Copertina di Bonzo Dog Doo Dah Band Gorilla
Laggio

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Per appassionati di musica alternativa, fan della scena musicale inglese anni '60, amanti di arrangiamenti complessi e ironici
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LA RECENSIONE

Questo è un album decapottabile, lieve brezza nei capelli e profumo di prato, è un pic-nic ad Hyde Park in un giorno di Maggio, toccasana per il corpo e per la mente, è la capacità di assaporare la vita a piccole dosi, è l'esordio targato 1967 della favolosa, fantastica, fantasmagorica, spumeggiante...(squillo di trombe)...Bonzo Dog Doo Dah Band!

Parliamo di gente della stessa pasta dello zio Frank, colti e competenti ma sempre ilari e modesti, capaci di modellare il bignami più intricato nella forma più fruibile senza mai ostentare, nemmeno per un secondo, pretenziosità o presunzione, una band a suo modo anarchica e allo stesso tempo democratica visto la mancanza di un vero leader nella collaborazione fra Neil Innes, Vivian Stanshall, Rodney Slater, Roger Spear e le decine di musicisti di varie estrazioni musical-culturali che di volta in volta si avvicendano al fianco di questo combo inglese.

"Gorilla" è inanzitutto un capolavoro di arrangiamento: trombe, sax, ukulele, clarinetto, piano, tastiere, synth e probabilmente molto altro a fare da contorno alla sacra triade degli strumenti rock.

Rock di cui è però fuori luogo parlare per questa autentica banda di paese intelletualizzata che affonda il suo bel cucchiaione di idee in una coloratissima zuppa di swing, ragtime, pop e vaudeville.

Ascoltare questo disco è come affondare la faccia in un mazzo di margheritine, violette e fiorellini rari come la festosa marcetta di "Cool Britannia", la delicata "Jollity Farm", la fanfara caotica "Jazz, Delicious Hot, Disgusting Cold", la simpatica lezioncina dimostrativa di "The Intro And The Outro", il clima noir di "Big Shot", quella "Piggy Bank Love" che batte i Beatles sul loro stesso campo, il gioioso, capolavoro "Look Out There's A Monster Coming", perle in grado di ridimensionare anche una magnifica opera figlia di questa in esame come "Cyclops" dei Dogbowl.

Sono tutti confettini ripieni di una vivacità, una leggerezza e una spontanea inventività veramente rare, uniche in un sottobosco musicale nel quale la Bonzo Band si è ricavata un posto speciale, vicino forse solo alle campagne di Canterbury ma con radici ben ancorate al terreno popolare e ramificazioni che arrivano ad abbracciare il folklore paesano europeo.

Un gorilla che diventa farfalla.

Deliziosi!

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Riassunto del Bot

Gorilla è l'album d'esordio del 1967 dei Bonzo Dog Doo Dah Band, una band inglese unica nel suo genere con arrangiamenti ricchi e un mix originale di generi. Il disco è caratterizzato da leggerezza, ironia e una brillante fusione di swing, ragtime, pop e vaudeville. Ogni traccia è un piccolo capolavoro di vivacità creativa, che ha lasciato un segno distintivo nella musica alternativa del tempo.

Tracce testi video

01   Cool Brittannia (01:00)

02   The Equestrian Statue (02:46)

04   I Left My Heart in San Francisco (01:04)

05   Look Out, There's a Monster Coming (02:55)

06   Jazz, Delicious Hot, Disgusting Cold (03:10)

07   Death-Cab for Cutie (02:55)

09   The Intro and the Outro (03:02)

10   Mickey's Son and Daughter (02:42)

Leggi il testo

11   Big Shot (03:31)

12   Music for the Head Ballet (01:46)

13   Piggy Bank Love (03:04)

15   The Sound of Music (01:22)

The Bonzo Dog Band

Gruppo inglese nato negli anni ’60, noto per l’ironia surreale e la miscela di jazz tradizionale, vaudeville, pop e psichedelia. Tra i membri di spicco: Neil Innes, Vivian Stanshall, Rodney Slater e Roger Spear. Album cardine: Gorilla (1967), The Doughnut in Granny’s Greenhouse (1968), Tadpoles (1969), Keynsham (1969), Let's Make Up And Be Friendly (1972).
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