Copertina di Tarantula Hawk Tarantula Hawk (2)
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Per appassionati di musica sperimentale, fan di doom e black metal, ascoltatori di space rock e drone, cultori di sonorità progressive e ambient.
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LA RECENSIONE

Immaginatevi i primissimi Pink Floyd, impastateli con gli Hawkind più spaziali e buttate questo magma sonoro dentro scenari doom/proto black metal. Ecco questo è quello che più si avvicina ad una spiegazione della musica suonata dai Tarantula Hawk.

Anche questa volta la Neurot fa uscire un album "sui generis" di musica marziana e inclassificabile. E' il loro secondo album e come il primo non ha titolo ne' nomi delle canzoni. Nemmeno una parola, non un sussuro solo un flusso continuo e malvagio spesso atonale di drone claustrofobici, chitarre grezze e cangianti, tastiere vintage spaziali, basso superdistorto. La batteria sembra che provenga da un piano d'ascolto più distante, quasi sgraziata nel suo incedere che a volte si blocca per lasciare spazio a momenti completamente sorretti dai sintetizzatori che non possono non ricordare i migliori Tangerine Dream (quelli di Alpha Centauri e Zeit per intenderci).
Dentro tutto ciò spuntano come funghi preziosi ricami melodici che fanno rifiatare, lasciano l'ascoltatore per qualche secondo fluttuante e incredulo per poi rituffarsi in questo vero e proprio viaggio musicale.

L'effetto che provocano è da fine del mondo. Paura, angoscia, ansia ma anche senso di vuoto, straniamento, allucinazione uditive. La musica del trio di San Diego (con ex-membri dei Locust forse il progetto grind più folle del pianeta) segue traiettorie imprendibili per poi lasciarsi trasportare dentro "mondi" quasi post-rock ma anche in ambienti black-metal a dir poco visionari.

Come suona questo disco lo dice tutto la copertina: immaginatevi uno sguardo fisso sull'orizzonte che si muove in modo accelerato.Tutto poi sembra di nuovo rifondersi dentro la loro stessa musica creando emozioni strane e innaturali. Un disco insomma che ha piani d'ascolto multipli e incastrati tra di loro ma allo stesso tempo diversi e da scoprire un po' alla volta.
Cinque tracce fuse inscidibilmente tra di loro che cercano (e secondo me ci riescono in modo formidabile) di portare l'ascoltatore in territori tristi e desolati facendogli però sanguinare i padiglioni auricolari. Non mi resta quindi che consigliare l'ascolto dicendo che ultimamente la band ha messo in download gratuito l'intero album sul proprio sito!!
Innovativi, visionari, imperdibili...

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Riassunto del Bot

Il secondo album di Tarantula Hawk offre un flusso continuo di musica inclassificabile che unisce elementi dei primissimi Pink Floyd, Hawkind e black metal. L'opera propone atmosfere claustrofobiche e a volte allucinatorie, perfette per chi cerca un'esperienza sonora intensa e complessa. Con cinque tracce fuse insieme, il disco si rivela un viaggio musicale visionario e innovativo, sostenuto da suoni grezzi, sintetizzatori vintage e ricami melodici che donano respiro all'ascoltatore.

Tarantula Hawk

Tarantula Hawk è un gruppo sperimentale di San Diego noto per mescolare drone, doom e atmosfere post-rock/ambient; il loro secondo album, senza titoli di tracce, è uscito per l'etichetta Neurot.
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