Copertina di Steely Dan Everything Must Go
JakeChambers

• Voto:

Per appassionati di rock raffinato, fan di steely dan, amanti del jazz rock e dell'aor complesso
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LA RECENSIONE

AVVISO AI PASSEGGERI. Stiamo per entrare in una perturbazione recensoria a bassissimo livello di oggettività. Allacciate le cinture. Mantenete la calma. Cercate di schivare iperboli e frasi roboanti, e "mettete la tara" a tutto quello che vedrete scritto da qui in avanti.

A tre anni di distanza dal folgorante ed inatteso ritorno di "Two Against Nature", si ripresentano con la consueta faccia tosta, e con l'aria di chi passava di lì per caso, questi due vecchi satiri fautori di un sublime AOR rifinito, intrigante, levigato, iperarrangiato e comediocomanda-suonato.

Forse Donald Fagen non ha più la voce di un tempo (per usare un eufemismo...), forse Walter Becker si è un tantino imbolsito, forse la produzione non è più la stessa senza Gary Katz. Ma tutto questo cosa può importare a un vecchio fan incarognito da vent'anni di attesa, novello Florentino Ariza spasimante di una Fermina Daza che non te la dà neanche a spararle? Uno che si è formato ideologicamente, sentimentalmente, financo sessualmente sulle morbide e chiaroscurali atmosfere di "Aja", sui toni cadenzati e cangianti di "Gaucho", sull'inarrivabile perfezione formale di "The Nightfly"?

E allora avanti, avanti con i geniali blues modificati di Don, con "l'accordo alla Steely Dan", con il bridge che svisa e porta la canzone da tutt'altra parte, con i testi intraducibili, autentici scioglilingua di slang americano zeppi di riferimenti colti, con gli onnipresenti coretti femminili che allungano e sfumano tutte le frasi (ma quante coriste vi siete fatti in trent'anni di carriera?), con le due chitarre che dialogano, sostengono e si punzecchiano, con l'impeccabile e sanguigna sezione fiati.

Tra i momenti migliori del disco: "Launch with Gina", sorretto da un affilato riff di chitarra, il pimpante "Blues Beach", l'agrodolce "Things I Miss The Most", il futuristico "Pixeleen", che sembra uscito dai solchi di "The Nightfly", il blues-gospel di "Everything Must Go", introdotto da un muscolare assolo di sax. Novità rispetto ai lavori precedenti: praticamente zero. Goduria, nostalgia, piedino che batte, e voglia di premere di nuovo il tasto PLAY alla fine del CD: ai massimi livelli.

Signore e signori, qui è il comandante che vi parla. Abbiamo abbandonato la perturbazione e i livelli di oggettività si stanno assestando sui valori normali. Ci scusiamo per il disturbo arrecatovi. Grazie per aver scelto Jake Chambers Airlines. Alla prossima.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra il ritorno di Steely Dan con l'album Everything Must Go, sottolineando la qualità raffinata degli arrangiamenti e l'atmosfera nostalgica. Pur riconoscendo qualche limite nella voce di Fagen e nella produzione, rimane la passione di un fan di lunga data. I brani sono descritti come godibili e alti livelli artistici si mantengono costanti.

Tracce testi video

01   The Last Mall (03:38)

02   Things I Miss the Most (04:01)

Leggi il testo

03   Blues Beach (04:31)

05   Slang of Ages (04:17)

06   Green Book (05:57)

09   Everything Must Go (06:45)

Steely Dan

Steely Dan è un gruppo statunitense fondato da Donald Fagen e Walter Becker, noto per l’elegante miscela di rock, jazz e R&B, l’uso di eccellenti session-men e produzioni di altissima precisione. Dopo il ciclo classico anni ’70, sono tornati con Two Against Nature (2000) ed Everything Must Go (2003).
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