Copertina di Saxon The Inner Sanctum
headbanger69

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Per appassionati di heavy metal, fan storici dei saxon, amanti del rock classico e delle analisi musicali dettagliate
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LA RECENSIONE

"The Inner Sanctum" è il diciasettesimo album in studio dei, Saxon, band heavy metal Inglese. In questo grandissimo lavoro, uscito sotto etichetta Steamhammer/SPV, hanno lavorato sodo il cantante Peter "Biff" Byford, i chitarristi Doug Scarrat e Paul Quinn, il bassista Nibbs Carter e Nigel Glockler alla batteria.

Analizziamo ora il disco: l'inizio è scoppiettante con "State Of Grace", capolavoro che presenta un apertura con cori molto cupi; in seguito lentamente si ode il ritmo della batteria e poi Biff comincia a cantare. Il ritmo della batteria in questa song è molto oppressivo, e che dire dell'assolo? Perfetto, sotto tutti i punti di vista, e viene eseguito in un punto dove la velocità della track è molto più lenta rispetto ai ritmi forsennati del riff del ritornello. Questa prima traccia fa presagire bene per il resto dell'album: "Need for Speed" è un grandissimo pezzo, molto veloce, con un eccellente drumming. Qui la voce di Biff, appare sia melodiosa nelle strofe e più "sporca" nel ritornello. Appunto la sua voce appare molto spinta. Anche qui l'assolo è molto veloce, eccellente per il buon lavoro del chitarrista Paul Quinn. "Let me Feel Your Power" presenta come nelle altre due precedenti un ritmo di batteria incredibile, oppressivo e maestoso.

In "Red Star Felling" vi sono anche parti acustiche dove la voce di Byford è molto più rilassata delle altre canzoni, per poi diventare molto più acuta nel ritornello. Tuttavia la song è molto meno "dura" delle precedenti. Segue "I've Got To Rock (To Stay Alive)", riff da paura è basso in perfetta sintonia con le chitarre. "If I Was You" è una delle canzoni più deboli dell'album, di gran lunga peggiore delle altre. L'unica nota positiva della track è l'assolo, molto bello. "Going Nowhere Fast" è un brano con un riff molto pesante come ai vecchi tempi dei Saxon: appunto questo è un brano molto classico, con delle parti in batteria, molto dure e aggressive. In "Ashes To Ashes", l'apertura è in batteria, con l'alternanza grancassa - crash - timpano, con il chitarrista che in seguito esegue un buon riff. nella song, durante il ritornello sono presenti dei cori stile Accept. "Empire Rising" è un preludio, un'introduzione strumentale che anticipa, la canzone seguente, "Atila The Hun", song perfetta, con drumming maestoso e voce di Biff molto spinta e riff durissimo e assolo spettacolare.

Queste sono le dieci tracce che fanno parte di questo nuovo lavoro dei Saxon: CD molto bello, tuttavia diverso dai precedenti album dei Saxon. Senza dubbio si è meritato un cinque pieno; questo voto comunque per me vale doppio, considerata l'età abbastanza avanzata dei componenti del gruppo, ormai destinato a rimanere alla storia della musica contemporanea.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il diciassettesimo album in studio dei Saxon, 'The Inner Sanctum', sottolineandone la qualità tecnica, i riff potenti, l'ottimo lavoro strumentale e la voce energica di Biff Byford. Pur riconoscendo alcune tracce meno convincenti, il valore complessivo è molto alto, con un voto massimo da parte del recensore. Il disco si distingue per un heavy metal classico ma fresco, anche considerando l'esperienza della band nel corso degli anni.

Tracce testi video

01   State of Grace (05:38)

03   Let Me Feel Your Power (03:29)

04   Red Star Falling (06:15)

05   I've Got to Rock (To Stay Alive) (04:40)

06   If I Was You (03:27)

07   Going Nowhere Fast (04:15)

11   If I Was You (single version) (03:11)

12   747 (Strangers in the Night) (05:07)

Leggi il testo

13   Backs to the Wall (live) (03:19)

14   Stand Up and Be Counted (live) (03:26)

15   Never Surrender (live) (03:29)

16   Wheels of Steel (live) (09:01)

17   And the Bands Played On (live) (03:47)

Saxon

Saxon are an English heavy metal band associated with the New Wave of British Heavy Metal (NWOBHM), formed in 1976 and known for classic early-’80s releases and an enduring live presence.
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