Copertina di The Coral Move Through The Dawn
GrantNicholas

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Per appassionati di musica alternativa e psych rock, fan storici dei the coral, ascoltatori di rock britannico moderno
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LA RECENSIONE

"Move Through The Dawn" è il secondo album di un'ipotetica "fase due" dei The Coral, iniziata col precedente (e convincente) "Distance Inbetween", primo disco del dopo Lee Southall (dipartita che si aggiunse a quella ben più pesante del chitarrista Bill Ryder-Jones nel 2007).

Due anni fa "Distance Inbetween" si presentò al pubblico come una forte dichiarazione d'intenti; era un disco molto scuro, stranamente heavy per gli standard della band britannica, e ruotava intorno a fascinazioni psych rock insolite. Adesso, col nuovo disco, è il momento di tornare definitivamente alla luce, e James Skelly e soci confezionano un assoluto gioiello, probabilmente il miglior disco della band dal capolavoro "Butterfly House".

Il lead single "Sweet Release" aveva erroneamente fatto pensare ad un'ulteriore spinta verso il rock 'n roll fatto e finito; in realtà nel resto dell'album i ragazzi tornano a riproporre strade già battute, ma lo fanno con una classe ed un'ispirazione che non avevano da anni ed una solarità ritrovata, certificata dal dittico iniziale "Eyes Like Pearls" / "Reaching Out For A Friend". Su tutte, brilla la stella di una "Eyes Of The Moon" davvero clamorosa, un pieno ritorno alle atmosfere sonore e soprattutto all'ispirazione di quel gioiello assoluto che fu "Magic & Medicine".

Se "Outside My Window" è l'unico brano a recuperare davvero il sound psych del disco precedente, "Strangers In The Hollow" e soprattutto "She's A Runaway" riportano le lancette al periodo "Butterfly House" senza che il songwriting difetti in smalto o ispirazione rispetto ad allora. "Stormbreaker" prosegue più o meno sulla stessa falsariga, aggiungendo qualche strizzatina d'occhio al prog, prima della chiusura con il secondo singolo "After The Fair", cesellato su di un gradevolissimo ed azzeccato finger picking.

Con questo nuovo lavoro i The Coral tornano decisamente a livelli più consoni al proprio talento; grande notizia, visto che a pieno regime si tratta di una band capacissima di produrre instant classic di assoluto livello. Bentornati, decisamente.

Traccia migliore: "Eyes Of The Moon"

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Riassunto del Bot

Move Through The Dawn segna la fase due dei The Coral, con un ritorno alla luce dopo l'oscurità di Distance Inbetween. Il disco evidenzia una nuova ispirazione e una qualità compositiva paragonabile a Butterfly House, consolidando la band come una delle migliori del panorama alternative rock britannico. Brani come Eyes Of The Moon e She’s A Runaway brillano per classe e atmosfere psichedeliche rinnovate.

Tracce video

01   Eyes Like Pearls (00:00)

02   Stormbreaker (00:00)

03   After The Fair (00:00)

04   Reaching Out For A Friend (00:00)

05   Sweet Release (00:00)

06   She's a Runaway (00:00)

07   Strangers In The Hollow (00:00)

08   Love Or Solution (00:00)

09   Eyes Of The Moon (00:00)

10   Undercover Of The Night (00:00)

11   Outside My Window (00:00)

The Coral

The Coral sono una band inglese formatasi a Hoylake (Merseyside) nel 1996. Mischiano indie rock e psichedelia con forti richiami sixties, alternando slanci pop e derive più cupe. Tra gli album di riferimento: l’esordio The Coral, Magic & Medicine e Butterfly House.
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