Copertina di Stereophonics Language. Sex. Violence. Other?
NorthernSoul

• Voto:

Per appassionati di rock britannico, fan dei stereophonics, ascoltatori curiosi di evoluzioni musicali e critiche musicali dettagliate
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LA RECENSIONE

"Un eccellente disco di rock moderno", e se lo dice l'NME, gli inglesi sono anche capaci di mandare una canzonetta carina come Dakota al n°1 in classifica. Il problema è un altro : ormai Kelly Jones non sa più dove sbattere la testa. Da autore di due godibilissimi album come i primi Word Gets Around e Performance & Coktails, ha giocato a fare prima il piccolo cantastorie acustico in J.E.E.P. e poi il nuovo "black crow" anni '70. Quello che ci piaceva di lui erano le ballatone strappalacrime, e alcune canzoni britpop suonate e interpretate meglio degli amici Oasis, ma adesso siamo proprio alla deriva.

Kelly Jones ha trasformato i suoi Stereophonics in un melenso tentativo di star dietro alle nuove band indie-rock che vanno tanto di moda adesso. Piccole intrusioni di elettronica nelle canzoni, non fanno un grande album, e nemmeno il falsetto alla Bono dei vecchi tempi, pezzi come "Brother", "Doorman", "Devil", "Girl", diciamoci la verità, sono abbastanza noiosi. La vecchia vena compositiva, quella che ci piace, è in un gioiellino inserito a metà album, come "Rewind", in cui un giro di chitarra scopiazzato dai Ride di "Vapour Trail", la voce di Kelly, e la batteria del nuovo arrivato Javier Weyler la fanno da padroni regalandoci una bella atmosfera.

La chiusura del cd, con "Feel", cerca di risollevare la situazione regalandoci un altro brano di grande intensità... ma nulla più.
Come disse il buon vecchio Keith Richards "Ritornate quando avrete più cose da dire".

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Riassunto del Bot

La recensione di Language. Sex. Violence. Other? evidenzia un album in crisi creativo dove Kelly Jones cerca invano di seguire mode indie senza originalità. Solo pochi brani come "Rewind" e "Feel" salvano parzialmente la raccolta. Il disco risulta noioso e inferiore ai primi lavori della band, deludendo le aspettative dei fan del rock britannico.

Stereophonics

Gli Stereophonics sono una band rock gallese guidata dal frontman Kelly Jones, spesso elogiata nelle recensioni per melodie efficaci e per la vocalità riconoscibile del cantante. La discografia viene descritta come un percorso tra britrock, ballate e influenze più americane/acustiche in alcune fasi.
23 Recensioni

Altre recensioni

Di  enryka

 Adrenalina pura.

 Il sound aggressivo ed energico, la fusione totale tra musica e testi.


Di  GrantNicholas

 "Un disco comunque sufficiente, che ribadisce come gli Stereophonics siano fra i migliori costruttori di melodie della scena anglofona.",

 "Forse la canzone più brutta dei ‘phonics in assoluto" (riguardo a "Lolita"), sottolinea la discontinuità del disco.