Copertina di Siouxsie & the Banshees A Kiss In The Dreamhouse
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Per appassionati di musica alternativa, dark wave, post-punk e cult anni '80; ascoltatori curiosi di atmosfere cupe e sperimentali.
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LA RECENSIONE

E' il 1982 quando esce in tutti i negozi questo "A kiss in the dreamhouse". La stampa dell'epoca non lo prese molto bene e fu duramente criticato, un'annunciata caduta della dark lady più famosa del mondo, che arrivò così alla sua sesta fatica senza più cartucce da sparare. Io non la penso così, questo è chiaro! Se no non butterei il mio tempo a recensire un album di 23 anni fa.

Partiamo subito da quello che c'è di positivo in questo stridulo lavoretto di 9 canzoni dove tutto suona molto ovattato, clustrofobico, dalla ritmica alle chitarre, dai synth alla voce di Sioux, creando un'atmosfera unica, che sa molto di passato. Il dark-Punk degli esordi sembra un ricordo ormai lontano, anche se il Dark un po' è rimasto mentre il Punk se n'è definitivamente andato lasciando posto a melodie in alcuni casi più pop ed orecchiabili.
Le songs che meritano il prezzo del biglietto sono sicuramente "Cascade" e "Melt", la prima è quella che dà l'impronta a tutto l'album lasciandoti una drammatica nostalgia interiore. Bellissimo questo passaggio:

"my breath melted my words
into strange alphabets
tormenting my tongue
pouting, shouting
oh love - like liquid falling
falling in cascades
oh love-lorn victims
laughing in cascades"

La seconda è invece un vero capolavoro, un saggio di bravura assoluta, una canzone lenta dove la voce in primo piano combinata a quella in contrapposizione creano una atmosfera celestiale. Poi vengono in ordine "Obsession" un specie di funerale cantato, o meglio parlato, dove le note vengono dimenticate e la voce di Sioux accompagnata da striduli inserimenti di basso e muraglie di Synth creano un'atmosfera ipnotica e funerea. Stessa cosa per "Circle", forse più ipnotica della precedente, sempre su questa onda includerei anche "Green Finger" con in più un melodico giro di basso molto Joy Division.

Dulcis in fundo la parte dell'album più negativa, anche se non in modo assoluto, quella rappresentata dal Singolo "Slowdive" molto suadente ed inutile anche se ricorda i primi New Order, da "Cocoon" con un arrangiamento Jazz-teatrale, e da "She's a Carnival" che è l'unica delle tre che salvo, una canzone molto pop-rock-wave con un andatura da Dance-Floor da sabato sera ed un finale di organo da prima comunione!
Un album sincero, che fa da ponte a due periodi distinti della Band e che merita di essere ascoltato. Un consiglio? Ascoltatevelo in giornate molto piovose!

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Riassunto del Bot

L'album 'A Kiss In The Dreamhouse' del 1982 di Siouxsie & the Banshees è rivalutato positivamente dopo un'accoglienza iniziale negativa. Il lavoro si distingue per atmosfere ovattate, dark e oniriche, con brani come 'Cascade' e 'Melt' che rappresentano capolavori di mood e tecnica vocale. L'album segna un passaggio stilistico importante nella band, mescolando dark wave, pop e influenze jazz. Consigliato per ascolti introspettivi, soprattutto in giornate piovose.

Siouxsie and the Banshees

Siouxsie and the Banshees sono un gruppo britannico formatosi a Londra nel 1976 attorno a Siouxsie Sioux e Steven Severin. Tra i protagonisti del post‑punk e del gothic rock, hanno pubblicato album influenti dagli esordi di The Scream fino al congedo di The Rapture.
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