Copertina di Jesus Lizard Lash - Ep
Sanjuro

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Per appassionati di musica alternativa, fan del post-hardcore e sperimentazioni vocali, cultori di arte ribelle e non convenzionale
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LA RECENSIONE

Penso sempre piu spesso che nell'arte bisogna imparare a disimparare, insomma, a livello statale, sociale, popolare ci viene sempre gerarchizzata l' Arte "Saper Suonare - Non Saper Suonare - Saper Disegnare - Non saper Disegnare - Saper Recitare -  Non Saper Recitare - Saper Scrivere - Non Saper Scrivere". Ma sapere o non sapere cosa vogliono dire in fin dei conti, sapere cosa? Il processo di snellimento della propria individualità si diffonde grazie al megafono offerto alle figure statali, ai maestri comuni che indirizzano, plasmano verso ciò che è statalmente e formalmente riconosciuto arte. Così da quel faro che sono gli insegnanti piombano a grappoli lezioni sul "Come Scrivere/Come Suonare/Come Disegnare" in modo corretto, bello e limpido. Questo a livello personale è la più castrante violenza verso la propria particolarità futura: incasella scrittori-musicisti-pittori in una ipotetica griglia di valore data. "E' un grande musicista ha studiato al conservatorio" - - - "No quello non sa proprio suonare non ha le basi"

Milioni di mongoloidi (con i Gengis Khan metaller medi che spiccano qui per ottusità) saranno sempre imbrigliati, anestetizzati da queste categorie sociali mai ragionate, discusse, abbandonate. "Ha una bella voce" "E' preparato tecnicamente" "E' bravo a disegnare". Quadri per i cessi, musichette spastiche da sottofondo, canzoncine dotte per nerd accademici dal sangue a riposo: ecco il Sociale a cosa porta. Ecco l'accademia a cosa porta se non si dimentica cosa sia il bene e il male, il giusto e l'errato, ecco a cosa si arriva senza inimmaginabili iniezioni di abbandono e smarrimento personalissimo. L'arte è il maremoto che morde rapidissimo la spiagga su cui poco prima prendevi spensierato il sole. L'arte è lo sgomento del meteorologo di grido nel sapere che ha tradito placide famiglie spingendole verso la pioggia. L'arte è nitidamente buia. David Yow è un non-cantante, un disimparatore recidivo, uno che sulla scia di David Thomas e Captain Beefheart ha costruito un registro vocale facendolo coincidere con le inquadrature spezzate da psicosi urbana di un Abel Ferrara, o con la virulenza espressiva neorealista di una "Mouchette" firmata "Robert Bresson". Jesus Lizard, ovvero quando i mugolii, i singhiozzi, le strozzature, le stonature vengono elevate ad arte da un trio musicale acrobatico, circense. Prendere una canzone Hardcore: disossarla, umanizzarla, soffiarci sopra un fumo verde radioattivo e sfigurarla fino a tramutarla in Post con l'aiuto del Jazz, del Noise. Una delle più grandi band rock della storia: tra i disimparatori per eccellenza. Nell'ordine di valore: 1) Goat 2) Head 3) Liar 4) Pure 5) Lash (Ep).

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Jesus Lizard e il loro EP Lash come esempi di arte ribelle e anticonvenzionale. David Yow viene descritto come un frontman che rompe le regole tecniche per esprimere emozioni autentiche, rifacendosi a figure iconiche di musica sperimentale. L'analisi sottolinea l'importanza di abbandonare le convenzioni accademiche per abbracciare un'espressione artistica più libera, evidenziando la fusione tra hardcore, jazz e noise che caratterizza la band.

Tracce testi

03   Lady Shoes (live) (02:37)

04   Killer McHann (live) (02:11)

05   Bloody Mary (live) (02:41)

06   Monkey Trick (live) (04:32)

The Jesus Lizard

Gruppo statunitense formatosi a fine anni ’80 con David Yow, Duane Denison e David Wm. Sims (poi Mac McNeilly alla batteria). Basati a Chicago, pubblicano gli esordi su Touch and Go con Steve Albini. Con dischi come Goat, Head/Pure e Liar impongono un noise rock/post-hardcore feroce e tecnico, supportato da show dal vivo leggendari. Nel 2023 tornano in studio con Rack.
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