Copertina di Simple Minds Graffiti Soul
mgthree

• Voto:

Per appassionati di rock classico, fan dei simple minds, amanti della musica anni '80 e nuovi ascoltatori interessati a sonorità mature e tecniche.
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LA RECENSIONE

Leggo ottime recensioni su "Graffiti Soul".

Riscontro non ottime vendite di "Graffiti Soul".

Annosa questione: la qualità non sempre paga, e credetemi (o ascoltate il disco): qui, di qualità, c'è tutta quella di un gruppo che suona (e suona davvero) da 30 anni, percorsi tra alti, bassi, bassissimi, dalla new wave al rock inventandosi strada facendo uno stile e un marchio.

Chi ha seguìto, come me, quella strada può pensare che il Simple-Minds-Sound qui raggiunga la quasi-perfezione e sostenga e addirittura superi il magnifico "Black & White". Lungo le tracce trovo solide basi basso-batteria su cui Burchill si prodiga in più o meno tutte le tecniche con cui si può suonare una chitarra, un Jim Kerr che suggerisce melodie e aggredisce i chorus, il tutto tra sinth sottotraccia e arrangiamenti perfetti.

Questo è il filo logico da cui si snodano "Moscow Underground", ritmica e introspettiva, "Rockets" con il coinvolgente riff di chitarra nel chorus, "Star Will Lead The Way" in cui Burchill disegna picchi e vette sul cantato intenso e incisivo di Kerr. Segue "Light Travels" dalla strofa in sordina che si sviluppa e cresce tra cambi di tonalità e si apre al refrain finale. "Kiss & Fly" e la title track si distinguono per gli inseguimenti tra basso e batteria a volte slegati e poi di nuovo intrecciati negli incalzanti interventi di chitarra; "Blood Type 0" e "Shadows & Light" sono insolite soluzioni compositive, insolite almeno per i Simple Minds, ma piacevoli e arrangiate splendidamente. Tra di loro la carica rock e l'atmosfera di "This is it".

Si può pensare tutto ma non che i Simple Minds siano stanchi di fare musica. In "Graffiti Soul" ci sono idee, tecnica, misura, genio, voglia di suonare ancora contro tutto e tutti.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Graffiti Soul' dei Simple Minds come un album di alta qualità, frutto di trent'anni di esperienza musicale. L'autore sottolinea l'abilità tecnica della band, la varietà degli arrangiamenti e la coesione tra i membri, parlando di un suono che supera persino alcune opere precedenti. Nonostante le vendite non eccezionali, l'album dimostra che i Simple Minds sono tutt'altro che stanchi.

Tracce

01   Moscow Underground (05:01)

02   Rockets (04:36)

03   Stars Will Lead the Way (03:26)

04   Light Travels (04:12)

05   Kiss and Fly (05:01)

06   Graffiti Soul (04:48)

07   Blood Type O (03:49)

08   This Is It (04:52)

09   Shadow and Light (02:50)

10   Rockin' in the Free World (04:18)

Simple Minds

I Simple Minds sono uno dei gruppi rock più influenti emersi dalla scena scozzese tardo anni '70. Famosi per aver coniugato post-punk, new wave, elettronica e un’energia da arena, hanno scritto brani immortali e attraversato decenni di trasformazioni sonore. Jim Kerr e Charlie Burchill sono i pilastri storici della formazione.
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