Copertina di Sparks Propaganda
Workhorse

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Per amanti del glam rock, appassionati di musica anni '70, fan di sparks e nostalgici del rock barocco e sperimentale.
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LA RECENSIONE

Riguardo questo disco lessi da qualche parte che "Se Goebbels avesse fatto propaganda così bene ora vivremmo tutti sotto il Terzo Reich". Propaganda, del novembre 1974, è un album eccellente, anche se oggi la sua fama è forse un po' oscurata dal suo superbo vicino Kimono My House, capolavoro indiscusso degli Sparks ed uscito nel maggio dello stesso anno. Ma Propaganda, con le sue canzoni sempre di livello altissimo e senza riempitivi, è ben poco inferiore al suo illustre predecessore. È un disco che non sfigura affatto tra le magna opera del glam, ed è qualcosa di più che il Day at the Races di un Night at the Opera, del Pin Ups di un Aladdin Insane, del Samvise Gamgee di un Frodo Baggins.

La maestria dei fratelli Mael è impareggiabile, e le acrobazie vocali, i falsetti e le pasticcerie di Russell si sposano alla perfezione con la padronanza assoluta delle tastiere del charlottesco Ron e i testi pregni di un umorismo surreale e sopra le righe. Undici schegge di glam frenetico e barocco, mai indigesto e sempre coinvolgente. Un disco fresco e spumeggiante come un prosecco con l'aspirina. Spumeggiante.

Sul serio: Grande Cinema a parte avete mai sentito questa parola utilizzata al di fuori di una qualche insulsa pubblicità? Quelle con le tinte acido/pastello di metà anni '90, prima che venissero gli anni 2000 con i loro colori cacca d'uccello e l'abuso della parola "esclusivo"?

Un disco da ascoltare sempre, at home at work at play, sogghignando alle spalle di quelli che ripescano dagli anni '70 per tirare fuori sempre le stesse cose: belle per carità, ma dopo un po' che noia.

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Riassunto del Bot

Propaganda degli Sparks, uscito nel 1974, è un album eccellente e fresco, spesso oscurato dal più noto Kimono My House. Le sonorità glam, le acrobazie vocali di Russell e la padronanza delle tastiere di Ron creano un disco coinvolgente e originale. L'umorismo surreale dei testi e l'energia barocca rendono l'opera un gioiello sempre attuale, ideale per rinnovare l'ascolto degli anni '70.

Tracce testi video

02   At Home, At Work, At Play ()

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05   Thanks but No Thanks ()

06   Don't Leave Me Alone With Her ()

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07   Never Turn Your Back on Mother Earth ()

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08   Something for the Girl With Everything ()

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11   Bon Voyage ()

Sparks

Sparks è il duo statunitense dei fratelli Ron (tastiere) e Russell Mael (voce), attivo dagli anni ’60. Dopo l’exploit glam con Kimono My House (1974) e successi in UK, nel 1979 hanno inaugurato la svolta elettronica con Giorgio Moroder (No. 1 in Heaven). Tra le rinascite: Lil’ Beethoven (2002) e una lunga scia di album celebrati.
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