Settembre 2004 - "Everybody loves a happy ending"... in questo caso il lieto fine è stato la reunion di Roland Orzabal e Curt Smith, con la pubblicazione di un nuovo disco che, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto rappresentare la prosecuzione di "The seeds of love" (1989), cioè l'ultimo album registrato prima dell'addio di Smith. Senza girarci tanto intorno, l'obiettivo non è stato raggiunto, punto.
53 minuti di generale anonimia interrotta da alcuni episodi al limite della sopportabilità, per un risultato purtroppo molto negativo, reso ancora più grave dal fatto che si parli di artisti tutt'altro che incapaci.
I commenti spropositati del tipo "John Lennon e Paul McCartney sono vivi e vegeti" si sciolgono immediatamente con l'ascolto delle 12 tracce che a parte pochissime eccezioni ("Quiet Ones" e "Secret world" non sono male...) sono un goffo e mal riuscito restyling (sempre che di restyling si possa parlare) degli insegnamenti della scuola Beatlesiana.
Canzoni come la hit "Closest Thing To Heaven" e "Size Of Sorrow" dopo intro che lasciano presagire a qualcosa di carino vengono abbandonate a se stesse senza sviluppare il seppur limitato potenziale che potrebbero avere, altre quali "The Devil" non iniziano neppure. "Call Me Mellow" dopo il secondo ascolto risulta già fastidiosa a causa dell'eccessiva sdolcinatezza. Per il resto, escluse le "eccezioni" nominate precedentemente, che riescono a raggiungere la sufficienza, non si trova molto altro: brani che lasciano completamente indifferenti e che sono destinati ad essere dimenticati subito.
Forse questa valutazione risente troppo del loro grande passato, che però non si può tralasciare! Mi dispiace doverlo ammettere, in quanto fan di lunga data dei TFF, però in questa reunion non vedo altro che un modo per riempirsi ancora di più le tasche facendo leva sull'evento stesso, perché la qualità proprio non c'è.
Se questo doveva essere l'ultimo capitolo del libro della storia dei Tears For Fears... ahimè, capita che storie interessanti finiscano in modo banale e deludente! Sta ad ognuno di noi far sì che ciò che di buono è stato fatto non venga infangato da un capitolo inutile e, sempre dal mio punto di vista, senza senso.