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The Necks
Drive By

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Nella storia del Jazz spesso si legge che, nei momenti di svolta, gli appassionati ascoltatori dicevano "c'è uno che suona in modo nuovo" e correvano a sentirlo, ovunque fosse. È avvenuto per Louis Armstrong, che con West End Blues (1929) innovava nel Jazz di New Orleans. E ancora con le orchestre di Duke Ellington. Poi con il Bebop di Charlie Parker. Con The Birth of Cool di Miles Davis. E ancora con Olè di Coltrane. E ancora con il Jazz nordico di Garbarek. Ma sono molte le svolte.Ci sono vari modi, non incompatibili, per suonare il Jazz : quello degli Standard (e si può farlo in modo mirabile come il Trio di Keith Jarrett), quello della tradizione (come continua a fare con encomiabile coerenza Winton Marsalis), quello della rielaborazione del Pop (in Italia ricordo Danilo Rea e i Doctor 3). E ancora altri. Ma oggi la nuova frontiera la stanno percorrendo i Necks, un gruppo australiano che lavora da 15 anni e che persegue con determinata coerenza un progetto musicale unico. I Necks hanno qualche precursore, ma pochi imitatori. Il loro è Jazz minimale, è Post-Jazz, è Post-Tutto, come di loro dice Geoff Dyer in un suo articolo.

Drive By è un pezzo unico di circa 60 minuti. Una scultura musicale sostenuta dal tappeto sonoro della batteria di Tony Buck. Non ricordo altro drumming di così grande bravura per precisione e ritmo. La musica sembra appartenere al genere del minimalismo. Ma non è solo così: è continuamente attraversata da altri inserti sonori. Come voci di bambini, lampi notturni, rintocchi acustici, armonie da contrabbasso. La ricorsività e talvolta monotonia del minimalismo qui è vivificata dalla improvvisazione

La musica procede per sottrazione ed estensione. Talvolta Tony Buck è lasciato da solo a tenere l’opera (perché di grande opera d’arte si tratta!), ma poi di nuovo riprendono l’interplay. Impossibile non essere ipnotizzati da questa musica. Forse, senza particolari intenzioni terapeutiche, i Necks intercettano le onde cerebrali. Questa esperienza sonora si conclude, infine con una notte stellata in cui cantano i grilli. Le chiusure sono tanto importanti come le entrate. Ma qui siamo al massimo. Sono 10 secondi di vera magia. Chiunque ami non solo ascoltare musica, ma entrare in uno spazio musicale esperienziale non perda i Necks e cominci pure da Drive By. Ma poi cerchi tutti gli altri loro dischi. Ascoltateli: è una esperienza musicale straordinaria. Sembra di stare in uno spazio fatto di note. O meglio, come dice Dyer, "è musica che contiene lo spazio che attraversa".

Potete leggere il mio Album sui Necks, e anche una bella recensione di Alfredo Rastelli.

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Ultimi Trenta commenti su CinquantUno

gabbox
gabbox
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Ciao Almateo li ho trovati. Questo più il loro primo di nome SEX. Entrambi validi ed entrambi con un unico pezzo di un'ora. Per le mie orecchie SEX mi sembra qualche gradino più su, questo alla lunga mi affatica (non più di 4 per me). Mentre con SEX vado in surplace.


gabbox
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Azz.. scusa mi sono confuso, per il post precedente mi riferivo a HANGING GARDENS non a questo DRIVE che in effetti non trovai dove mi dissi, quindi ritiro metaforicamente il voto...


AMALTEO
AMALTEO
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Ciao Gabbox
effettivamente "Sex" è bellissimo. Tanto quanto "Drive By" e forse di più.
In questi giorni ho preparato qualche nota per una sua recensione. Vorrei davvero che questi australiani venissero un po' più conosciuti in Italia e magari fosse possibile sentirli dal vivo.
Alle prossime segnalazioni e impressioni


AMALTEO
AMALTEO
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Ho trovato il sito della Instar Libri
Lo segnalo: link rotto
E anche un articolo su Natura morta con sax di Geoff Dyer
Lo segnalo: Come guadagnare con il trading | Tutte le notizie e i consigli migliori su come investire e guadagnare con il trading on line
buon futuro
Paolo Ferrario / Amalteo


AMALTEO
AMALTEO
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Per gli amici debaseriani.Un minuto fa mi sono arrivati alcuni tesoretti direttamente dall'Australia: - The Necks, Athenaeum, Homebush, Quay, Raab (ben 4 concerti !!!!) ne sto sentendo uno mentre scrivo. Non ho parole ... - The Necks, Mosquito (ben due concerti!!) - The Necks, Hanging Gardens. Mi attendono giornate felici .... Vi assicuro: con i Necks si prova la felicità di essere al mondo. Nel futuro le mie recensioni grazie per la lettura. Paolo Ferrario/alias Amalteo


Hal
Hal
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che bello questo entusiasmo, è contagioso ... attendo :)


odradek
odradek
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Amalteo, l'ho tovato. Lo sto ascoltando. Grazie.


AMALTEO
AMALTEO
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Ciao Odradek
sono molto contento
I Necks meritano attenzione da parte di noi musicofili. Fra l'altro è l'Australia che irrompe nella nostra casa
Attenzione: datti tempo. Trovati un tuo spazio di un'ora. Lasciati andare. A 25 minuti sarai felice di essere solo a metà strada.
Mi sembra che hai scritto un'altra recensione oggi
fra poco vado a leggerla
buon ascolto e buone giornate


odradek
odradek
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Paolo, ne ho buttate fuori diverse in questo periodo, ma se vai alla mia oggi in home page, scendi subito sotto e leggi quella di John Of Patmos sul Requiem di Mozart. E' imperdibile. - Questo mi piace, e sono al secondo ascolto. Mi sono procurato anche Sex. Poi ti dico. Ciao.


AMALTEO
AMALTEO
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Caro Gabbox. Spero che ritorni su questa pagina. Volevo dirti che ti sono molto grato per la tua segnalazione dei Bark Psychosis. Sono alla ricerca di un suono simile a quello dei Necks. E questa volta ci sono vicino. Non ho trovato "Hex", ma solo "Codename Dustsucker". Certo non è la stessa cosa, però sono vicini, sono due percorsi paralleli (nel jazze nel rock).La mia perdizione per i Necks continua. Ma sono contento di incrociare ricerche che stanno nello stesso orizzonte: la creazione di uno spazio per il suono.
Grazie ancora


gabbox
gabbox
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Ciao ALMATEO sono contento che trovi interessanbti i Bark Psychosis. Procurati HEX che è il loro gioiello. Su EBay lo vendono a 8 euro circa approfittane che è una rarità. Poi ti aspettiamo con altre recensioni. Proponici anche altri "amori".


AMALTEO
AMALTEO
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grazie gabbox. Hex è in arrivo. L'ho trovato su Cd Universe e ordinato assieme ad un disco - a caso - degli Ui. Ora sto lavorando con in sottofondo "Codename Dustsucker". Se Hex è ancora più bello allora sto trovando una nuova pista nei miei percorsi musicali. Per De Baser, appena trovo ispirazione e tempo voglio completare le recensioni sui Necks e iniziare l'opera omnia di Nina Simone. Grazie per l'incoraggiamento. A proposito di "amori": vai a vedere il sito sans-zine. Lì c'è la parte Cult molto interessante (sostanzialmente propongono di inviare un pensiero su una musica, strumento o autore che abbia particolarmente appassionato): "Cos’è un culto sonoro?
Può essere un disco… una canzone… un brano strumentale… un concerto… uno strumento… uno strumentista… una voce… una colonna sonora... ma anche quello che, per essere ‘in’, possiamo definire come un field-listening… insomma, un culto sonoro è qualcosa che ha, in qualche modo, modificato il tuo modo di vedere le cose… qualcosa che ti è capitato per caso... che ti si è appiccicato addosso, indipendentemente dalla tua volontà, e nonostante i successivi lavaggi sonori non sei ancora riuscito a ripulire… è sempre lì e, alla prima occasione, fa capolino e ti si insinua nelle orecchie… ti arriva al cervello… ti smuove le memoria… un culto è un culto.
Ognuno ha un suo culto sonoro sul quale scrivere due righe… fatelo, inviateci le due righe e noi le inseriremo in questa antologia di piccoli racconti inconsueti."


AMALTEO
AMALTEO
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Cari amici debaseriani che passate di qui, vi incollo qui di seguito una delle poche recensioni italiane ad un disco dei Necks. Come ormai sapete ho scoperto questi musicisti italiani attraverso un articolo di Geoff Dyer (sia benedetto !) ma Alfredo Rastelli (un archeologo della musica indipendente) già li conosceva. Ecco la recensione: "Devo ammetterlo: ho iniziato ad interessarmi qualche anno fa ai The Necks solo perché avevo saputo che ci suonava dentro il batterista dei Kletka Red, Tony Buck ( tra l’altro con trascorsi anche nei Peril insieme ad Otomo Yoshihide e Kato Hideki). Nobile o meno che sia questo mio atteggiamento mi ha dato però l’occasione di entrare in contatto con una realtà e un progetto musicale incredibile e alla fine è solo questo quello che conta. Suonano già da parecchi anni ed hanno anche una bella e corposa discografia alle spalle questi tre australiani che rispondono al nome di Tony Buck, come già detto alla batteria, Chris Abrahams al piano e Lloyd Swanton al basso. Un supergruppo lo si sarebbe chiamato una volta perché i tre personaggi coinvolti non si sono chiusi a riccio nell’esperienza The Necks, ma hanno da sempre intrapreso quella politica che li ha portati a confrontarsi con così tante e diverse entità che sarebbe davvero un’impresa elencare tutte. Hanno costruito una carriera che è un mastodonte capace di ridimensionare e far fuori in un sol botto tutto il cosiddetto post-rock attuale. Hanno un sound unico ma soprattutto una carriera di una coerenza spaventosa. Per questo motivo risulta difficile isolare un loro cd da un altro, perché è l’unione che da loro la forza, e solo abbracciando la totalità della loro opera si può avere qualche chance in più di comprendere la loro musica. Quasi sempre ogni disco è composto da un’unica traccia che si assesta tra i quarantacinque e i sessanta minuti di durata e anche questo "Drive by" non fa eccezione; un flusso sonoro ininterrotto, dai groove ipnotici e minimali, sostenuto da una batteria poderosa e da un piano piuttosto 'in love' con certo jazz elettrico. Una musica in divenire, che procede per crescendo e piccole addizioni. Una sintesi perfetta di rock, jazz e dub coniugati in un suono minimalista eppure 'totale' che ti lascia dentro quel senso di stupore che si prova quando si è davanti a qualcosa di grande e di inafferrabile. Un gruppo importante che stava avanti già qualche anno fa, figuriamoci adesso, di una bravura tale da rendere obsoleti la maggior parte dei gruppi che tentano oggi di scopiazzare Ui e Tortoise. Fondamentali." Alfredo Rastelli in Sands-zine - no-zine dedicata alla musica indipendente e ad altre storie di (stra)ordinaria follia


gabbox
gabbox
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Bene bene, se ti piacciono le suite ipnotiche ti consiglio la OST di Solaris di Martinez che ho da poco recensito.


AMALTEO
AMALTEO
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a proposito, Gabbox: bellissimo il tuo "C'erano un sacco di cose, nel mondo" ... Adatto al luogo ed allo spirito di DeBaser. E bello evocare la mucca placidamente vigilante. E' vero : è un quasi-simbolo. Ora torno su Ost. ciao


odradek
odradek
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Paolo, continuano ad arrivarmi gli avvisi dei commenti su questa tua recensione, e così son tornato a leggere il vostro scambo di pareri. Anch'io credo che Hex dovrebbe risultare un ottimo ascolto, meglio dell'ultimo, dei Bark P.- Io ho ascoltato più volte i due dei Necks che hai recensito e credo di poter dire che, pur essendo grandi dischi entrambi (proprio per la natura che tu descrivi) Drive By ha qualche momento che mi cattura di più. Ma è una bella gara. Se mi verrà in mente qualche disco che penso possa interessarti ripasserò per indicartelo. Bai bai


odradek
odradek
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P.S. l'ode al bovino l'ho scritta io. Ma credo che anche Gabbox veda le cose più o meno allo stesso modo :)


AMALTEO
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Santo cielo! Deficit da pre-vecchiaia: il pensiero sul mondo di DeBaser ("C'erano un sacco di cose, nel mondo") è di Odradek. Credo proprio che questa svista derivi dal fatto che Gabbox e Odradek hanno lo stesso stile comunicativo. E questo è un pregio. Colgo l'occasione: vi prego di inviarmi suggerimenti su musiche/autori/pezzi che sono sulla lunghezza d'onda dei Necks.
Grazie e scusa ancora Odradek


odradek
odradek
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Ma va la, quale deficit! E quali scuse, dai. Piuttosto son contento che tu condivida l'approccio a questo deMondo, sotto il placido sguardo della mia cornuta favorita. Ci si vede in giro su DeB. E scrivi nuove recensioni, dai.


gabbox
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L'editoriale è proprio come se lo avessi scritto io, però lo ha fatto Odradek ed è proprio bello.


kosmogabri
kosmogabri
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un giro tra i link di dove sai tu, e guarda dove finisco... nel mio virtual-bar preferito!! Amalteo mi hai convinto, li ascolterò :))


AMALTEO
AMALTEO
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Fantastico !!! Bene, Kosmogabri. Hai buona cultura (musicalmente sicuramente superiore alla mia) e buon gusto e sono certo che comprenderai questa mia passione. Cosa fanno i Necks? Cercano ... cercano ...cercano ... i nuovi confini del Jazz. Scarica anche l'articolo di Geoff Dyer (lo trovi nel mio link dedicato a questi musicisti). Sviluppa alcune profonde chiavi interpretative sulla fase storica in cui si trova il Jazz. E' un saggio che mi ha molto illuminato. Se poi avrai qualche suggerimento per le mie ricerche, te ne sarò molto grato: cerco il loro suono. Cerco qualcuno che insegua quel suono ...quel suono in quello spazio che occorre creare per farlo vibrare. Gli Skalpel sono su quel fronte. Ed è interessante che il mondo sia così piccolo (Australia ... Polonia). Ma i Necks hanno dalla loro la durata del singolo pezzo. Stare dentro a quell'ora intera in cui costruiscono la trama sonora è una esperinza psicologica talvolta davvero molto inebriante. Sono felice di averti conosciuto. A ri-incontrarci


AMALTEO
AMALTEO
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Ricevo da Lloyd Swanton direttamente dall'Australia (è vero!) e comunico agli amici debaseriani:

THE NECKS IN EXCITING NEW AUSTRALIAN TV SERIES, WITH AUDIO ON INTERNET

10pm on Tuesday 2nd of May sees the first episode of SET, an exciting new
(Australian) ABC-TV series of live improvised and experimental music
performances, and the first episode kicks off with The Necks playing a 25
minute piece, Taghairm.

The audio from SET will also go to air on ABC Radio National's Music Deli,
on Friday 5th May at 8:00pm, repeated on Sunday 7th at 4:00pm, and then
again on Tuesday 9th at 2:00am

Necks fans outside Australia will be pleased to know that the audio will be
available at: The Live Set - ABC Radio National (Australian Broadcasting Corporation)

and as a free podcast for 7 days after the TV broadcast at the SET website:
ABC.net.au: Page not Found



SET runs on Tuesdays at 10pm throughout 2006, in three batches of three
shows:

2nd May The Necks
9th May Francis Plagne
16th May Anthony Pateras

11th July Ernie Althoff, Rod Cooper
18th July Oren Ambarchi
25th July Splinter Orchestra

12th September Hi-God People, Jim Denley, Peter Blamey
19th September Stasis Duo, Amanda Stewart
26th September Rob Avenaim, Dale Gorfinkel, Lucas Abela

This is a fantastic initiative from the ABC, with a second series already
under discussion. Please let them know you approve, by phone or through
their website, www.abc.net.au

(Even if you live outside Australia, if you think it's great that a
government-funded national network is devoting half an hour of free-to-air
TV a week to cutting edge impro and experimental music, please let them know
by sending a message through the website link above!!)


UhuhPanicoUhuh
UhuhPanicoUhuh
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UhuhPanicoUhuh
UhuhPanicoUhuh
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Chapter Two (i Borhen & Der Club of Gore stanno cercando di abbattere il muro ce c'è tra me e il jazz, loro possono tranquillamente unirsi ai tedeschi)


AMALTEO
AMALTEO
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i Borhen & Der Club of Gore piacciono anche a me. Li avvicino, seppure alla lontana ai prediletti australiani Te Necks


UhuhPanicoUhuh
UhuhPanicoUhuh
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ah dimenticavo, in maniera completamente diversa ci stanno provando anche i Karate (provare Unsolved per credere). Il mio grazie è un po' tardivo ma davvero molto sentito. ;)


AMALTEO
AMALTEO
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Recensione:
grazie, uhu, per la segnalazione
cercherò Karate (provare Unsolved per credere)


AMALTEO
AMALTEO
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Recensione:
grazie per il rilancio in A VOLTE RITORNANO
colgo l'occasione per segnalare qui la mia raccolta di materiali informativi sui the Necks: link rotto


AMALTEO
AMALTEO
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THE NECKS – unico concerto in Italia del tour europeo presso Area sismica di Forlì, 4 novembre 2011: THE NECKS – unico concerto in Italia del tour europeo presso Area sismica di Forlì, 4 novembre 2011 | Paolo del 1948


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