Copertina di Scisma Rosemary Plexiglas
Kid_A

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Per appassionati di musica indie e rock italiano, fan di album cult anni '90, amanti di testi poetici e sperimentazioni sonore
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LA RECENSIONE

E’ con un po’ di timore e reverenza che il DeRecensore si accinge a scrivere di questa pietra miliare della storia rock italiana, segnata dal paradosso di essere stato uno degli album più influenti nell’ambiente indie rock italiano nell’ultimo decennio e allo stesso tempo uno dei meno conosciuti. Rosemary Plexiglas è uno di quegli album d’esordio che quando gli ascolti, sai già che rimarrano insuperati nella carriera dell’artista, perché la perfezione è per definizione non migliorabile.

Siamo allora nel 1997, la scena rock italiana mostra decisi segni di ripresa dopo anni di letargo, gruppi come Marlene Kuntz e Afterhours stanno riscuotendo i primi riconoscimenti. Gli Scisma, alla loro prima prova ufficiale dopo gli autoprodotti “Pezzetini di Carta” e “Bombardano Cortina”, esordiscono addirittura per una major (la EMI) e con la produzione artistica del mentore Manuel Agnelli. Band anomala già nella composizione, che annovera un egual numero di uomini e donne, tra cui emergono Paolo Benvegnù (chitarra, seconda voce e vera anima artistica del gruppo) e Sara Mazo (prima voce).

Rosemary Plexligas dal canto suo è un album tutto giocato sui contrasti. Il contrasto tra i riff nevrotici delle chitarre elettriche contenuti dall’equilibrio delle tastiere e dei campionatori; il contrasto tra il noise di “Completo”, “PSW" e “84” ed il rock decisamente orecchiabile di “Negligenza”, “Videoginnastica”, “L’equilibrio”; il contrasto tra la voce misurata e introversa di Paolo Benvegnù e le esuberanti altitudini vocali di Sara Mazo.
I momenti che meglio assimilano questi contrasti sono anche i veri capolavori dell’album: “Rosemary Plexiglas” e “Loop 43”, in cui le involuzioni chitarristiche e vocali di Benvegnù si alternano senza soluzione di continuità al canto scintillante della Mazo e alle orchestrazioni di archi.
I testi onirici e surreali (“non ho timori perché sto chiudendo tutte le porte, rinvigorisce lo spirito imberbe che giuoca alle carte, non ti consiglio Flaubert un po’ assomiglio a Marat”)  diventeranno il marchio di fabbrica degli Scisma e trovano in questo album il loro apice in “PSW” e “Svecchiamento”.

La splendida avventura avrà, ahinoi, vita breve. Ci sarà tempo un l’EP (“Vive le Roi”) e per un altro album (“Armstrong”) tre anni dopo, dopodichè la band si scioglierà. Benvegnù diverrà apprezzato produttore (Perturbazione tra gli altri) e continuerà da solista a comporre ottima musica, pur rimanendo uno dei più sottovalutati artisti sulla scena italiana. Molti altri, tra cui Sara Mazo, lasceranno definitivamente il mondo della musica, e la lista di chi li rimpiange è ancora molto lunga.

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Riassunto del Bot

Rosemary Plexiglas degli Scisma è un album fondamentale dell'indie rock italiano del 1997, famoso per i suoi contrasti musicali e vocali unici. Prodotto da Manuel Agnelli, unisce riff intensi e melodie orecchiabili con testi onirici che hanno segnato profondamente la carriera dei componenti. Nonostante la breve vita della band, questo disco rimane un punto di riferimento insuperato nel panorama musicale. Paolo Benvegnù e Sara Mazo emergono come anime artistiche dell'opera.

Tracce video

01   Rosemary Plexiglas (04:20)

02   Completo (04:38)

03   Loop 43 (03:49)

05   Negligenza (03:38)

06   Centro (03:01)

07   Svecchiamento (05:20)

08   Videoginnastica (03:14)

09   L'autostrada (02:31)

10   L'equilibrio (03:34)

12   Golf (03:57)

13   Nuovo (07:18)

14   Poco incline ai R.F. (03:54)

Scisma

Scisma è una band italiana di alternative/indie rock con le voci di Paolo Benvegnù e Sara Mazo. Esordiscono su major con Rosemary Plexiglas (1997, prod. Manuel Agnelli), proseguono con l’EP Vive le roi (1998) e Armstrong (1999). Si sciolgono nel 2000 e tornano nel 2015 con l’EP Mr. Newman.
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