Il neo-noir è un genere che il cinema contemporaneo frequenta con alterne fortune. Spesso si tratta di tentativi maldestri di attualizzare il particolare pessimismo made in USA degli anni ’40, ma le tensioni e le angosce del nostro tempo non si prestano più ai modi espressivi del noir classico.
Kiss Kiss Bang Bang (2005) già dal titolo - sarcastico riferimento ai film d’azione dove tutto quello che serve è una ragazza e una pistola - è una parodia semi-seria che sfoggia tutti i cliché del genere, riletti però in chiave hipster:
La trama segue il classico schema del giallo con due storie apparentemente scollegate che finiscono per convergere. Peccato che, nel frattempo, ci si perda in dialoghi troppo densi e scimmiottanti Tarantino, nei “fuck” distribuiti come coriandoli, e in un montaggio che sembra firmato da qualcuno che si è sparato caffeina in vena.
I personaggi sono caricature consapevoli:
Il film si apre con un flashback: Harry e Harmony bambini, lui già innamorato. Anni dopo si ritrovano a una festa decadente nella villa del produttore Harlan Dexter e si lasciano andare a malinconici ricordi. Da lì parte la trama principale, che si intreccia con un’indagine condotta da Perry. Come in ogni noir che si rispetti, si susseguono colpi di scena, sviluppi semi-incomprensibili, omicidi e il cadavere di una sconosciuta discinta che appare e scompare.
Se il montaggio frenetico e la voice over un po’ invasiva non aiutano, l’ambientazione natalizia sembra un eccesso di cinismo, e la decadenza degli ambienti hollywoodiani viene urlata invece che suggerita. Anche il cast ha un sapore ironico: Downey Jr. prima del rilancio con Iron Man, più noto allora per le sue disavventure da tossico ed ex-galeotto; Kilmer ormai sul viale del tramonto e Monaghan, attrice da B-List che fa quello che può.
Diretto e sceneggiato da Shane Black, reduce dal disastro di The Long Kiss Goodnight e deciso a rifarsi con questo noir da discount, Kiss Kiss Bang Bang è parzialmente ispirato al romanzo Bodies Are Where You Find Them di Brett Halliday, autore di pulp fiction di discreta fama negli USA.
Vale la pena vederlo?
Downey Jr. è bravo nella parte del perdente un po’ scemo ma dal cuore tenero, e Kilmer se la cava egregiamente come detective pieno di risorse. Le loro conversazioni, pur esagerate, sono spesso divertenti:
Perry: Look up “idiot” in the dictionary. You know what you’ll find?
Harry: A picture of me?
Perry: No! The definition of the word "idiot", which you fucking are!
Disponibile a pagamento su varie piattaforme. Consiglio sempre la visione in lingua originale, ma in questo caso - se non masticate bene l’inglese - suggerisco il doppiato: i dialoghi sono rapidi, zeppi di slang e non sempre facili da seguire.
Kiss Kiss Bang Bang si offre allo spettatore come un requiem per un genere che non sa più se esistere o dissolversi nel nulla.
Hollywood, altare di illusioni, si rivela per quello che è: un teatro di burattini senza fili, un cimitero di ambizioni.