Copertina di Jesus Lizard Head/Pure
Overkill

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Per amanti della musica alternativa, fan del post-hardcore, appassionati degli anni '90, cultori di sonorità estreme e sperimentali
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LA RECENSIONE

Nel 1989 nasce forse il gruppo più selvaggio del cosiddetto "post-hardcore" e sicuramente uno dei più spettacolari sia a livello tecnico che emozionale, degli anni novanta. Due reduci dei seminali Scratch Acid, il bassista David Sims (anche Rapeman) e il cantante David Yow, fondarono con Duane Denison i Jesus Lizard. Il gruppo, il cui nome si ispira a una specie di basilisco che cammina sull'acqua, si rivela sin dal primo 12" "Pure" come uno schiaffo in pieno volto alla già estrema scena alternative americana (i vari Fugazi, Melvins e Nirvana ne rimangono sbalorditi). L'impalcatura sonora del primo EP è alquanto approssimativa, le canzoni, scandite dalla drum-machine, risultano come delle figlie degeneri delle follie di Albini nei "Big Black". Ciò che più colpisce l'ascoltatore è il senso di caos e depravazione che regna. Il basso di Sims è metallico più che mai, la chitarra di Denison di fatto conia uno stile che a prima vista potrebbe sembrare trasandato, ma in realtà costituisce una rivoluzione nello strumento. Yow, il cui cognome è quanto meno onomatopeico, è forse il cantante più estremo della storia del rock. Dire che non sa cantare è un eufemismo. Sembra piuttosto uno psicopatico in preda a una crisi di nervi perpetua, tanto i suoi deliri sembrano reali e naturali. Per non parlare dei suoi live-act durante i concerti, dove questo animale (o piuttosto bestia) da palcoscenico dà libero sfogo alla sua barbarie. Non si ricorda un concerto dove non esponga i genitali, talvolta anche alla prima canzone. I Jesus Lizard potrebbero essere benissimo la rappresentazione della mente di un maniaco omicida. a "Pure" segue "Head", il loro primo lavoro professionale, dal punto di vista della registrazione. Da qua in poi il gruppo puo' contare anche su un batterista, Mac mcNeilly, che si rivelerà un virtuoso dello strumento. I due mini album vengono fusi insieme in "HEAD+PURE", sotto Touch&GO.

Si comincia con il riff malato di "One Evening" con la chitarra di Denison a ripetere lo stesso giro monco fino all'inevitabile esplosione. Forse il brano è il piu' musicale dell'album, e questo la dice lunga... Con "S.D.B.J." inizia il calvario di Yow. Le sue urla sembrano quelle di un predicatore apocalittico, in mezzo all'abulia totale degli strumenti. Le successive "My Own Urine" e "If You Had Lips" danno libero sfogo alle passioni più perverse di Yow. Immagini disgustose e raccapriccianti vengono letteralmente sputate su un mosaico sonoro di qualita' ineccepibile. Sarà questo il marchio di fabbrica del gruppo. "7vs8" è forse il delirio vocale piu' brutale di Yow. Sembra che gli stiano strappando le corde vocali con delle tenaglie arroventate tanto strilla. Denison è da applausi. Con "Pastoral" abbiamo una pausa subdola, uno struggente strumentale che scorre tranquillo ma che introduce una sequenza di brani micidiali che inizia con la spettacolare sezione ritmica di "Waxeater" e termina con il delirio sonico di "Killer mcHann". "Blockbuster" è una danza industriale con echi quasi hip hop, e diventa uno degli inni del gruppo (i Melvins ne faranno una cover).

Il capolavoro del disco è forse la successiva "Bloody Mary", un concentrato di violenza emotiva sconcertante. Una melodia sinistra accompagna l'urlo disperato "Mary, Mary, get away!!". Due fughe supersoniche come "Sarlet" e "Rabid Pigs" presentano un industrial sfigurato dall'hardcore, mentre Yow, ancora una volta, ci mostra di come uomo e bestia siano ben poco distanti per quanto concerne l'istinto. Il finale è da trip, con la straniante "Happy Bunny Goes Fluff Fluff", uno strumentale dove le distorsioni della chitarra creano una nube metallica che avvolge un qualcosa che si potrebbe definire solo come caos. Con "Head/Pure", non solo i Jesus Lizard danno i natali a uno dei progetti musicalmente piu' importanti e sinceri dei 90's, ma fanno nascere anche un movimento "primitivista" che potremmo paragonare, concettualmente, al "Pop Group". Gli psicodrammi di Yow, la straordinaria inventiva di Denison alla chitarra, e la sezione ritmica di Sims e mcNeilly a creare una ossatura robusta e flessibile, hanno creato una combo potente e raffinata, che purtroppo si è sciolta nel 1999.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Jesus Lizard come un gruppo selvaggio e rivoluzionario del post-hardcore anni '90. Gli album Head e Pure sono descritti come un'esplosione caotica di violenza sonora e intensità emotiva, con un mix potente di tecnica innovativa e interpretazione vocale estrema. La band, pur scioltasi nel 1999, ha lasciato un'eredità fondamentale nel panorama alternativo con un sound primitivo e raffinato.

Tracce testi video

01   One Evening (03:01)

02   S.D.B.J. (02:27)

03   My Own Urine (03:08)

06   Pastoral (03:29)

08   Good Thing (01:44)

09   Tight n' Shiny (02:11)

10   Killer McHann (02:16)

15   Happy Bunny Goes Fluff-Fluff Along (03:54)

The Jesus Lizard

Gruppo statunitense formatosi a fine anni ’80 con David Yow, Duane Denison e David Wm. Sims (poi Mac McNeilly alla batteria). Basati a Chicago, pubblicano gli esordi su Touch and Go con Steve Albini. Con dischi come Goat, Head/Pure e Liar impongono un noise rock/post-hardcore feroce e tecnico, supportato da show dal vivo leggendari. Nel 2023 tornano in studio con Rack.
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