Samhain rappresenta l'oscuro anello di congiunzione fra il Glenn Danzig front-man dei leggendari Misfits e il Glenn Danzig solista. Da un lato l'uomo che ha contribuito alla stesura di veri inni della cultura punk come "Attitude", "Halloween", "Skulls" e "Last Caress"; dall'altro l'autore del rock mefistofelico di cui "Mother", "Am I Demon", "Snakes of Christ" e "Dirty Black Summer" sono validi esempi. Nell'esperienza Samhain sembrano quindi convivere queste due anime apparentemente inconciliabili, e se è vero che le sonorità rimangono essenzialmente ancorate al punk degli esordi, innegabile, seppur in embrione, la presenza delle ossessioni e delle oscure visioni che caratterizzeranno la carriera futura di questo controverso artista.
Abbandonati i Misfits, di fatto, Danzig ne prosegue sostanzialmente il discorso, ma inconsciamente sembra già voler sondare ed assecondare le energie negative del proprio straripante ego. Arruolati il batterista Steve Zing e il bassista Eerie Von, il corpulento singer, per l'occasione anche chitarrista nonché autore di testi e musiche, fonda i Samhain, da vedere, nella loro brevissima vita (solo due album all'attivo, questo e il successivo "November-Coming Fire", se si fa eccezione di una inutile reunion avvenuta alla fine degli anni novanta), come l'anticamera della sua carriera solista.
Ad aprire i ventisei stringati minuti di questo "Initium", uscito nel 1984 e chiamato a rappresentare la rinascita artistica di Danzig, è un'inquietante introduzione in cui la voce sgraziata del singer, fra bordate di vento e rumori infernali, sciorina versi apocalittici ed oscure invocazioni, presagio di una fine imminente. Attacca poi la title-track, che ben rappresenta il contenuto dell'album: un torbido e minaccioso punk dai lievi contorni sabbathiani, sostenuto da micidiali mid-tempo ed animato dal becero sbraitare del cantante, ancora lontano dai lidi morrisoniani che abbraccerà con estrema convinzione in futuro.
Non mancheranno certo le occasioni di imbattersi in episodi di rock'n'roll gigione e goliardico in tipico stile Misfits, come "Black Dream", "All Murder, All Guts, All Fun", "He-who-can-not-be-named" e "Horror Biz". Ma non mancheranno nemmeno le occasioni in cui sarà possibile saggiare qualche novità, e parlo di brani che, pur continuando ad aderire tutto sommato ai canoni classici del punk, si fanno portatori di un'atmosfera tesa e morbosa assolutamente estranea al genere, dove i tempi rallentano e la chitarra tesse trame ossessive ("Macabre", con tanto di campanacci, cori di dannati e le urla ossianiche del buon Glenn, ne è l'esempio più perfetto).
Le sorprese più interessanti, tuttavia, ce le riserva il finale, dove, con risultati a mio parere soddisfacenti, si entra in collisione con l'universo dark: "The Shift", lenta nel suo procedere, ricorda non poco quanto combinato dai Joy Division in "Closer", mentre "The Howl" fa proprio l'incedere tribale ed impetuoso dei Bauhaus di "In the Flat Field". La conclusiva "Archangel", infine, sembra fare il verso ai Cure di "Boys Don't Cry". Il tutto condito, naturalmente, dalle urla da Elvis indiavolato del buon Danzig.
Scontato aggiungere che il tasso di preparazione tecnica è prossimo allo zero (anche se, devo dire, i pezzi, seppur semplici, risultano nella loro rozzezza estremamente efficaci) e che il sound è scarno ed acerbo come pochi altri. Ma forse sta proprio qui il fascino dell'opera: il punk primordiale dei Samhain è fuori dal tempo, non sembra provenire da una cantina scalcinata, ma direttamente dagli abissi dell'Inferno (e la truce copertina, distante nella sua crudezza dall'attitudine fumettistica dei Misfits, non fa che confermarlo!). Qualcosa di totalmente estraneo agli stilemi e ai temi che caratterizzano il genere, e che vagamente (molto vagamente) potrebbe essere accostato al death-rock dei Christian Death. Ben consci che Danzig non è Rozz Williams né tanto meno Ian Curtis o Robert Smith.
Francamente mi sembra inutile sprecare altre parole per questa formazione, che certo non ha cambiato la storia della musica e che potrà rivelarsi di reale interesse solo per i fan più completisti di Danzig e, naturalmente, per tutti gli amanti del punk orrorifico dei Misfits.