Copertina di Takashi Miike Audition
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Per amanti del cinema horror, appassionati di thriller psicologici, cultori del cinema giapponese, spettatori in cerca di film emotivamente intensi e disturbanti
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LA RECENSIONE

Un bel film deve saper trasmettere le stesse emozioni che provano gli attori, in scena: coinvolgendo, facendo diventare, quindi, anche lo spettatore in attore. Sembra un impresa ardua e lo è, ma Miike, grande regista giapponese di capolavori come "Visitor Q", "Gozu", "Ichi The Killer" e "The Call", ci è riuscito: "Audition" è la sua opera meno lineare, complessa, ma talmente disturbante da rivelarsi quasi reale.

Miike è uno scrutatore delle anime e sa sempre come sorprendere, come farti cacare addosso: non sono le urla e gli spaventi degli horror occidentali a spaventare realmente il genere umano, ma un gesto, un semplice gesto efferato compiuto nel momento meno aspettato. Ed è quello che accade in "Audition", in cui una ragazza dal passato oscuro diventa all'improvviso carnefice, facendo soffrire l'unica persona che l'abbia mai veramente amata. Ma per Asami il dolore è un modo per amare e farsi amare: il tagliare i piedi come sicurezza che l'amante non fugga da lei, il nutrirlo con il suo vomito, per fare in modo che lui possa in qualche modo mangiarla, perchè il vomito fa parte di lei.

Poi non conta se le immagini che vediamo siano realtà o gli incubi del protagonista, le immagini che scorrono disturbano in maniera sublime indipendentemente dalla loro natura. La metamorfosi di Asami, timida e indifesa, fragile ed esile, arriva inaspettata come un accoltellata alle spalle. Da seviziata diventa seviziatrice: la rinuncia del proprio sogno (la danza) le viene tolto dall'insegnante che abusava di lei e le ustionò le anche, la fa diventare cattiva ed ecco che con un filo metallico decapita il maestro di danza. "Sei splendida" le sussurra, mentre lui suona il pianoforte e le gocce di sangue cominciano a cadere sui tasti.

"Audition" è quindi la metafora dell'amore, l'amore più estremo, l'amore più vero, l'amore di una ragazza stufa di essere maltrattata con il terrore di essere lasciata da chi veramente ha cura di lei, che si delinea in un riuscito mix di horror e love story. La finta audizione, che l'uomo inscena per trovarsi moglie pare, quindi, uno scherzo del destino: subito, infatti, alla lettura del curriculum di Asami, l'uomo ne rimane ipnotizzato: i due amanti erano destinati ad incontrarsi ed Asami farà di tutto per fare in modo che non si separino.

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Riassunto del Bot

Audition di Takashi Miike è un horror psicologico intenso e disturbante che esplora temi profondi come il dolore, l'amore estremo e la metamorfosi personale. Il film sorprende per la sua capacità di coinvolgere emotivamente, con la figura ambigua di Asami che incarna la paura più reale e viscerale. Un'opera complessa e non lineare che lascia un'impronta indelebile nello spettatore, fondendo horror e love story in modo unico.

Takashi Miike

Regista giapponese estremamente prolifico, noto per opere che fondono violenza, grottesco e ironia nera, spesso incentrate su taboo e sottoculture come la yakuza.
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