Copertina di The Fratellis Costello Music
GrantNicholas

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Per amanti del pop britpop, appassionati di musica indie, giovani in cerca di sonorità fresche e allegre
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LA RECENSIONE

L'orgia franzferdiniana di "Henrietta" apre questo esordio dell'ennesima "next big thing" lanciata dai lungimiranti (a volte, eh!) discografici inglesi,  i  The Fratellis. Il dischetto si chiama "Costello Music", e i paragoni scomodi si fermano subito davanti al fatto che il Costello in questione non è quello saltato subito nelle vostre menti (quello di "She", per intendersi), bensì un personaggio del film "Still Crazy".

Abbiamo già detto di "Henrietta", l'album poi prosegue sparando immediatamente gli altri tre hit singles ("Flathead", che vive sull'equilibrio tra la quiete della strofa e la tempesta del refrain, la malinconica "Whistle For The Choir" e l'arcinota e scanzonatissima "Chelsea Dagger" - chi non conosce ormai l'inflazionato coretto "pararà-pararà-pararararararà") e prosegue presentando un caleidoscopio di colori ed influenze talmente ampio e vario da far impallidire i più iperattivi Blur (si va dall'improbabile incidente frontale Damon Albarn/Pete Dohety+Carl Barat di "For The Girl" alla tambureggiante "Creeping Up The Backstairs", che transita inizialmente su latitudini Babyshambles per proseguire come una vera e propria orgia britpop).

Qualche episodio francamente evitabile c'è (l'incomprensibile midtempo "Doginabag" che oltretutto spezza inauditamente il ritmo dell'album, oppure "Ole Black'n' Blue Eyes", veramente troppo Graham Coxon), ma viene prontamente risollevato da melodie veramente piacevoli e sorprendentemente vitali (la filoamericana "Baby Fratelli" è da Oscar).

Blur, Supergrass, Franz Ferdinand, Libertines, Arctic Monkeys e chi più ne ha, più ne metta. Il difetto è ovviamente quello che un tal calderone di influenze e controinfluenze può confondere, o nella peggiore delle ipotesi persino infastidire.

Quindi fra la-la-la, pararà e turutù, se cercate una mezz'oretta di pop scanzonato ed irriverente, accomodatevi alla corte di questi scozzesini (produce Tony Hoffer -Beck, ma anche Air e Supergrass, guardacaso-).

Altrimenti alla larga, gente. Rischiate un serio attacco di eccesso di allegria.

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Riassunto del Bot

Il debut album dei The Fratellis, Costello Music, è un mix brillante di pop scanzonato e britpop con hit come Henrietta e Chelsea Dagger. Non mancano momenti meno riusciti, ma la freschezza e la varietà degli stili rendono l'ascolto piacevole e vivace. La produzione di Tony Hoffer aggiunge valore al progetto. Un album consigliato a chi cerca un'esperienza allegra e dinamica.

Tracce testi video

03   Cuntry Boys & City Girls (03:31)

04   Whistle for the Choir (03:35)

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08   Creepin Up the Backstairs (03:07)

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09   Vince the Loveable Stoner (03:14)

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10   Everybody Knows You Cried Last Night (03:54)

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12   Got Ma Nuts From a Hippy (03:11)

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13   Ole Black 'n' Blue Eyes (03:16)

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The Fratellis

Trio indie rock di Glasgow formato nel 2005 da Jon Fratelli, Barry Fratelli e Mince Fratelli. Esordio con Costello Music (2006) trainato da “Chelsea Dagger”, “Whistle for the Choir” e “Flathead”; seguito da Here We Stand (2008). Pausa nel 2009 e reunion nel 2012; quindi We Need Medicine (2013), Eyes Wide, Tongue Tied (2015), In Your Own Sweet Time (2018) e Half Drunk Under a Full Moon (2021). Collaborazioni ricorrenti con il produttore Tony Hoffer.
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Altre recensioni

Di  expresuntuoso

 Questa è senza dubbio una musica fatta coi lego!

 I testi sono assolutamente in sintonia con lo squallore contemporaneo e rendono abbastanza poeticamente la confusione del mondo contemporaneo.