Inutile sottolineare quale sia il motivo di maggior interesse per questa nuova opera dei The Cribs da Wakefield (West Yorkshire): nella cabina di produttore, per l'occasione, ha preso posto niente-popò-di-meno-che mr. Alex Kapranos, frontman e voce dei quotati Franz Ferdinand.
I tre fratelli Jarman (due gemelli, Gary e Ryan, ed un fratello minore, Ross) non sono comunque di primissimo pelo: questo "Men's Needs, Women's Needs, Whatever" è il loro terzo full lenght dopo l'esordio eponimo ed il secondo album "The New Fellas", l'uno del 2004 e l'altro dell'anno successivo.
Scoperti dalla Wichita Records, hanno partecipato al Rock'N'Roll Riot Tour (assieme a Maximo Park e Kaiser Chiefs) ed aperto alcuni concerti agli ottimi Death Cab For Cutie.
Sin dai tempi dei primi due lavori, il loro sound è accostabile a certe garage bands quali Mando Diao e The Strokes (soprattutto quest'ultimi); c'è da precisare, di conseguenza, che l'apporto in sede di produzione di Kapranos non ha affatto "franzferdinizzato" il sound dei tre Jarman.
Registrato a Vancouver, il nuovo disco è il primo ad essere inciso per una major. Ma le sorprese non finiscono qua: oltre a Kapranos, nel brano "Be Safe" (il migliore dell'intero album, con una parte vocale vicinissima al parlato che si posa su atmosfere pesanti e plumbee) c'è un'altra collaborazione eccellente, quella con il co-fondatore dei Sonic Youth Lee Ranaldo.
"Men's Needs" (divertente ed assolutamente imperdibile il videoclip) è un singolo riuscito ed orecchiabile, in pieno Strokes style, e rappresenta appieno la quasi totalità dell'album; come tutte le canzoni componenti il disco, non supera i canonici tre minuti e mezzo di durata. Anche la voce del cantante, in più punti, esce à la Casablancas. La sostenuta opener "Our Bovine Public" lancia bordate neppure troppo velate alla critica musicale, ma non è una novità, perlomeno in terra d'Albione. Ci si discosta dai succitati modelli solo in due o tre occasioni, tra cui "I'm Realist", che evoca cose più alla Paul Smith (Maximo Park) che alla Julian Casablancas, e la conclusiva "Shoot The Poets", quadretto acustico oggettivamente splendido.
Un bell'album, questo "Men's...", piacevole e strapieno di melodie azzeccate; a tratti eccessivamente derivativo, ma francamente valido e suonato più che bene.
Buona la prima da producer, quindi, per il buon Kapranos, aspettando l'atteso ritorno alla casa madre.