Copertina di Saint Vitus Born Too Late
birobiro

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Per appassionati di metal classico, fan del doom metal, amanti delle sonorità lente e oscure, musicisti interessati alla storia del metal
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LA RECENSIONE

Born Too Late. Era Tardi. Troppo Tardi. Ma per tutti noi, devoti da sempre a sabba e tetri rituali, la loro nascita ha significato tanto. Insieme a Candlemass, Trouble e Pentagram nati per formare una corrente diversa, lontana dagli strombazzamenti e dalle pose da superuomo del metal. Più vera e più sentita, si potrebbe obiettare e forse per questo, inizialmente non compresa e capita appieno.
I Saint Vitus. Un pezzo di storia tanto quanto questo loro album. Il Terzo (più l’ uscita di “Walking Dead” un EP dell’ anno prima). Uscito per la SST (Black Flag?) nel lontano 1986. Musicalmente ci troviamo davanti a pezzi abbastanza lunghi che prendevano a piene mani dal blues rock e dall'acid rock dei '70 (come i maestri Black Sabbath e Blue Cheer volevano) e che erano veri e propri inni alla forza dell'oscurità e che esternavano attraverso sensazioni gotico/orrorifiche in musica, le debolezze dell'uomo. H.A.A.G. , Dying Inside, Thirsty And Miserable, la stessa title track sono qui a dimostrarcelo.

Riff lentissimi e oscuri trainati dalla voce da cerimoniere di Scott “Wino” Weinrich e all’improvviso scossi da lugubri incubi sabbathiani resi materia sonora da assoli, allucinati e psicotici, e deliri jammistici a profusione. Lo spirito della vera musica, quella fatta di sudore e passione è raffigurata in questo grande affresco, da rispolverare e amare.
Per ricordare ciò che fù e ciò che ispirò successivamente tutta una generazione di musicisti, ma anche e soprattutto per ascoltare un grande album di doom rock.

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Riassunto del Bot

Born Too Late dei Saint Vitus è un album iconico del doom metal, carico di atmosfere oscure e riff lenti ispirati a blues e acid rock. Con la voce intensa di Scott 'Wino' Weinrich, l'album rappresenta un pezzo fondamentale della storia del metal, influenzando generazioni di musicisti. Un'opera da riscoprire e amare, che celebra la forza dell'oscurità e la passione nella musica.

Tracce testi video

01   Born Too Late (06:56)

02   Clear Windowpane (03:19)

I see colours everywhere
I have things living in my hair
In the dark, I see lights
My brain is working overtime
On clear windowpane

In my house, all things glow
My walls are a living light show
Purple dragons, smoke with me
I have friends only I can see
On clear windowpane

I can't handle coming down
'Cause I can't take the human crowd
I can't face reality
So I fly back to where I am free
On clear windowpane

03   Dying Inside (07:27)

04   H.A.A.G. (05:04)

05   The Lost Feeling (05:25)

06   The War Starter (06:46)

Saint Vitus

Saint Vitus sono un gruppo doom di Los Angeles, fondato nel 1979 (inizialmente come Tyrant). Influenzati da Black Sabbath e Blue Cheer, hanno definito un suono lento, oscuro e fuzzoso. La prima fase vede Scott Reagers alla voce con Dave Chandler (chitarra), Mark Adams (basso) e Armando Acosta (batteria); in seguito arriva Scott “Wino” Weinrich. Negli anni ’80 pubblicano per la SST e restano band di culto. Dopo la scomparsa di Acosta (2010), Henry Vasquez entra alla batteria; nel 2012 esce Lillie: F-65.
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