LA RECENSIONE

Quando il silenzio si adagia sulle orecchie come polvere che corrode sai che stai ascoltando un disco degli Skinny Puppy. Quando dal buio sai che è possibile compaia una mano(millemani) pronta a ghermirti i ricettori del dolore e una lingua elettrificata ti lecca gli occhi rendendoti cieco aumentando le percezioni al massimo sai che stai assaporando "HanDover", una creatura che si nutre di frequenze ridotte all'osso.

L'Orco tesse i silenzi, l'Orco fa paura quanto basta per farti rilassare nel tuo letto tra coltri fatte di cavi. E' kraftwerkiano l'ingresso poco illuminato di questa struttura, minimalismi spettrali che danzano attorno ad una voce da modellameccanica, l'atemporalità è padrona di "Ovirt" tanto quanto la melodia comanda i synth algidi di "Cullorblind" che sa di "robot"-pop che splende in riflessi ferali, si spinge nel pezzo con una batteria in punta di piedi, e si incolla tra i neuroni, uscirà a fatica da lì, e la dinamica prende corpo attorno alla bellezza tonale e "Wavy" è una ballata postmortem, una chitarra acustica straziata al reverse si perde tra fantasmi futuribili, di voci filtrate da lontani pianeti, fino ad aprirsi su cori e archi programmati da automi abbandonati. E anche quando il ritmo alza le dinamiche fino a congiungersi a lidi più danzerecci, il sintomo di malattia non abbandona, la bastardaggine di "Icktums" è un esempio più che concreto, con i suoi ambienti EBM sotto naftalina e i synth che baluginano in bolle di luce.

Le destrutturazioni atomico-industriali di "Point" portano poi dritti nella aphextwiniana "Noisex" che conclude il viaggio in disturbi a frequenza spinta, coi tempi che scattano come nervi, e il sapore metallico in bocca si estingue in esplosioni glitch, ma solo dopo 7 minuti.

This park is still too dark.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

HanDover degli Skinny Puppy è un album che avvolge l'ascoltatore in atmosfere oscure e minimaliste, dove silenzi inquietanti e frequenze rarefatte creano un'esperienza ipnotica. L'album fonde influenze di Kraftwerk, EBM e Aphex Twin, alternando brani spettrali e ritmi danzerecci con un tocco di malessere vibrazionale. La produzione suona tanto fredda quanto affascinante, con voci meccaniche e synth algidi che catturano e non lasciano facilmente. Una vera immersione nell'industrial più raffinato e innovativo.

Tracce video

01   Ovirt (04:52)

02   Cullorblind (05:48)

03   Wavy (04:34)

04   AshAs (03:30)

05   Gambatte (03:26)

06   Icktums (05:16)

07   Point (03:38)

08   Brownstone (03:28)

09   Vyrisus (04:08)

10   Village (04:09)

11   NoiseX (07:15)

Skinny Puppy

Skinny Puppy sono un gruppo canadese formato a Vancouver nel 1982 da cEvin Key (Kevin Crompton) e Nivek Ogre (Kevin Ogilvie); Dwayne Goettel si unì nel 1986. Pionieri dell’electro‑industrial/EBM, noti per show teatrali e temi feroci (diritti degli animali, censura), hanno firmato album fondamentali come Bites, VIVIsectVI, Rabies, Too Dark Park e Last Rights. Dopo la morte di Goettel nel 1995 e lo scioglimento, si sono riformati pubblicando, tra gli altri, The Greater Wrong of the Right (2004) e HanDover (2011).
06 Recensioni