Copertina di The Cure Paris
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Per fan di musica alternativa, appassionati di concerti live, estimatori di musica gotica e dark wave, e amanti di robert smith
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LA RECENSIONE

Il disco inizia con The Figurehead, da "Pornography". E ti fa calare subito nell'atmosphere (sapete di cosa parlo) di quella notte allo Zenith, Robert Smith intona le prime strofe con quella voce che sembra sempre sull'orlo di rompersi sotto i colpi di un pianto rabbioso. Il pianto di chi però non si rassegna a piangere.
Avverti dei brividi, appena gli strilli della chitarra di One Hundred Years riempiono l'aria e i ritmi di Play For Today battono nello stomaco, e quando l'arrangiamento delicato di Lovesong (la migliore del disco, secondo me) ti culla nella carenza di affetto. E passando per A Letter To Elise e la tempestosa Charlotte Sometimes (che presenta uno dei migliori testi di Smith) si arriva alla tristissima Close To Me, una specie di amarissima risata, perchè sotto al ritmo vivace della batteria e i toni rassicuranti delle tastiere la voce di Robert sembra soffocare l'ennesimo singhiozzo.

Un disco non fondamentale nella carriera dei Cure, ma che rappresenta con efficacia l'atmosfera di un concerto del gruppo dark più famoso del mondo.
Decadente, romantico, spettrale, tenebroso, senza pietà. Ma sempre con quello spiraglio di luce che per contrasto rende le tenebre ancor più oscure.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album live 'Paris' dei The Cure, mettendo in rilievo l'atmosfera oscura e romantica del concerto. Viene sottolineata la voce intensa di Robert Smith e la resa emotiva di brani come 'Lovesong' e 'Charlotte Sometimes'. Pur non essendo un disco fondamentale nella loro carriera, 'Paris' cattura efficacemente la magia di una serata live della band.

The Cure

The Cure sono un gruppo musicale britannico formatosi nel 1978 e guidato da Robert Smith. Hanno influenzato profondamente la darkwave e la cultura alternativa con la loro capacità di passare dall’angoscia pura al pop più contagioso.
89 Recensioni

Altre recensioni

Di  tier79

 I Cure alfieri di una musica ora cupa, ora nervosa, ora più dolce ed orecchiabile, ma sempre incredibilmente romantica ed emozionale.

 Più che non mai troviamo l'essenza, il miglior concentrato di ciò che lo Smith-pensiero ha saputo esprimere per poi farsi adorare.