Fulminante prova d’esordio di questa "funk-core" band al pari di altre ottime realtà italiane dell’ultima generazione (Neo, Squartet, Testadeporcu), triangolo chitarra/basso/batteria all’insegna di reticolazioni strumentali perverse, timbri decisi e ritmica ipervirtuosa. I riferimenti evidenti sono Primus (per il suono) e Ruins (per l’aggressività ipercinetica) ma nel frullatore degli Sbròn Zoratto viene tritato di tutto: dal "walzer" (“Infila In Diana”) al rock'n'roll (“Invito A Cena Con Derelitto”) al metal (“Per Un Coriandolo Ingannò”).
In ogni caso il disco mantiene un colore stridulo e ridanciano, confermato in pieno dalla conclusiva "Crisantemo Del Sud", folle incastro di ritmi cubisti. Da ascoltare assolutamente! soprattutto dal vivo, momento in cui il trio scatena tutta la sua intensità primordiale.