Alzi la mano chi non conosce gli Exploited. Da ormai trent'anni sono gli alfieri dell'hardcore punk made in England, i più imitati, i più famosi, più dei vari Discharge, GBH, English Dogs e compagnia brutta. Nati nel '79 come gruppo street punk influenzato dai Sex Pistols e dall' oi!, danno alle stampe nel 1981 il manifesto "Punks Not Dead", tuttora il loro album più celebre e celebrato, e l'anno successivo questo "Troops Of Tomorrow". Se nel primo album la proposta era ancora saldamente ancorato al punk di scuola 77, già qui si può notare come il suono si sia appesantito e irrobustito i maniera eclatante; Wattie Buchanan e compagni (all'epoca Big John Duncan alla chitarra, Gary Mc Cormack al basso e Steve Roberts alla batteria) compiono il primo passo verso il punk metal che a partire da "Death Before Dishonor" sarà la loro proposta principale.
"Troops Of Tomorrow" contiene alcune delle traccie più famose degli Exploited: oltre alla title track, cover dei Vibrators, troviamo infatti "Alternative", "Sid Vicious Was Innocent", la "U.S.A." dedicata a Jello Biafra, colpevole di aver dichiarato che in Inghilterra non c'erano più band punk valide, la violentissima "UK 82", la metallara "Rapist", l'opener "Jimmy Boyle", tutte canzoni che hanno nell'impatto sonoro il loro punto di forza, ancora più che negli slogan urlati da Wattie con voce acida. Quelli facevano grande "Punks Not Dead", qui non c'è troppo spazio per l'oi!, che viene lasciato in disparte (ritorna solo in punti sporadici, vedi "Alternative"); in quel fatidico 1982 in Inghilterra i Discharge facevano uscire quel cazzotto nello stomaco che è "Hear Nothing See Nothing Say Nothing", gli Amebix stavano progettando quel mostro sonoro che verrà chiamato Crust, nascevano i Napalm Death, persino vecchie (relativamente) glorie come gli UK Subs metallizzavano il loro punk. Occorreva adeguarsi all'ondata di violenza musicale, al punk occorreva un'evoluzione, un'estremizzazione, altrimenti sarebbe rimasto a stagnare nei proprio limiti; i gruppi che non hanno saputo rinfrescare la propria proposta, come Sham 69, Cockney Rejects, Vibrators, X-Ray Spex e mille altri sono presto finiti nel dimenticatoio.
Cosa che invece, appunto, non è successa agli Exploited; altrimenti non verrebbero considerati tutt'oggi un punto di riferimento nell'ambiente, nonostante non pubblichino un album di inediti dall'ormai lontano 2003 ("Fuck The System"). Ad ogni modo, se proprio vorrete cercare una motivazione per questo successo, non cercatelo negli album più recenti (per modo di dire; dal 1990 ad oggi ne hanno pubblicati solo tre), cercatelo in album come questo.