Copertina di Sublime Robbin' the Hood
ziltoid

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Per appassionati di musica alternativa, fan di ska e punk anni '90, amanti del sound lo-fi e indie
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LA RECENSIONE

- summertime and the livin’ is easy cantavano in tanti, dipende mi vien da dire, di certo siamo nel pieno della stagione delle cose alla mano, del sole, del maggior numero di birre, dei polveroni di terra e dei sublime; poi, la calura estiva, i corpi che scivolano, le cicale che ridono, il caldo che stira i neuroni, l’amore che fa passare il tempo, il tempo che fa passare l’amore, e mentre in testa questi trentotto gradi hanno già fatto un brodo di sinapsi al solito la musica aiuta.

questo robbin’ the hood è una raccolta di brani destinati a sbattere negli angoli di chissà quanti cassetti, si piazza tra due non indifferenti disconi che solo qualche disgraziato potrebbe dimenticar, e come le buone bande del cuore mi risulta difficile sceglierne un preferito; millenovecentonovantaquattro, la forma tarantinesca in copertina può rendere l’idea delle condizioni di registrazione, aria casareccia, registrazioni di campo, collage senza freni, o pochi ed arrugginiti; un disco che scoppia di brani, tutti da sputare in strada, farcito di semi-tracce, intermezzi e schizofrenici soliloqui, tra i vari bassi fluidi, chitarre che pulsano ed umore estremamente sciallo; abbozzi di idee in decoupage, poi ska, dub, reggae, elettronica, punk ed acustica che non diventa mai lagna rock;

It's so nice, I wanna hear the same song twice, it's so nice don't wanna hear the same song twice

è tutta fisolofia di corpo, dei sorrisi quando in realtà si è tristi, un flusso di musica eterogeneo come può essere una stagione di abbondante cazzeggio, riesce a coprire le malinconie senza nasconderle; good music comes from who are relaxed, ci credo alla grande e più rilassati di così si evapora; profondo nel suono, tutto tende e divani, sicuramente meno ganja di altri sublimi lavori, sfama la voglia di brani senza un verso ed altri con l’intro dellamadonna; emozioni contrastanti, butto là una delle migliori salse di questa steppin' razor, c'ho delle storielle e mi fa un po’ piangere le orecchie, ma la dritta è casuale come un po’ tutte le meraviglie uscite da questa crackhouse;

comunque, sono felice quando la musica divaga in continuazione, tra riferimenti, auto riferimenti, interessevoli samples e strabilievoli cover; sublimi sublime, tanta stima per una banda che ha passato anni di concerti prima di incidere, tagliando e cucendo musica per batterla sull’asfalto, rubarla per darla ai poveri, questo resta il loro episodio lo fi, ssuper consigliato

LP

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Riassunto del Bot

Robbin' the Hood dei Sublime è un album lo-fi del 1994 che mescola ska, dub, punk ed elettronica con registrazioni casarecce e atmosfere rilassate. Tra collage sonori e brani intensi, riflette malinconie e allegrie in un flusso musicale originale e spontaneo. L'album è un'opera cult che cattura lo spirito della band e della stagione estiva, consigliato agli amanti di sonorità alternative e autentiche.

Tracce testi

01   Steppin’ Razor (02:24)

03   Raleigh Soliloquy, Part I (01:46)

04   Lincoln Highway Dub (02:21)

06   I Don’t Care Too Much for Reggae Dub (05:20)

11   Don’t Push (version) / [unknown dub] / The Farther I Go (04:15)

12   Raleigh Soliloquy, Part III / [silence] (05:51)

13   Boss D.J. (02:51)

14   Waiting for Bud (01:02)

15   Greatest-Hits (02:53)

17   Pool Shark (original) (00:58)

18   Raleigh Soliloquy, Part II (03:39)

19   Freeway Time in LA County Jail (03:17)

20   Pool Shark (acoustic) (01:31)

21   Free Loop Dub (03:08)

22   Steady B Loop Dub (01:23)

Sublime

Sublime sono una band statunitense formata a Long Beach (California) nel 1988 da Bradley Nowell, Eric Wilson e Bud Gaugh. Hanno fuso punk, ska, reggae e hip hop diventando centrali nel California Sound dei primi ’90. Pubblicano 40oz. To Freedom (1992), Robbin’ the Hood (1994) e Sublime (1996, prodotto da Paul Leary). Nowell muore di overdose nel 1996 e la band si scioglie.
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