Copertina di Snow Patrol Final Straw
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Per appassionati di musica indie e pop rock, lettori critici di recensioni musicali, fan degli snow patrol e ascoltatori attenti alle valutazioni media
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LA RECENSIONE

Tornando dalla Scozia quei maledetti della British Airways mi fanno aspettare la bellezza di tre ore a Londra per l’attesissimo volo Londra-Pisa; ordunque per passare il tempo mi faccio un giro per l’aeroporto, mi fermo alla catena HMV, e ti scopro su uno scaffale tutta ‘sta sequela di dischi straconsigliati da riviste inglesi; roba tipo “disco dell’anno”, “disco del mese”, “10/10” etc. Uno di questi cattura in effetti la mia attenzione, complice una discreta copertina, si tratta di “Final Straw” degli Snow Patrol, gruppo insignito della carica di massima rivelazione dell’anno 2004 per le riviste inglesi (insieme ai Keane). Ora, non mi faccio fregare tanto facilmente, quindi col cavolo che glielo compro, ma tornato a casa me lo scarico di getto.


Inizio: “How To Be Dead”, eh no, si inizia proprio male; chitarrina acustica alla “voglio che questo pezzo vada su MTV”, colorata da arpeggino elettrico ultramelodico alla “voglio vendere 4 o 5 milioni di dischi”, e soprattutto voce irritantissima a metà strada, lascio immaginare, fra il cantante dei Train e quello dei The Calling; mi dispiace, ma dopo il primo ritornello stacco e vedo avanti.
“Wow”, secondo pezzo, parte già meglio; struttura e ritmiche blande e standardizzate, come per tutto il disco, ma cresce una parvenza di distorsioni, e anche abbastanza grezze e gracchianti, quasi a ricordare un certo Indie Rock, poi però… ecco di nuovo la voce. Questa volta non sembra il biondo platinato dei Calling, stavolta fa il verso ai Creed che fanno il verso ai Pearl jam. Terzo pezzo, “Greaming Auction”: forse che ho sbagliato a scaricare? È uguale al secondo paro paro.. Mah.. quarto, “Whatever’s Left”: forse che ho sbagliato a scaricare? È uguale al secondo e al terzo.. Anzi, no! La voce qui più che ai Creed/Pearl Jam, assomiglia a Gavin Rossdale dei Bush, che scimmiottava anche Kurt Cobain! sapete, di quelle voci che vogliono dire che il cantante in quel momento sta soffrendo dentro, ma per davvero, ma proprio tanto… Quinto, “Spitting Games”: uguale agli altri? macchè! Ecco la decisa virata verso il pop che puzza tanto di singolo, classico brano lecca-Mtv. Sesto e settimo, rispettivamente “Chocolate” e “Run”, finalmente (si fa per dire) le immancabili ballatone sbroda-teenager degne di un disco dei Blue che ti tolgono ogni dubbio sulla qualità del disco. Vi risparmio il resto perché le coordinate sono le solite. In ogni caso, dopo i 40 minuti di durata del disco bellamente buttati nel cesso, non mi sono risposto alla domanda, assolutamente misteriosa, di perché “Final Straw” sia rivelazione dell’anno. In compenso una cosa l’ho capita: non fidatevi dei settimanali musicali britannici! Per un disco davvero buono che vi consigliano, vi prendono per il culo su altri dieci.

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Riassunto del Bot

La recensione di Final Straw degli Snow Patrol evidenzia una forte delusione rispetto alle aspettative create dalle riviste britanniche. L'autore critica la voce del cantante e la monotonia delle tracce, ritenendo il disco scontato e troppo conforme ai cliché del pop rock. Pur riconoscendo alcune variazioni, il giudizio complessivo rimane negativo, mettendo in dubbio la definizione di 'rivelazione dell'anno'.

Snow Patrol

Snow Patrol è un gruppo alternative rock formatosi nel 1994 a Dundee e guidato dal cantante/chitarrista Gary Lightbody. Hanno raggiunto il successo internazionale a metà anni 2000 con gli album Final Straw ed Eyes Open e il singolo Chasing Cars.
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Altre recensioni

Di  francis

 La miscela segreta proposta da questa promettente formazione è un guitar rock ammiccante a certe sonorità tipiche delle band americane.

 Di sicuro per qualche aspetto gli Snow Patrol devono ancora perfezionarsi, a partire dalla voce del singer Gary Lightbody.