Copertina di The Coral The Invisible Invasion
ziabice

• Voto:

Per appassionati di indie rock vintage, amanti della psichedelia e della musica alternative uk, ascoltatori curiosi di sonorità elaborate ma accessibili
 Dividi con...

LA RECENSIONE

La trappola è la solita: singolo accattivante sentito per radio, "cacciare soldi vedere cammello", pollo che compra il disco, ma stavolta li freghiamo...
Il pezzo in questione è "In The Morning" che è una ballata molto easy, con quel suo vibrafono e chitarrina acustica e batteria up tempo che ci piace tanto d'estate mentre squadriamo la tipa sotto l'ombrellone. Ovviamente una cosa del genere non può durare tanto ed infatti dopo due minuti e mezzo ritorniamo alla realtà. I The Coral di "Invisible Invasion" non sono per niente originali, ma qualcosa di buono riescono a tirarla fuori pure loro: le coordinate di questo disco sono quelle dell'indie con un suono spesso elaborato, con spruzzatine di elettronica e psichedelia.

Le danze si aprono con "She Sings The Morning", un pezzo che praticamente sarebbe dei Cake ("ohibò ho sbagliato playlist? Ah, no..."), con atmosfere "monster" anni '50, chitarra con vibrato (e mi pare pure un pelino di chorus), canto filastrocca. Si prosegue con "Cripples Crow": direi che siamo dalle parti dei Franz Ferdinand, con l'assolo di chitarra più stonato che possiate immaginare.Eccoci a "So Long Ago", un misto di Smiths e Belle & Sebastian: è una ballata molto sostenuta in cui gli impasti delle chitarre (acustiche + elettrica) sono davvero godibili ed il basso galoppante contribuisce a farci tippettare le dita inseguendo il ritmo. "The Operator" propone un organetto acido che ricorda la musica dei cartoni di Scooby Doo, in cui inserti electro aprono la melodia negli incisi: il tutto è moooolto cotto. "Come Home", spaziale e malinconica, si chiude in un marasma di suoni di un incubo paranoide che introduce "Far From The Crowd", che non so perchè mi ricorda l'atmosfera di "Tomorrow Parties" dei Velvet Underground: forse deve essere il senso di claustrofobia folk che emana - uno dei pezzi migliori del disco. "Leaving Today" parte alla Santana (con un suono pieno e rotondo), per adagiarsi in una ballata sixties. Si schitarra in "Arabian Sand", con organetto ad innervosire il tutto, mentre si cerca di fuggire dai "Madman's In The Desert", tutto molto paranoico. Calmissime l'atmosfera di "Late Afternoon", con sviolinata centrale, uno dei pezzi più belli.

Qual è il problema di questo disco?  È che vuole essere catchy ma abbisogna di diversi ascolti per essere metabolizzato. Il guaio è che io ancora non canticchio nessuna canzone, dopo diversi ascolti... I pezzi poi sono cortissimi cosa che mi fa pensare maledettamente ad un prodotto radio-friendly. Mah... giudizio sospeso, da scaricare. Anche questa volta ti ho fregato, cammelliere!

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

The Invisible Invasion di The Coral propone un suono indie con spruzzate di elettronica e psichedelia, evocando atmosfere anni '70. Pur non essendo originalissimo, il disco presenta alcune tracce interessanti e ben elaborate. Tuttavia, la distribuzione di brani corti e poco immediati rende difficile canticchiarli. L'album necessita di più ascolti per essere apprezzato, senza però riuscire a lasciare un'impressione duratura.

Tracce testi video

01   She Sings the Mourning (03:08)

Leggi il testo

05   A Warning to the Curious (03:56)

Leggi il testo

07   Something Inside of Me (02:26)

Leggi il testo

09   Far From the Crowd (03:39)

The Coral

The Coral sono una band inglese formatasi a Hoylake (Merseyside) nel 1996. Mischiano indie rock e psichedelia con forti richiami sixties, alternando slanci pop e derive più cupe. Tra gli album di riferimento: l’esordio The Coral, Magic & Medicine e Butterfly House.
13 Recensioni