Copertina di The Gaslight Anthem The '59 sound
ez

• Voto:

Per appassionati di rock alternativo, fan di bruce springsteen, amanti del punk rock nostalgico e della musica con contenuti lirici profondi.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Nella stazione di servizio della lunga autostrada americana che porta dalla "beat generation" di Kerouac al nuovo sogno americano di Barack Obama, potreste incontrare questi quattro ragazzotti americani, ultimi sognatori in una terra riportata con i piedi a terra da un decennio che avrebbe dovuto incarnare il futuro e che, invece, si è trasformato in uno dei decenni peggiori della storia made in USA.

"The '59 sound" è un titolo significativo per capire dove l'immaginario della band del New Jersey, si è fermato. Prima che tutto accadesse, quando una macchina, una radio e la ragazza seduta nel sedile accanto erano la libertà.

Brian Fallon, tatuato leader dei Gaslight Anthem non nasconde le sue influenze, anzi, in un gioco di citazioni e rimandi, le rende pubbliche. Cosichè dai testi spuntano fuori Miles Davis, Tom Petty, Tom Waits, Elvis, Dylan e Bruce Springsteen. Se però nelle liriche sono così mainstream, lo sono un pò meno nel suono che va a parare nel punk'n'roll dei Clash di London Calling, nei padri Social Distortion, nei Del Fuegos e nello Springsteen più urbano.

Proprio Springsteen, sembra averli presi sotto la sua ala protettrice, riempendoli di elogi e chiamandoli spesso e volentieri a suonare con lui in questo ultimo anno solare. Il testo di Meet me by the river's edge"...NO SURRENDER, my BOBBY JEAN. And we been burned by all our fears. Just from GROWING UP round here." sembra parlare chiaro.

Proletariato rock, romanticismo on the road e melanconia(al gruppo piace definirsi come un incrocio tra Springsteen e i Cure) sono dei punti fissi. I Gaslight Anthem sanno spingere sull'acceleratore punk in canzoni come Great expectations, The '59 sound( debitrice del periodo The River), The patient Ferris wheel, nella clashiana Film noir e nella quasi rockabilly Casanova,baby!. Ma sanno anche parlare al cuore come nel blues di Even cowgirls get the blues o nella ballad Here's looking at you, baby.

Questo secondo album della band, completata da Alex Levine, Benny Horowitz e Alex Rosamilia, pur non essendo il massimo di originalità in campo musicale, si è fatto apprezzare per la genuinità e la padronanza nel saper parlare alle nuove generazioni con un linguaggio che pesca agli albori del rock'n'roll, mischiando speranza,romanticismo e disillusione.

Quando le stazioni radio accompagnavano le lunghe corse nelle strade deserte americane e l'11 settembre era ancora lontano. I Gaslight Anthem hanno forse sbagliato decennio?

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

The '59 Sound dei Gaslight Anthem è un album che fonde punk rock e rock'n'roll con forte nostalgia per un'America passata. La band, influenzata da icone come Bruce Springsteen, sa bilanciare potenza e sentimento, parlando a una nuova generazione con sincerità e passione. Un disco autentico che celebra la libertà on the road e il romanticismo proletario, apprezzato non per l'originalità ma per la sua genuinità e carica emotiva.

Tracce testi video

01   Great Expectations (03:05)

03   Old White Lincoln (03:23)

05   Film Noir (03:29)

06   Miles Davis & the Cool (04:11)

07   The Patient Ferris Wheel (03:34)

08   Casanova, Baby! (02:57)

09   Even Cowgirls Get the Blues (03:30)

10   Meet Me by the River's Edge (03:19)

11   Here's Looking at You, Kid (03:36)

12   The Backseat (04:14)

The Gaslight Anthem

Rock band di New Brunswick, New Jersey, formata nel 2006 da Brian Fallon, Alex Rosamilia, Alex Levine e Benny Horowitz. Coniuga punk e heartland rock, si afferma con The ’59 Sound, passa a major con Handwritten e torna dopo una pausa con History Books.
05 Recensioni