Copertina di The Departure Dirty Words
Luca Sparna

• Voto:

Per appassionati di new wave, fan della musica alternativa anni 2000, giovani cultori di rock inglese e critique musicali.
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LA RECENSIONE

Questo disco è stato trattato dalla stampa specializzata, quella che grida al miracolo per ogni cantautore che si infili le dita nel naso strimpellando una Ovation, come un clone posticcio della new wave più ispirata. Messi in mezzo Durans e Power Station, ma non ci siamo.

Non è vieto revival da balera estiva, non è un festival di basso citazionismo pop. Qui ci sono le chitarre, e taglienti. Un basso che fende l'aria. Una voce sgraziata, irridente e spesso ipnotica. Qui c'è una band che, se mantiene le promesse, si candida a rifare ieraticamente il verso alla new wave seria (Echo & The Bunnymen in testa).
Che poi lo pubblichi la Parlophone e non la Sgurz Records non significa nulla. Le questioni di principio sono il pretesto degli stupidi.

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Riassunto del Bot

Dirty Words, il debutto dei The Departure, si distingue da semplici revival o imitazioni di new wave. Con chitarre affilate, basso incisivo e voce ipnotica, il gruppo si propone come nuova promessa del genere, con una cifra artistica originale e intensa che ricorda band storiche come Echo & The Bunnymen.

Tracce testi video

06   Lump in My Throat (03:20)

07   Don't Come Any Closer (03:28)

08   Changing Pilots (03:57)

10   Time (04:25)

11   Dirty Words (03:34)

12   The City Blurs Your Eyes (03:52)

13   This New Craze (06:25)

The Departure

Band recensita su DeBaser: nelle recensioni viene descritta come rock energico con forti influenze new wave e post-punk.
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