Le leggi che determinano la popolarità mondiale di un artista (se di leggi si può parlare, qualcuno le ha mai scoperte?) sono ben strane distribuendo a chi tutto e a molti altri (meritevoli) le briciole. Parlando per esempio del periodo in cui uscì questo album (gli anni 60, il disco è del 1968) da un lato abbiamo i Beatles e i Rolling Stones che (giustamente, ci mancherebbe) sono strafamosi, anche gli Who sono molto noti, dall'altro lato invece i Kinks sono solo quelli di "You Really Got Me". E invece no. I Kinks non sono solo quelli che hanno inventato uno dei primi riff duri della storia. Sono anche quelli che hanno preso talmente sul serio il commento sociale/sociologico da farci sopra più di un concept album, sono anche quelli che recuperano nell'ambito pop/rock la tradizione del music hall oltre a diversi altri generi periferici.
Ecco che The Village Green Preservation Society ci parla del sogno della Vecchia Inghilterra, l'Inghilterra dei prati verdi, delle casette linde, l'Inghilterra di Utopia. Ci parla sopratutto di uomini che credono ancora in quel sogno quando è stato palesemente spazzato via dalla rivoluzione industriale e dallo stile di vita moderno. Gente ormai ridicola : "We are the Village Green Preservation Society, God save Donald Duck, Vaudeville and Variety, We are the Desperate Dan Appreciation Society God save strawberry jam and all the different varieties..." (dalla canzone "Village Green Preservation Society"). Gente come Walter : "Walter, remember when the world was young And all the girls knew Walter's name Walter, isn't it a shame the way our little world has changed? Do you remember, Walter, playing cricket in the thunder and the rain?" (da "Do You Remember Walter"). Prima di loro nessuno aveva dedicato due canzoni alla nobile arte delle fotografie ricordo, quelle che facciamo tutti noi, per avere la conferma che esistiamo ("Picture Book", "People Take pictures of Each Other").
La penna di Ray Davies è dunque spesso graffiante e cinica nel fare divertiti ritratti di gente anacronistica. Eppure egli stesso sembra confessare malinconicamente il rimpianto per questa perduta Arcadia, rimpianto che sembra essere nei geni di ogni vero inglese. Lo vediamo nella ottima "Village Green" dove appare il ritratto di questo villaggio con la chiesetta, quasi una figura da sogno, villaggio ormai perduto anche se ancora esiste perchè ci vengono gli americani a fare le fotografie : "And now all the houses Are rare antiquities. American tourists flock to see the village green. They snap their photographs and say 'Gawd darn it, Isn't it a pretty scene?'..." Quanto sono penetranti, e moderne e corrette queste osservazioni in un mondo devastato dal turismo di massa e dall'inautenticità? E nel ritornello la dichiarazione d'amore : "I miss the village green,And all the simple people. I miss the village green, The church, the clock, the steeple. I miss the morning dew, fresh air and Sunday school".
E musicalmente il disco è notevole. Basterebbe citare la sola "Starstruck", un pezzo di bravura pop magistrale tanto lavora sui toni delicati ed è incisiva allo stesso tempo. Ed è un lavoro vario, dal blues poppettaro e spensierato di "Last of The Steam Powered Train" al quasi calipso di "Monica". I Kinks sono un gruppo fondamentale nella storia della musica, in particoalre quella inglese, certo. Hanno influenzato tantissimi gruppi, sono stati tra gli inventori del Britpop inteso nella sua accezione più ampia cioè di musica composta secondo una sensibilità specificatamente e tipicamente inglese. Ray Davies è uno degli autori di testi più dotati e un grande autore di canzoni e di melodie memorabili.
Sarebbe l'ora di riscoprirli, no?
Per Ray il progetto era pervaso da un intento terapeutico.
Mi ritirai nel mio piccolo, semplice mondo di negozietti e film inglesi in bianco e nero; forse era la mia forma di psichedelia.