Copertina di Simple Minds Cry
senior86

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Per appassionati di musica rock ed elettronica, fan dei simple minds, ascoltatori curiosi di evoluzioni musicali e di band storiche
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LA RECENSIONE

Dopo il bellissimo "Street fighting years" i Simple Minds hanno subito (forse giustamente) pareri negativi su tutti gli album successivi, perdendo probabilmente anche buona parte del loro pubblico.

Nel 2002 la band, ridotta all'osso con Jim Kerr e Charlie Burchill, doveva dunque prendersi una rivincita, sapendo di non poter più sbagliare.

Questo "Cry", registrato tra Glasgow e Taormina, riuscì a far tirare un sospiro di sollievo a molti fans. Certo, non siamo davanti a "New gold dream" o a "Sparkle in the rain", ma di spunti interessanti ce ne sono davvero molti. Il disco è aperto dalla fantastica "Cry", un pezzo da una notevole melodia supportato da elementi di elettronica che non guastano. Per tutta la prima parte del disco si assaporano suoni de-frammentati, ritmi incalzanti, aperture melodiche degne di tal nome e singoli killer ("New sunshine morning"), con omaggi alla musica e alla tradizione italiana ("Face in the sun"). "Disconnected" sembra trasportare in un'altra dimensione, forse quella del non-sense dove tutto è futile. Ci si sente appunto "disconnessi", trascinati via.
Insomma, la prima mezz'ora scorre via lasciando un gusto dolce che va via poco dopo: infatti con pezzi trascurabili come "Sleeping girl" e "Sugar" Cry diventa un disco normale, un buon disco che però non può essere considerato uno dei migliori. Per non parlare poi della pessima idea di inserire un pezzo dance hard-core alla fine dell'album, sicuramente fuoriluogo in un disco sì elettronico, ma non da club house.

Da segnalare il buon lavoro dei Planet Funk su "One step closer" e gli ottimi arrangiamenti curati dallo stesso Kerr, a mio avviso in ottima forma e con una timbrica ancor più matura di prima.

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Riassunto del Bot

Dopo gli apprezzamenti per 'Street fighting years', i Simple Minds hanno visto un calo di popolarità. Con 'Cry' del 2002, Kerr e Burchill si propongono un ritorno che offre interessanti spunti melodici ed elettronici. L'album parte bene con brani solidi come 'Cry' e 'New sunshine morning', ma perde slancio con tracce meno ispirate e una scelta finale discutibile di un pezzo dance hard-core. Un disco maturo ma lontano dai migliori lavori della band.

Tracce testi video

03   New Sunshine Morning (03:36)

04   One Step Closer (06:06)

05   Face in the Sun (03:57)

07   Lazy Lately (04:02)

09   Sleeping Girl (04:11)

10   Cry Again (03:35)

11   Slave Nation (03:01)

12   The Floating World (04:23)

Simple Minds

I Simple Minds sono uno dei gruppi rock più influenti emersi dalla scena scozzese tardo anni '70. Famosi per aver coniugato post-punk, new wave, elettronica e un’energia da arena, hanno scritto brani immortali e attraversato decenni di trasformazioni sonore. Jim Kerr e Charlie Burchill sono i pilastri storici della formazione.
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