The dø
A Mouthful

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Voto:

I franco finladesi The dø sono i responsabili di questo gradevole progetto musicale e rispondono al nome di Olivia B.Merilahti e Dan Levy che esordisce in pompa magna con questo (già maturo) "A Mouthful".

L'area musicale che mi viene in mente ascoltando il disco è quella coperta dai vari progetti di pop deviato alla Rita Mitsouko (RIP Fred), Cibo Matto, Sean Lennon e Beck, ma con tanto gusto, mescolato e rimescolato, per la melodia folk. Infatti ciò che sorprende è proprio l'ortodossia acustica del duo nonostante le succitate (ammesse o no) ispirazioni del gruppo.

Il disco infatti comincia con un brano che potrebbe essere scritto da Solex, ma eseguito dai Architecture in Helsinki, poi "At Last" e "On My Shoulders" blues che potrebbe essere stato scritto da una Edie Brickell ritornata (finalmente) in stato di grazia. La flebile voce di Olivia (mi raccommando l'accento sull'ultima lettera!) è il punto di forza/debolezza della acustica e notturna "Song For Lovers". Disco quindi indie-pop-folk praticamente perfetto con le sua varietà di melodie bitelsianodaltritempi (si, tutt'una parola) che trova proprio nella sua maturità/perfezione il suo limite.

Disco di pop volutamente semplice, ma dalle influenze talmente tanto introiettate da sembrare un disco mashedup senza poi esserlo. Si trova anche il tempo per brani in qualche modo Eminemziani ("Queen Dot Kong"), o più "facilmente" indiepop (in "Tammie" ricordano i Tilly and the Wall) in questo esordio, sottolineiamolo.

Abbisogna di ascolti, molti. Intanto, pianpiano, sembra entrarmi nel sangue. Un disco che non rimarrà comunque nella storia. Come forse dovrebbe. Come, di certo, avrebbero dovuto le Cibo Matto o i Rita Mitsouko. Io credo.

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