Copertina di The Fiery Furnaces Bitter Tea
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Per appassionati di musica indie e pop sperimentale, cultori di sonorità raffinate e innovative.
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LA RECENSIONE

Questi due dicono di essere fratelli, e io ci credo. Ci credo perché non hanno alcun bisogno di contar balle e forse non avrebbero nemmeno bisogno del "The" sul nome del gruppo, però ce l'hanno e ce ne faremo una ragione.
In compenso hanno tante altre cose per la testa e vogliono essere loro a raccontarcele, senza passare attraverso il fiorente mercato dell'indie-gossip.

Questi due inoltre fanno Pop, un Pop talmente bello e intelligente che non rischierete mai di vederlo a "Top of the Pops".
Già "Blueberry Boat" li aveva fatti conoscere al piccolo pubblico e messi subito sotto il miniriflettore del nostro microshowbiz, tuttavia alcuni di noi (e per alcuni intendo "me", perché ad altri non ho chiesto) era sembrato un album un po' disarticolato: alcuni picchi, alcune cadute, una tracklist (nel senso del flusso complessivo dei brani) non troppo azzeccata, bello comunque ma sembrava urlare una frase: "possiamo fare di meglio"; e io quel "di meglio" mi sono messo ad aspettare.

"Bitter Tea" è fatto da 15 tracce, tutte riconoscibili e dotate di una personalità propria, eppure scorre via come fosse una sola lunga e piacevole chiaccherata, perché è questo che fanno i Fiery Furnaces: dialogano e raccontano storie facendo saltellare le parole sui synth, sulle tastiere, sulle percussioni ovattate, rigirandole e a volte riavvolgendole (ci sono melodicissimi passaggi di voci riprodotte al contario, solitamente cacofoniche, qui perfettamente integrate) su incastri dolci e violenti eppure, nonostante l'eterogeneità degli umori, il mood del messaggio risulta chiarissimo.
Tutto è pervaso da un romanticismo ingenuo e maturo allo stesso tempo, fatto di tempi dispari, organi gospel, cabaret, suoni da videogame vintage, calypso, jazz, pop sessantiano, cantautorato dylaniano.

Esplosioni di vitalità fumettistiche in un mondo di adulti, dadaismo disincantato o, in altre parole, tutto quello che il Pop dovrebbe essere.

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Riassunto del Bot

I fratelli dietro The Fiery Furnaces confermano il loro talento con "Bitter Tea", un album di pop intelligente e originale. Le 15 tracce sono un flusso continuo di storie raccontate con synth, jazz, calypso e riferimenti vintage. Il disco dimostra maturità e romanticismo ingenuo, offrendo un ascolto coinvolgente e variegato. Dopo un debutto disarticolato, questo lavoro è coeso e brillante, consacrando la loro unicità nel panorama indie.

Tracce testi video

01   In My Little Thatched Hut (04:13)

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03   Black-Hearted Boy (05:11)

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05   Teach Me Sweetheart (05:56)

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06   Waiting to Know You (04:01)

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07   The Vietnamese Telephone Ministry (05:44)

10   Police Sweater Blood Vow (02:53)

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11   Nevers (05:02)

12   Benton Harbor Blues (07:23)

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13   Whistle Rhapsody (04:20)

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15   Benton Harbor Blues (remix) (03:13)

The Fiery Furnaces

The Fiery Furnaces sono un duo indie/art rock statunitense formato dai fratelli Eleanor e Matthew Friedberger, originari di Oak Park (Chicago) e attivi dal 2000. Noti per album concettuali e strutture frammentate, hanno pubblicato numerosi lavori (spesso su Rough Trade), tra cui Blueberry Boat, Rehearsing My Choir, Bitter Tea e Widow City.
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