Copertina di Spirit Spirit
dema89

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Per appassionati di rock psichedelico, fan della musica anni '60, intenditori di fusion jazz-rock, cultori di album storici poco conosciuti
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LA RECENSIONE

(1968) Un gruppo peculiare e, a mio avviso, geniale, sicuramente sconosciuto al grande pubblico (non finirò mai di ringraziare per questo) e apprezzatissimo da fans e critica.

Arrivarono sulla scena rock californiana nel 1968 con quest'album omonimo, e dimostrarono un'originalità e un eclettismo senza dubbio notevoli. La stampa specializzata li accolse con un grandissimo entusiasmo, e suscitarono emozioni simili solo a quelle che suscitarono i Love di Arthur Lee poco tempo prima. I motivi di quest'entusiasmo? Sono molti. Il più importante è che California (chitarra) e Andes (basso), avevano radici blues, gli altri due, Cassidy (batteria) e Locke (tastiere), erano jazzisti, e l'ultimo, Ferguson (tastiere e voce), proveniva da ambienti classici: il risultato è un sound originalissimo, per nulla invecchiato con gli anni (che stanno diventando tanti), basato sul pop-rock psichedelico, ma miscelato con abbondante jazz, pop e blues; un modo di suonare solare ma enigmatico, forse pre-progressivo, ma - a mio giudizio - mai barocco.

Musica per intenditori insomma, "adulta", come dice qualcuno.

Rimasi spiazzato di fronte ai suoi arrangiamenti complessi, ai cori melodiosi, e quelle liquide sfuriate chitarristiche che ricordano tanto l'Hendrix più acido (da ricordare che Randy California e Jimi Hendrix erano amici da lungo tempo). Al primo ascolto non è facile capire il segreto, il filo conduttore, il significato di questo lavoro. Rimasi in qualche modo turbato, comprendendo di essere davanti a un grande disco, ma incapace di scoprirne l'alchimia. Tra i momenti più memorabili, spiccano Fresh Garbage, Mechanical Word e la lunga Elijah (in cui, attorno al tema principale, ogni strumento dice la sua). Da citare la vecchia storia per cui Taurus sarebbe l'ispiratrice di Stairway to Heaven.

Gli Spirit, insomma, dimostrano una grande eleganza nel suonare, molta energia e voglia di innovare, e il risultato è senza dubbio eccellente: gli Spirit possono essere accostati a buon diritto tra le grandi band della psichedelia californiana come Grateful Dead, Jefferson Airplane, Quicksilver Messenger Service e Love. Seguirono altri buoni lavori come il bellissimo The Family That Plays Together; Clear, un leggero passo all'indietro; e infine Twelve Dreams Of Dr. Sardonicus, il loro canto del cigno, il più accessibile e il meno psichedelico dei tre. Poi cambiarono formazione, e ognuno prese la propria strada. Una carriera consumatasi in pochi anni ma di grande impatto su tutto il rock che venne dopo.

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Riassunto del Bot

Spirit è un album del 1968, apprezzato da fan e critici per l'originalità della sua fusione tra psichedelia, jazz e blues. Il gruppo californiano, poco noto al grande pubblico, mostra un sound solare e complesso, influenzato da radici blues, jazz e classica. Alcuni brani come Fresh Garbage e Elijah si distinguono come momenti memorabili. L'album è considerato un capolavoro della scena psichedelica californiana, accostabile a nomi come Grateful Dead e Jefferson Airplane.

Tracce testi video

01   Fresh Garbage (03:11)

03   Mechanical World (05:16)

Leggi il testo

05   Girl in Your Eye (03:16)

06   Straight Arrow (02:49)

07   Topanga Windows (03:37)

08   Gramaphone Man (03:49)

09   Water Woman (02:10)

10   The Great Canyon Fire in General (02:47)

11   Elijah (10:45)

Spirit

Spirit sono un gruppo rock statunitense formatosi a Los Angeles nel 1967. La formazione classica comprende Randy California, Ed Cassidy, Jay Ferguson, Mark Andes e John Locke. Fusi di psichedelia, rock e jazz, hanno firmato album chiave come Spirit (1968), The Family That Plays Together, Clear e Twelve Dreams of Dr. Sardonicus. Randy California è scomparso nel 1997.
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