Copertina di Silverstein When Broken Is Easily Fixed
Taurus

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Per appassionati di musica emocore, screamo e post-hardcore, fan di silverstein e cultori del rock alternativo anni 2000.
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LA RECENSIONE

I più attenti di voi vedendo lo splendido artwork della facciata principale del disco, noteranno una certa somiglianza con la grafica di copertina di un certo "Something To Write About Home" dei Get Up Kids, band emorock di Kansas City...

Dopo due ep ancora acerbi, arriva la firma con la Victory records (label specializzata nel campo e sempre attenta a rimpolpare il già nutrito roster di band hardcore, emocore e metalcore) e il debutto sulla lunga distanza nel 2003 con questo "When Broken Is Easily Fixed".

Nonostante l'ottimo riscontro di vendite che ebbe l'opus, un po' a sorpresa e un po' no, e una qualità buona, rimaniamo abbastanza lontani dai fasti dell'ottimo e secondo lp "Discovering The Waterfront".

Sebbene le sonorità non sono distanti da quella della successiva fatica, qui mancano anthem a profusione e una produzione che non eccelle particolarmente. Produzione che annovera negli arrangiamenti l'aggiunta del violino che costella diverse tracce.

La formula del disco è pressappoco la seguente: arpeggi delicati, voce a tratti calma e soave, a tratti urlata, riff pesanti e non, batteria con tempi medi e a volte alti.

Il miglior pezzo è proprio quello che apre le danze "Smashed into pieces", un vero anthem emocore e un inno dei fan dei cinque di Burlington. Velocità, potenza lasciano spazio a un ritornello lento e solenne, che dire stupendo è poco, capace da solo di far sciogliere anche i cuori più duri.

Gli altri pezzi degni di attenzione scorrendo e che lanciano anche notevoli spunti sul piano del songwriting, successivamente accantonati dal combo sono "Bleeds no more" e "Last days of summer". La prima è senza dubbio alcuno il pezzo più furioso e estremo dell'intera discografia con screaming quasi senza sosta e laceranti, placati solo da un interludio lento in cui si ode il suono di un violino. La seconda strizza l'occhio all'indie-rock di Juliana Theory e Texas Is The Reason, riuscendo a essere nella sua costruzione a dir poco allucinante. Si passa senza nessuna sbavatura da una prima parte lenta e quasi sussurrata a una seconda che sfocia nello screamo più puro e ai limiti del metal.

Gli altri pezzi svolgono il loro lavoro senza eccellere in maniera particolare, tuttavia merita una citazione "November". Mentre è da annoverare la featuring di Kyle Bishop dei Grade (altra band canadese ora sciolta, dedita all'emocore/screamo) nelle urla della conclusiva title-track.

Un discreto debutto che anticipa quella bomba di "Discovering The Waterfront".

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Riassunto del Bot

Il debutto di Silverstein 'When Broken Is Easily Fixed' mostra una produzione discreta ma un songwriting interessante, con pezzi energici come 'Smashed into Pieces'. Sebbene manchino anthem memorabili come nel successivo 'Discovering The Waterfront', l'album si distingue per la combinazione di arpeggi delicati, urla intense e violino. Un buon punto di partenza per la band canadese, con momenti di grande impatto emotivo e compositivo.

Tracce testi video

01   Smashed Into Pieces (03:42)

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02   Red Light Pledge (03:48)

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05   Last Days of Summer (04:28)

07   Hear Me Out (03:48)

08   The Weak and the Wounded (03:15)

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09   Wish I Could Forget You (03:26)

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10   When Broken is Easily Fixed (04:20)

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Silverstein

Silverstein è una band post-hardcore/emo canadese formata a Burlington (Ontario) nel 2000. Con la voce di Shane Told si è imposta tra i nomi chiave della scena 2000s grazie a lavori come Discovering the Waterfront e A Shipwreck in the Sand, restando attiva fino alle uscite recenti come Misery Made Me.
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