Copertina di Slough Feg Ape Uprising
Dragonstar

• Voto:

Per appassionati di heavy metal, fan del metal tradizionale, ascoltatori di musica rock/metal, cultori di sonorità folk ed epic metal
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LA RECENSIONE

Sapete qual è il pregio di questo straordinario gruppo di californiani, attivi da oltre un ventennio? Sanno ornare la loro musica con le più difformi venature (folk, epic, celtic, doom) riuscendo sempre a rimanere schiettamente metallici! Questi sono gli Slough Feg: heavy metal nudo e crudo, senza fronzoli e privo di pacchiani ornamenti melodici. Con Ape Uprising, la band dichiara per la settima volta il suo smisurato amore per il metallo tradizionale, cosa che non farà felici quanti pensano che la decade 80/90 abbia ormai già fatto il suo corso, reputando dunque le pubblicazioni postume come scialbi remake di una musica che negli anni d’oro aveva già saggiato la sua somma virtù espressiva e sperimentale. Ape Uprising renderà invece paghi quanti crederanno ad un disco che riesuma le ataviche radici del metallo tradizionale, posandosi su quaranta minuti divisi in otto brani pregni di fresco rigoglio e antica magia.

Entriamo nel vivo dunque, e saltiamo direttamente alla terza traccia, ossia al punto più alto di questo spettacolo sonoro: la title- track. Un brano forse inusuale per la band, in prevalenza orientata su componimenti brevi e articolati, che in questo caso propone una suite di dieci minuti, schiusa da un avvincente epic/folk (ornato dalla voce sgraziata e carismatica di Mike Scalzi), che volge poi in una prodigiosa epopea strumentale in salsa "maideniana", stroncata dal riff d’apertura della seguente Simian Manifesto e dal suo scoppiettante hard’n’heavy. Poi i suoni s’induriscono con il monolitico classic metal di Shakedown at the Six, prima di ammorbidirsi nel folclore di White Cousin, armonizzata a dovere dalle parti acustiche. Ottima anche Nasty Hero, posta in chiusura, dove i guizzanti convenevoli scambiati dai compagni d’ascia Scalzi/Trincali, rendono le parti strumentali irresistibili e avvincenti.

Insomma, la sentenza divina sulle sorti di questo disco è tutta nelle vostre mani. Spetta a voi decidere se ghermire avidamente cotanta dovizia, o gettarla via per sempre, consci di un passato che vi ha già sufficientemente appagato. Vi resta solo da scegliere il vostro gruppo d’appartenenza…

Slough Feg: Ape Uprising (release date 08/05/2009)

Lineup:

Mike Scalzi: vocals, guitars

Angelo Tringali: guitars

Harry Cantweel: drums

Adrian Maestas: bass

Tracklist:

1 The Hunchback of Notre Doom

2 Overborne

3 Ape Uprising

4 Simian Manifesto

5 Shakedown at the Six

6 White Cousin

7 Ape Outro

8 Nasty Hero

Federico “Dragonstar” Passarella.
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Riassunto del Bot

La recensione valorizza Ape Uprising dei californiani Slough Feg, sottolineandone il forte legame con il metal tradizionale arricchito da influenze folk, epic e celtic. L'album è apprezzato per le composizioni schiette, potenti e originali, con brani che spaziano da suite epiche a momenti acustici. La capacità della band di rinnovare un genere classico senza appesantirlo è vista come il punto di forza dell'opera.

Tracce video

01   The Hunchback of Notre Doom (04:47)

02   Overborne (02:53)

03   Ape Uprising (10:02)

04   Simian Manifesto (04:09)

05   Shakedown at the Six (03:51)

06   White Cousin (03:09)

07   Ape Outro (03:17)

08   Nasty Hero (05:25)

Slough Feg

Slough Feg è un gruppo heavy metal statunitense guidato dal cantante e chitarrista Mike Scalzi, noto per uno stile che richiama il metal tradizionale con venature folk, epic e doom.
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