Copertina di Shane Black Kiss Kiss Bang Bang
Bruinen

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Per appassionati di cinema noir, commedia nera e thriller, amanti di storie ironiche con personaggi complessi e atmosfere hollywoodiane
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LA RECENSIONE

Nel ventre oscuro di Hollywood, tra luci fioche e parole affilate come rasoi, si srotola Kiss Kiss Bang Bang, una parabola di inganni, amori corrosi e sogni che svaniscono come fumo di sigaretta nella notte. Un noir travestito da parodia, un dramma mascherato da commedia, un gioco di specchi in cui l’immagine riflessa è sempre un po’ più distorta della realtà.

Harry è l’antieroe senza spada né gloria, un ladro sgraziato che inciampa nel destino e si ritrova a recitare un ruolo che non ha scelto. Il suo viaggio è quello del ciarlatano disarmato, del clown tragico in cerca di riscatto. Perry, il detective dallo sguardo che trafigge, è il suo Virgilio nel sottobosco dorato dell’inganno. La sua lingua è tagliente, il suo cuore nascosto sotto strati di ironia. Harmony, figura di donna e di ombra, non è l’incarnazione della seduzione ma quella del disincanto, testimone silenziosa della decadenza di un mondo che svende sogni a prezzi ridicoli.

La trama si dipana come un filo d’oro sporco, tra omicidi e verità sfuggenti, tra cadaveri che appaiono e scompaiono come fantasmi senza pace. Il tempo si muove a scatti, frantumato da montaggi impazziti e dialoghi che si rincorrono come versi in un poema incompiuto. L’ipertrofia verbale diventa cifra stilistica, un canto dissonante che si spinge oltre il limite della coerenza.

Hollywood, altare di illusioni, si rivela per quello che è: un teatro di burattini senza fili, un cimitero di ambizioni, un banchetto in cui il cinismo si mescola all’amarezza e il sangue si confonde con il vino versato. Shane Black danza sulla linea del grottesco, lasciando che la sua opera si nutra di un’ironia che non consola ma deride, che non esalta ma smaschera.

E così, tra il tintinnare delle pistole e il sussurro di segreti mai detti, Kiss Kiss Bang Bang si offre allo spettatore come un requiem per un genere che non sa più se esistere o dissolversi nel nulla. Un noir che ride e piange, che gioca e ferisce, che inganna e si lascia ingannare. E nel suo caos, nel suo ritmo febbrile, trova una sua stonata e struggente poesia.

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Riassunto del Bot

Kiss Kiss Bang Bang di Shane Black è un noir mascherato da commedia che mescola ironia e dramma, esplorando la decadenza di Hollywood attraverso personaggi antieroi e situazioni ambigue. Con dialoghi taglienti e montaggi frantumati, il film diventa un gioco di specchi che riflette sogni svaniti e verità elusive. Un’opera che ironizza ma allo stesso tempo commuove, offrendo una riflessione sul genere e sul mondo dello spettacolo.

Shane Black

Regista e sceneggiatore statunitense, emerso come autore di action a fine anni ’80 con Lethal Weapon e noto per il suo mix di noir, umorismo e dinamiche da buddy movie. Ha diretto, tra gli altri, Kiss Kiss Bang Bang, Iron Man 3, The Nice Guys e The Predator.
03 Recensioni

Altre recensioni

Di  DannyRoseG

 Il neo-noir è un genere che il cinema contemporaneo frequenta con alterne fortune.

 Perry: Look up “idiot” in the dictionary. You know what you’ll find? Harry: A picture of me? Perry: No! The definition of the word "idiot", which you fucking are!