Copertina di Scott Spiegel Hostel: Part III
Fairy Feller

• Voto:

Per appassionati di film horror e splatter, fan della saga hostel, spettatori interessati a thriller violenti
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LA RECENSIONE

Con le prime sequenze questo terzo capitolo della saga di Hostel si riallaccia abbastanza agli episodi precedenti, forse per non deludere i fan di questi, in quanto la situazione raffigurata sembrerebbe apparentemente quella del classico turista sprovveduto finito nella compagnia sbagliata dalle parti dei Carpazi/Balcani; salvo poi stravolgere il tutto invertendo i ruoli di buono e cattivo, come anche di location, che si riveleranno quelle degli stati uniti... stessa cosa avverà anche per ciò che all'apparenza sarebbe parso il primo omicidio del film, quando uno dei tre ragazzi giunti a Las Vegas per festeggiare l'addio al celibato verrà improvvisamente incappucciato a forza; tramutando poi il tutto in uno scherzo quando tolto il cappuccio si ritroverà addosso una spogliarellista nel bel mezzo della ressa di un casinò.

Rimanendo in tema spogliarelliste/escort, si noterà come rispetto ai capitoli precedenti esse non rivestano più il ruolo di arpie dedite ad adescare le future vittime del macabro gioco di tortura oggetto della saga, bensì quello di vitteme esse stesse, anche se concordemente al secondo capitolo troveremo anche una seviziatrice che giocherà a frecette con uno dei malcapitati. A parte i pochi particolari menzionati però il resto del film procede in perfetta sincronia con i precedenti: da intendere in senso negativo, in quanto se non si ha nulla da aggiungere è inutile proporre ulteriori capitoli. Cosicchè uno dei malacapitati rapiti dalla società segreta di sadici riuscira ad evadere dalla gabbia; ad un altro verrà lasciata inaspettatamente la possibilità di difendersi per divertire il pubblico dedito ad assistere al macabro spettacolo da dietro ad un vetro (altra aggiunta rispetto ai precedenti capitoli), generando situazioni da thriller viste e riviste migliaia di volte. Di conseguenza a parte quest'auto-refenzialità verso i capitoli precedenti usata come mezzo per creare suspance reiterata durante la prima parte del film, con la seconda parte l'interesse scema completamente. Anche a livello di sequenze splatter si cede considerevolmente il passo a paragone con gli altri, nei quali in più di un paio di occasioni avevo distolto lo sguardo dallo schermo, e dove qualche spettatore al cinema avrà sicuramente lasciato la sala schifato/annoiato.

Terzo capitolo quindi senza lode e con molta infamia e virtualmente inutile (se non fosse a mio parere per qualche battuta) come è stato anche per "Saw l'enigmista" e "La casa dei mille corpi"; mentre per altre produzione quali "Le colline hanno gli occhi" o "Wrong Turn" si può trovare qualcosa di simil-pauroso anche oltre il primo film. Non rimane altro che sperare che il terzo sia anche l'ultimo, sebbene ci sia da dubitarne.

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Riassunto del Bot

Il terzo capitolo della saga Hostel tenta di riallacciare il filo narrativo con i precedenti episodi, invertendo ruoli e ambientazioni ma senza apportare reali novità. La trama, benché segua lo schema classico, risulta prevedibile e priva di tensione nelle fasi finali. Il film perde molto in termini di sequenze splatter rispetto ai predecessori e non riesce a emozionare né a sorprendere lo spettatore. Una pellicola che appare inutile e poco ispirata, consigliata solo ai fan più affezionati.

Scott Spiegel

Scott Spiegel è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense noto per opere nel filone horror, tra cui Intruder (1989) e Hostel: Part 3 (2011).
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