Attenzione recensione sdolcinata e melliflua! Astenersi metallari, punkettari, hippoppettari, popmusic victims, facce di bronzo prog, audiofili-necrofili, emo-assuefatti, house-dipendenti,ecc . Venghino i siori(e le siore soprattutto)che non hanno paura di emozionarsi.
"The night starts here, the night starts here, forget your name, forget your fear..."
Dopo un breve pezzo strumentale-elettronico che si conclude con una lugubre voce anziana (proprio come si apre in modo macabro lo splendido album precedente "Set Yourself On Fire") parte il singolo "The Night Starts Here"... ed è amore al primo ascolto, con tutte quelle melodie leggere, dolci, profumate come caramelle. Melodie che sanno far piangere, sorridere, rattristare, amare... sognare.
Tredici tracce per un totale di 55 minuti di musica che una volta assimilata difficilmente espellerete dai vostri cuoricini. E già, proprio così, questo disco lo dovete ascoltare con il cuore. Per questi 55 minuti dovete sbarazzarvi di tutti i pregiudizi musicali che albergano in voi e lasciarvi andare, semplicemente.
Ciò non significa che gli Stars siano inascoltabili, tutt'altro. Prendete il pianoforte profondo di "Personal". Prendete tutti quei rumorini elettronici di "The Night Starts Here" (il pezzo più immediatamente toccante). Prendete i cori da stadio di "Barricade". Prendete i meravigliosi arrangiamenti di archi della title-track. Prendete la batteria funkeggiante di "The Ghosts Of Genova Heights". I suoni di cetacei in "Today Will Be Better, I Swear!". Vi ritroverete fra le mani tanti piccoli ottimi spunti. Piccoli ma azzeccatissimi e piacevolissimi.
No, questo album non vuole elevarsi in modo brutale, non è spavaldo, non si autocompiace e anche se a volte può sembrare il contrario (come in "Barricade") poi arriva una canzoncina semplice eppure tenerissima come "Window Bird" a rimettere tutto a posto. Piccole melodie per piccole storie d'amore. Amore: gli Stars parlano di questo. Ma non perchè sono degli ingenui canadesi con la passione per l'electro-pop che non hanno ancora imparato dai colleghi statunitensi e britannici che cosa sia la disillussione, bensì perchè hanno ben capito che se qualcosa ci salverà mai il culo da tutti i casini che combiniamo, sarà proprio questo sentimento a farlo. E mentre nel precedente "Set Yourself On Fire" ce lo facevano capire in modo maestosamente triste e rassegnato nel 2007 si sentono un po' più allegrotti, e un pò meno oscuri.
Potrei passare ore a spiegarvi le differenze, ma basta guardare i titoli degli album per capire la differenza. Prima "Datte foco" poi "Nella nostra camera da letto dopo la guerra". Un po' più ottimista no?
Così, quando l'album sta per finire, vi meraviglierete che quei 6 minuti della zuccherosissima title-track ("Listen! The birds sing! Listen! The bells ring!") non vi abbiano fatto provare repulsione ma anzi desidererete riascoltare tutto l'album nuovamente.
Fidatevi. Lasciatevi andare. Deviate il percorso delle orecchie verso il caldo cuore, invece che il freddo cervello. Questa Musica non va pensata troppo. E' musica per single. Musica per innamorati. Musica per gente triste in cerca di un motivo per sorridere. Musica per gente allegra che vuole avere un motivo in più per sentirsi allegra. Musica per chi cerca ma non trova, ma sa bene dentro di sé che se non mollerà riuscirà nel suo intento. Musica inspiegabilmente calda nella sua canadesità.
Chiamatela come vi pare ma provate ad ascoltarla. E fatela ad ascoltare a chi amate.
"Here it comes! Here comes the first day! Here it comes! Here comes the first day!
It starts up in our bedroom after the war
After the war! After the war..."