi prosegue in maniera lieve e disincantata una piccola grande denuncia della spersonalizzazione e apatia nella nuova società giapponese seguita al secondo conflitto mondiale. Il suo antidoto è da rintracciarsi proprio nelle vidende di Kyoko e Godai e della Maison Ikkoku, storie d'altri tempi.
Il nome “Maison Ikkoku” inoltre, quasi a rendere giustizia alle mie forse troppo ardite argomentazioni, nella traduzione significa “la casa di un attimo” oppure “la casa senza tempo”; in quella casa, in quel presente, in quell'attimo esiste tutto il significato delle loro vite.

Impressionante oltremodo come il disegno, la sceneggiatura, la regia e le musiche, tutti elementi affidati a mostri sacri dell'animazione giapponese, s'incastrino alla perfezione non togliendo nulla in questo anime della forza e bellezza del relativo manga.

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Altre recensioni

Di  Sotanaht

 "Sentimento è tutto! La parola soltanto suono e fumo."

 Maison Ikkoku rimarrà sempre una delle più belle storie mai raccontate in animazione.