Copertina di Sadus Chemical Exposure
metaldiablo

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Per appassionati di metal, fan del thrash e death metal anni '80, collezionisti, amanti delle band storiche
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LA RECENSIONE

Siamo nel 1988 e i Sadus si preparano all'esordio discografico facendo uscire "Illusions", stampato inizialmente solo su vinile dalla Sadus Record, per poi essere ristampato tre anni dopo dalla RoadRunner sotto il titolo di "Chemical Exposure".
Conosciuti globalmente per essere stati fin dagli inizi il braccio destro dei Death tanto che usavano la stessa sala prove, essi devono una buona parte del loro successo anche grazie ad un'elemento all'interno del gruppo, un certo Steve DiGiorgio, che ha lasciato un segno indelebile nella scena metal grazie alle suoi sensazionali prove sia con la band di Chuck Schuldiner che con altri gruppi del calibro di Control Denied, Testament, Iced Earth e molti altri...

Cominciamo ora a parlare dell'album vero e proprio, che globalmente può essere definito come un disco che stilisticamente lascia senza respiro, presentandosi come un misto tra il Thrash ultraveloce proposto dagli Slayer e il violentissimo Death vecchia scuola che spopolava tra i metallozzi di fine anni '80. Troviamo infatti quattro ragazzi che quando c'è da pestare certo non se lo fanno dire due volte, cominciando dalla sezione ritmica composta dall'indemoniato John Allen, che dietro le pelli a fermarsi non ci pensa proprio e dal succitato Steve D., il vero protagonista, che sostiene in tranquillità linee di basso assatanate, spuntando anche con qualche assolo al fulmicotone facendo capire che il basso nel metal non è adibito al compito di semplice "cornice", per non parlare delle chitarre di Rob Moore e Darren Travis, vere e proprie scheggie e della voce di quest'ultimo, molto simile a quella di Tom Araya in "Reign In Blood", cioè neanche lontanamente un growl, corrosiva abbastanza da rendere ancora più malvagio un'album che già non ne aveva bisogno.

Basta ascoltare i primi secondi di "Certain Death" per capire quant'è vero ciò che ho scritto sopra: cambi di ritmo spaventosi con accelerazioni brutali che creano una grande canzone... headbanging assicurato! Per non parlare degli altri due capolavori quali sono la successiva "Undead" e la micidiale "Torture", ma devo anche dire che pressochè tutte le canzoni si assestano su livelli medio-alti, facendo sì che questo esordio si presenti come un buonissimo lavoro, anche se in molti non lo considerano perchè ritenuto a tratti scontato.

Sicuramente il meglio della band deve ancora venire, ma, come ho detto in precedenza "Chemical Exposure" può essere ritenuto in finale come un gran bell'album, sopratutto dalla notevole importanza storica, affermendosi come uno dei percussori del Death/Thrash progressivo, di cui la band sarà ricordata come uno dei dominatori assoluti del genere.

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Riassunto del Bot

Sadus - Chemical Exposure, pubblicato inizialmente nel 1988 come Illusions, è un album fondamentale per il thrash e death metal. Con la tecnica del bassista Steve DiGiorgio e l'intensità della band, il disco miscela velocità e violenza sonora. Pur con qualche cedimento a clichè del periodo, è considerato un lavoro storico e influente nella scena metal underground.

Sadus

Sadus è una band technical thrash/death-thrash di Antioch (California), formata a metà anni ’80. Line-up storica con Darren Travis, Steve DiGiorgio, Jon Allen e Rob Moore; celebre per velocità estrema e basso virtuosistico.
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