Copertina di Starsailor Silence Is Easy
giov

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Per appassionati di rock alternativo inglese, fan degli starsailor, amanti di musica con riff articolati e atmosfere variegate
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LA RECENSIONE

"Gli Starsailor drinkano un paio di Red Bull prima di imbracciare gli strumenti e dare un dignitoso ed energico seguito a Love Is Here"

...Niente di spudoratamente casinaro, intendiamoci: non c'è una singola canzone che ti faccia scuotere la testa freneticamente ed urlare YYYYYOOOOAAAAAA (ogni riferimento...), però una piccola svolta c'è stata e si sente.
Il sound della band inglese risulta molto più aggressivo, le ballate lasciano il posto a canzoni strutturate in modo più complesso e finalmente il basso suona fraseggi più intricati oltre i soliti quattro accordi in successione.

Nuovi suoni vengono introdotti: percussioni etniche si alternano a loop di batteria molto interessanti; d'un tratto il tutto lascia il posto a un'orchestra di violini guidata da una perfetta melodia portata avanti da un piano elettrico (Four To The Floor).
Presenti anche cori al limite del gospel che danno un bell'effetto di "solennità" alla musica del gruppo, senza mai sfociare nel ridicolo (Born Again). Stranamente la canzone che risulta più debole è "White Dove", una delle due prodotte da Phil Spector prima di avventurarsi nel processo che lo vede imputato per omicidio.
Di contro si può dire che il singolo "Silence Is Easy", che segue la struttura musicale di "Good Souls" (una specie di marcia in crescendo guidata dal basso), rende bene l'idea del sound complessivo dell'album.

Da qualche parte ho letto che la voce di James Walsh in questo disco mantiene sempre il suo particolarissimo timbro abbandonando quel tono lamentoso e a volte fastidioso che in Love Is Here era forse troppo presente.
Verissimo, la prova la si ha nella traccia d'apertura del disco "Music Was Saved", la composizione più veloce ed allegra scritta finora dalla band, che ricorda molto da vicino i Beatles nelle loro canzoni melodiche più "Arrabbiate".

La batteria e le percussioni sono gli strumenti che più risaltano nell'opera, per l'energia trasmessa e per la varietà di ritmi e differenti suoni presentati all'ascoltatore.
A chi era piaciuto Love Is Here non dispiacerà affatto il suo seguito, molto più trascinante.

Gentle rock: non raffinato come quello dei Coldplay, non sussurrato come quello dei Travis, magari un po' grezzo, ma di sicuro, in quest’episodio, vario e bello nella sua totalità.

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Riassunto del Bot

Silence Is Easy segna un'evoluzione nel sound degli Starsailor, con un rock gentile ma più energico rispetto a Love Is Here. Il disco si distingue per melodie elaborate, percussioni etniche e l'ottima prova vocale di James Walsh. Pur non essendo frenetico, l'album offre una varietà musicale apprezzabile e un risultato complessivamente piacevole e coinvolgente.

Tracce testi video

03   Some of Us (03:39)

05   Telling Them (04:53)

07   Bring My Love (02:22)

08   White Dove (03:54)

09   Four to the Floor (04:15)

Leggi il testo

Starsailor

Starsailor è una band inglese di Chorley (Lancashire), formata nel 2000 e guidata dal cantante e chitarrista James Walsh, con James Stelfox, Barry Westhead e Ben Byrne. Il nome viene dall’album Starsailor (1970) di Tim Buckley. Hanno esordito con Love Is Here (2001) e sono noti per ballate intense e melodie dal taglio britpop/indie.
14 Recensioni

Altre recensioni

Di  marcmat

 Riprovarci è d'obbligo: è una sfida per un disco caduto presto nel dimenticatoio, è uno stimolante passatempo per quanto sia piacevole da riascoltarsi.

 Tocca a 'Silence is Easy' il secondo lavoro di una band che si è eclissata ben presto dopo un esordio promettente.


Di  Brahms

 Questo lavoro è un ottimo esempio di musica oggettivata.

 Born Again è un pezzo veramente spettacolare che parla appunto di rinascita e di redenzione.