Copertina di The Beach Boys Wild Honey
massyboy

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Per appassionati di musica anni '60, fan di the beach boys, amanti delle sonorità soul e psichedeliche, curiosi di scoperte musicali meno mainstream
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LA RECENSIONE

Recensire un disco misconosciuto ai più è un compito che mi sentivo di intraprendere, un'opera che racchiude la smania Wilsoniana di ricerca di novità, battendo piste sempre diverse in modo unico e personale.

Dopo la catastrofe dovuta al suo complesso di inferiorità davanti ad un'opera seminale quale Sgt.Peppers, il nostro molla il progetto Smile in cantiere partorendo a scaglioni perle sparse da Smile Smiley a Surf's Up con una creatività senza pari.

Certo quando si parla di Beach Boys sono molti a storcere il naso, per i più i Beach Boys sono quelli di "Barbara Ann" (che con tutto rispetto ha una sua genialità) ma è dopo Pet Sounds che le cose cambiano e questo ha fatto si che la mia curiosità mi portasse a sentire dove poteva arrivare il genio di Brian Wilson conducendomi fino a questo disco.

Ma parliamo di lui:

Il disco di cui l'anima è dichiaratamente Soul racchiude in sè echi Beatlesiani alla White Album per intenderci, un rimando in particolare a "Why Don't We do It in the Road?" è in "A thing or two", pezzo che dimostra le caratteristiche vocali di Wilson più grezze a tratti, intrecciarsi con un falsetto in controcanto davvero di gran effetto, altro pezzo interessante è "I'd Love Just Once to See You", una melodia di cui lo stesso McCartney rimase ammaliato tanto da riportarla nel suo album solista d'esordio, e non è tutto, continuando possiamo sentire nei solchi di "Let the Wind Blow", psichedelia barrettiana ammaliante ed ipnotica trascinarti fino in fondo in qualcosa che non ti aspettavi davvero.

A questo punto ti domandi:

Ma chi sto ascoltando?

Non avevo messo sù i Beach Boys?

E in effetti è proprio così che ci si sente al primo ascolto

Finisco la mia recensione trattando un altro pezzo per mè geniale che è "Here Comes the Night" di una modernità disarmante, a mio avviso certi richiami schizofrenici del cantato ricordano parecchio gli intrecci vocali di Frank Black dei Pixies... da rimanere basiti.

Consiglio a tutti questo ascolto, specialmente per chi non conoscesse i Beach Boys del post Pet Sound.

Scusate se sono stato molto breve, è la mia prima volta, quindi.... si insomma la prima volta.....

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Riassunto del Bot

La recensione esplora 'Wild Honey', un album meno noto dei Beach Boys che mostra la ricerca creativa e la sperimentazione soul e psichedelica di Brian Wilson. L'autore mette in luce le influenze Beatles e paragona alcuni brani a artisti come Frank Black. Un disco per apprezzare il lato meno commerciale della band post-Pet Sounds.

Tracce testi

03   I Was Made to Love Her (02:07)

04   Country Air (02:22)

05   A Thing or Two (02:42)

07   I'd Love Just Once to See You (01:50)

08   Here Comes the Night (02:43)

09   Let the Wind Blow (02:21)

10   How She Boogalooed It (01:58)

11   Mama Says (01:04)

The Beach Boys

The Beach Boys sono un gruppo statunitense formato in California, noto per le armonie vocali e per l'evoluzione dal surf-pop a forme di pop d'autore e sperimentazione in studio, con Brian Wilson figura centrale nel racconto critico.
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