Copertina di The Hidden Cameras The Smell Of Our Own
Francesco

• Voto:

Per amanti dell'indie pop e del folk innovativo, appassionati di musica alternativa e culture lgbtq+
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LA RECENSIONE

Colto dall’ansia pre-uscita del nuovo degli Hidden Cameras, è atteso a giorni nei negozi, riascolto il primo. Subito mi rendo conto che è un ottimo lavoro e che un bis altrettanto efficace sarebbe un grandissimo goal per loro. “The Smell Of Our Own” è datato appena 2003, ed è stato pubblicato dalla Rough Trade, un marchio una garanzia.
Il gruppo, proveniente da una Toronto sempre più protagonista in ambiente Indie Pop, conta su di un collettivo assai vasto, ed è allineabile alle file del Pop Orchestrale o da Camera. Fin qui tutto bene, se non fosse che si professano apripista di un genere tanto innovativo quanto “strano”. Infatti alla voce “mood” i nostri rispondono con un ambiguo “Gay Pastoral Folk”. No, non ci sono doppi sensi, è proprio come avete letto. Fautori di un pop pastorale folkloristico, i Nostri sono anche sponsorizzatori dell’estetica gay. Già le leggende si fanno fitte attorno al gruppo di Joel Gibb ( capobanda tuttofare ). Si dice che ai loro concerti ballerini nudi taglino il palco eseguendo aggraziati balzelli e soavi coreografie. Spettacolini simposiali dal sapore spirituale. Potrebbe sembrare uno scherzo, ma pare sia la realtà. ( Con le debite precauzioni a cui sono doverosamente soggette le voci che attraversano l’oceano con il passa parola. )


Ok, forse il professarsi gay in ambito musicale è una cosa già vista, ha pagato e forse stufato, meglio la sincerità. Ma per diamine, togliamoci dalla testa il Glam Rock, qui si tratta di folk pastorale, acustico e melodico; allora i riferimenti sono altri. Mi stupisco per primo, ma traccia dopo traccia i nomi sono quelli di Belle & Sebastian, quelli della prima ora in “Animals Of Prey” e quelli dell’ ultima maniera in “Ban Marriage”. “A Miracle” sembra un lento scritto a quattro mani da Shines e Girls In Hawaii. Non mancano infine chiari riferimenti a Nick Drake ( “The Man That I Am With My Man” ) e ai Beach Boys nei coretti e nelle battute di mani ritmiche ed incalzanti di “Breath On It”.
Da notare la copertina kitsch, incorniciata da quattro schiene nude e relativi fondi ( schiena ). Bravi e pure simpatici dunque.
Una vera perla in attesa della riconferma ormai prossima.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra "The Smell Of Our Own" degli Hidden Cameras come un album folk pastorale innovativo e autentico, pubblicato dalla Rough Trade nel 2003. Il disco si distingue per la sua originalità e per l'estetica gay dichiarata dal gruppo, con riferimenti a icone indie come Belle and Sebastian e Nick Drake. La dimensione live è caratterizzata da performance originali e coinvolgenti. Un lavoro definito una vera perla in attesa di una riconferma futura.

Tracce testi video

01   Golden Streams (04:29)

02   Ban Marriage (04:20)

04   The Animals of Prey (04:05)

05   Smells Like Happiness (03:09)

06   Day Is Dawning (05:08)

07   Boys of Melody (05:01)

08   Shame (05:28)

09   Breathe on It (02:53)

10   The Man That I Am With My Man (04:38)

The Hidden Cameras

Gruppo musicale canadese guidato da Joel Gibb, formatosi a Toronto e noto per un mix di indie pop e arrangiamenti da camera.
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