Copertina di Squarepusher Budakhan Mindphone
anonimo cuculo

• Voto:

Per appassionati di musica elettronica, jazz sperimentale, bassisti e amanti delle sonorità innovative
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Capire cosa passa per la testa a Squarepusher non è mai stata cosa semplice. Le sue fusioni di sonorità elettroniche - d’n’b unite a quelle di stampo jazz sono sempre state oggetto di discussione tra gli appassionati, in quanto c’è chi preferisce il Pusher più elettronico possibile che da contro a chi preferisce di più quando abbraccia il proprio basso elettrico.

Molto probabilmente questo disco piacerà più alla seconda tipologia di ascoltatori, in quanto l’uso dell’elettronica c’è ma si fa sentire in maniera meno esasperata che in altri lavori; le basi sono sempre suonate dal “vivo” con batteria reale e non con drum machine. Una tipologia di suono che tutto risulta come una sorta di “futur-jazz”, termine che mi sono appena inventato, ma che potrebbe farvi capire che il jazz, secondo Tom, è cambiato; cambiato mantenendo basi degne di questo genere, ma con suoni ambient, glitch e tocchi di elettronica di gran classe.

In apertura la splendida “Iambric 5 Poetry” ci porta subito in un mondo onirico ed evocativo, di gran classe ambient e supportata da un giro di basso che nella sua semplicità è uno dei più belli che ha composto. Quale migliore inizio. Si prosegue con “Fly Street”, ipnotica al punto giusto senza scadere nella noiosità, “The Tide” e “Splask” sono gli esempi di un jazz cupo, di atmosfere scure e in cui si da libero sfogo alla batteria e i suoi tempi e controtempi. Ma la batteria ricopre poco quando si passa a “Two Bass Hit”, una traccia il cui titolo (per una volta!!) dice tutto. Squarepusher inforca il suo basso e da libero sfogo alla sua improvvisazione e ci dimostra che sa fare. “Varkatope” è forse la traccia più elettronica dell’album, gradevole nel suo crescendo. Si chiude con “Gong Acid”, traccia sperimentale, sembra quasi un concerto di gocce che cadono dalle grondaie riprodotte attraverso piatti, piattini, pentole e padelle. Bo’, sinceramente non ne trovavo l’esigenza.

Nel complesso si tratta di un album (EP) che ci lascia delicatamente soddisfatti dei lavoro di ricerca dei suoni e dei tempi che Tom ci delizia; album forse tra i più lineari che ha composto, senza divagazioni o rumori inutili (come ad esempio nel precedente album) e con tracce che non si perdono su sé stesse.

Voto: 7

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Budakhan Mindphone di Squarepusher propone un raffinato equilibrio tra jazz e elettronica, con batteria dal vivo e improvvisazioni al basso. L'album si distingue per atmosfere ambient e tocchi glitch che arricchiscono il sound, mantenendo coerenza e linearità. Pur essendo più accessibile rispetto ad altre opere di Tom Jenkinson, la sperimentazione è sempre presente, in particolare nell'uso del basso e della batteria. Un lavoro interessante per chi apprezza la fusione tra generi e le sonorità innovative.

Tracce video

01   Iambic 5 Poetry (05:30)

02   Fly Street (04:52)

03   The Tide (04:25)

04   Splask (03:08)

05   Two Bass Hit (dub) (03:32)

06   Varkatope (04:09)

07   Gong Acid (04:49)

Squarepusher

Squarepusher è lo pseudonimo di Thomas Russell Jenkinson, musicista e produttore inglese legato a Warp Records. Unisce IDM/drill’n’bass e virtuosismo al basso elettrico, alternando furia ritmica e slanci jazzistici fin dagli anni ’90.
10 Recensioni