The Necks
Drive By

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Voto:

Nella storia del Jazz spesso si legge che, nei momenti di svolta, gli appassionati ascoltatori dicevano "c'è uno che suona in modo nuovo" e correvano a sentirlo, ovunque fosse. È avvenuto per Louis Armstrong, che con West End Blues (1929) innovava nel Jazz di New Orleans. E ancora con le orchestre di Duke Ellington. Poi con il Bebop di Charlie Parker. Con The Birth of Cool di Miles Davis. E ancora con Olè di Coltrane. E ancora con il Jazz nordico di Garbarek. Ma sono molte le svolte.Ci sono vari modi, non incompatibili, per suonare il Jazz : quello degli Standard (e si può farlo in modo mirabile come il Trio di Keith Jarrett), quello della tradizione (come continua a fare con encomiabile coerenza Winton Marsalis), quello della rielaborazione del Pop (in Italia ricordo Danilo Rea e i Doctor 3). E ancora altri. Ma oggi la nuova frontiera la stanno percorrendo i Necks, un gruppo australiano che lavora da 15 anni e che persegue con determinata coerenza un progetto musicale unico. I Necks hanno qualche precursore, ma pochi imitatori. Il loro è Jazz minimale, è Post-Jazz, è Post-Tutto, come di loro dice Geoff Dyer in un suo articolo.

Drive By è un pezzo unico di circa 60 minuti. Una scultura musicale sostenuta dal tappeto sonoro della batteria di Tony Buck. Non ricordo altro drumming di così grande bravura per precisione e ritmo. La musica sembra appartenere al genere del minimalismo. Ma non è solo così: è continuamente attraversata da altri inserti sonori. Come voci di bambini, lampi notturni, rintocchi acustici, armonie da contrabbasso. La ricorsività e talvolta monotonia del minimalismo qui è vivificata dalla improvvisazione

La musica procede per sottrazione ed estensione. Talvolta Tony Buck è lasciato da solo a tenere l’opera (perché di grande opera d’arte si tratta!), ma poi di nuovo riprendono l’interplay. Impossibile non essere ipnotizzati da questa musica. Forse, senza particolari intenzioni terapeutiche, i Necks intercettano le onde cerebrali. Questa esperienza sonora si conclude, infine con una notte stellata in cui cantano i grilli. Le chiusure sono tanto importanti come le entrate. Ma qui siamo al massimo. Sono 10 secondi di vera magia. Chiunque ami non solo ascoltare musica, ma entrare in uno spazio musicale esperienziale non perda i Necks e cominci pure da Drive By. Ma poi cerchi tutti gli altri loro dischi. Ascoltateli: è una esperienza musicale straordinaria. Sembra di stare in uno spazio fatto di note. O meglio, come dice Dyer, "è musica che contiene lo spazio che attraversa".

Potete leggere il mio Album sui Necks, e anche una bella recensione di Alfredo Rastelli.

Questa DeRecensione di Drive By è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/the-necks/drive-by/recensione

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Ultimi Cinquanta commenti su CinquantUno

AMALTEO
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Per il precedente commentatore. Al più presto metto qualche sample (devo imparare a crearli ! W il sito www.debaser.it!).
Ho una voglia pazza di far sentire questi musicisti che sono davvero assolutamente eccezionali e troppo poco conosciuti in Italia. Ricordati di andare a questo indirizzo per saperne di più: Musica Jazz: The Necks
Paolo Ferrario
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sfascia carrozze
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Dear de-recensoreo Monsieur PAOLO FERRARIO (pourquoi MAIUSCOLO ?), forse il de-recensito outfit è un pochino troppo cerebrale/sottrazionista per il miserrimo mono-neuronico sfascia-carcasse; ciò non toglie che la Sua de-spazializzazionem risulta intrigante anzichenò. Ossequi ultra minimali a iosa. Your s.c. di (s)fiduciam.
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Mike76
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Di Neck ne basta uno solo.
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odradek
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Vedo che fai riferimento a Dyer, immagino ti sia piaciuto "Natura morta.." Anche tu come lui sei approdato al jazz intorno ai trent'anni, proveniendo da tutt'altri ascolti? Confesso di non conposcere questi Necks, neppure di nome, pur avendo molti amici appassionati e intenditori di jazz, di lunga data. Un motivo in più per approfondire. Benvenuto, PAOLO.
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AMALTEO
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PER NOBODYNOPARTY
Caro Mr NoBodyNoParty innanzitutto grazie per il benvenuto. DeBaser mi piace moltissimo. Mi sento in compagnia di amici che amano ascoltare musica e parlarne. Ho la sensazione di far parte di una comunità.
Sarei curioso di sapere chi ha avuto questa bella idea, dove vive o vivono ecc.
Geoff Dyer. "Natura morta" è un libro bellissimo. Si respira la cuktura del Jazz. Quanto a questa musica: ho ereditato l'interesse da mio padre (generazione del 1917: cultore di Duke Ellington) e l'ho sviluppata secondo miei percorsi, fino ad arrivare ai Necks. Sono straordinari, letteralmente nel senso di fuori dell'ordinario. Se sei curioso di me vai a www.segnalo.it. Se sei curioso del Necks vai a: Musica Jazz: The Necks
Infine: la recensione compare come Paolo Ferrario, ma su DeBaser d'ora in avanti sarò Amalteo
ciao
Paolo Ferrario, 2 febbraio 2005
p.ferrario@tin.it
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Hal
Hal
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Che bello "Natura morta con custodia di sax"... non come erano ma come li immagino. Un libro sempre a portata di mano. Stavo leggendo l'articolo che segnali, tutto molto interessante come anche la recensione e la proposta. Benvenuto Paolo :)
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AMALTEO
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Caro VECCHIOSAGGIO non parlavo del gruppo rock "Neck", ma del gruppo australiano di Jazz "The Necks".
Due pianeti diversi. Anzi: due galassie diverse
Grazie per la lettura
Paolo Ferrario, poi Amalteo
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odradek
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Caro Amalteo, permettimi un ricordo in questa pagina, in qualche modo legato alla tua recensione. Dopo aver letto il libro di Dyer ebbi occasione di conoscere l'editore che lo pubblicò in Italia, per la Instar libri, Gianni Borgo. Era giovane, preparatissimo, attento ad ogni piccolo dettaglio e aveva una cura preziosa di ogni cosa avesse relazione con i libri che pubblicava. E naturalmentre era stato lui a lavorare alla pubblicazione di "Natura.." in prima persona. Io avevo in mente la traduzione di un romanzo di un autore spagnolo, insieme ad un'amica, e così ci incontarammo un paio di volte. Il progetto non ebbe seguito e non lo vidi più. Ho poi saputo della sua scomparsa, giunta prematura, credo nel 2000 o 2001. Anche se non esisteva alcuna forma di conoscenza, se non quella occasionale descritta, devo confessare che fui molto colpito e, in qualche modo, addolorato. Era persona gentile e seria, così appassionata del proprio lavoro. E ha asciato una casa editrice colma di ottimi titoli, con uno spirito e un'approccio davvero interessanti. Volevo ricordarlo e tributargli un saluto. In qualche modo è anche un invito ai pasanti di DeBaser ad accostarsi a quella casa editrice, magari partendo proprio da "Natura morta con custodia di sax". Scusa l'intrusione e bai bai.
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Mike76
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Veramente io intendevo Filippo Neviani in arte Nek. Porta pazienza, era una battuta, anche i vecchi saggi hanno un'umorismo.
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AMALTEO
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Caro MRNOBODYANDSOUL. Nessuna intrusione la tua, ma una vera emozione.
Grazie molto per il tuo ricordo per il realizzatore della casa editrice Instar Libri (quindi, per i passanti su DeBaser: Geoff Dyer, Natura morta con custodia di sax, Instar Libri, 1993).
La vita umana è costellata e illuminata da questi apparentemente piccoli organizzatori che, lavorando nell'ombra, rendono possibile dare agli altri qualcosa di importante, come la bellezza artistica.
E ricordarsi di loro è è una umanissima azione, come portare un fiore al cimitero.
Grazie ancora
Paolo Ferrario, poi Amalteo
p.ferrario@tin.it
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AMALTEO
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Grazie, vecchio saggio.
Ma ogni comunicazione porta sempre a qualche risultato: ho saputo che c'era un gruppo Rock chiamato Neck e che esiste anche un cantante Nek.
Ti auguro buone cose
Paolo Ferrario, poi Amalteo
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gabbox
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Santo cielo Mr.NB mi hai ricordato una casa editrice davvero eccellente per la cura e la qualità delle proposte. Di loro consiglio sentitamente: Vikram Chandra - Amore e Nostalgia a Bombay. Ah benvenuto ALMATEO. Recensione intrigatissima. Su iTunes di loro c'è solo un Ep di quattro brani "the Boys" e sembrano niente male davvero niente male. Bravo
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odradek
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Uno dei dettagli, caro Gabbox, che mi aveva colpito subito era la sensazione tattile delle copertine. Erano le prime di quel tipo, poi utilizzate da tutti, con quella superficie così "carnosa" e così liscia. Lo feci notare a lui, che mi disse che anche quell'aspetto lo interessava molto: produrre "oggetti" di qualità a prezzi contenuti. Prima di intraprendere la sua avventura editoriale aveva lavorato in Inghilterra, assorbendo uno stile e una tradizione che non ha forse pari al mondo. Allora, visto che ci siamo, Gabbox, consiglio io un titolo, che dovrebbe essere letto da ogni passante di DeBaser: "L'ANGELO CON IL FONOGRAFO". LeggerE e rileggere (cosa, questa,che mi riprometto di fare anch'io, appena possibile)
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AMALTEO
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Caro Gabbox
Grazie per il tuo benvenuto. Sono in una fase euforica della mia vita nel sentirmi parte di una comunità !
Tieni d'occhio la mia pagina sui Necks: Musica Jazz: The Necks
Fra qualche momento metterò su questa pagina i 30 secondi consentiti dalle (giuste) leggi sul copyright. Ma certo per pezzi unici di 60 minuti è impossibile rendere la bellezza. Assicuro: BELLEZZA
Ho altre recensioni in scrittura. Tieni d'occhio AMALTEO
ciao
Paolo Ferrario, poi Amalteo
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gabbox
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Scusa Mr. Nob ma vorrei ritornare all'oggetto della recensione. Sentiti 4 pezzi estratti dal disco "The Boys" nato come colonna sonora. Confermo. Siamo di fronte ad un Signor Gruppo. Come approccio e come intenti mi ricordano i Bark Psychosis. Ipnotici. Cinematici. Incantevoli.
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odradek
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E ti scusi, Gab? Ok, adesso resta da scoprire etichetta e reperibilità. Se sono così bravi non è lavoro per la mia scaricatrice, ma un'altra ferita per il portafoglio.
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AMALTEO
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Caro Mr.NoBodyNoParty
il sito dei The Necks è: Unable to Complete Request Lì spediscono dall'Australia
I loro dischi si trovano anche negli Stati Uniti: link rotto e dall'Inghilterra: ReR Megacorp (quest'ultimo spedisce senza costi postali, ma finora non mi è arrivato ancora niente, anche se ho ordinato e pagato)
Ti assicuro che The Necks valgono molto. Sono davvero un gruppo unico.
"Entirely new and entirely now. They produce a post-jazz, post-rock, post-everything sonic experience that has few parallels or rivals" (da The Guardian)
E: "The Necks have mastered the art of playing VERY, VERY QUIETLY, sometimes just above the ear's threshold and they know how to take their time, unwinding almost subliminal melodies that recall a jazzy Satie" Charles LLoyd
Tieni d'occhio il mio: Musica Jazz: The Necks
ciao
Paolo Ferrario
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odradek
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Ma possibile che nessuno li distribuisca in Italia? La RecommendetRecords (che ha ristampato anche i This Heat!)era distribuita, anni fa. Non ricordo da chi, mannaggia...
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AMALTEO
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Caro Mr.NoBodyNoMemory,
non ho trovato distributori o venditori in Italia. Sono musicisti di qualità alta, altissima e quindi di nicchia.
Colgo l'ccasione per correggere sul venditore inglese. ReR Megacorp spedisce senza costi postali, sono gentili e mi è arrivato il prezioso pacchetto (occhio alle prossime recensioni di AMALTEO) in 12 (!) giorni. Attesa spasmodica ma buoni risultati !!!
A riesentirci
Paolo Ferrario, alias Amalteo
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AMALTEO
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ho inserito circa 2 minuti, attorno al 40° minuti, di questo bellissimo Drive By
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gabbox
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Ciao Almateo li ho trovati. Questo più il loro primo di nome SEX. Entrambi validi ed entrambi con un unico pezzo di un'ora. Per le mie orecchie SEX mi sembra qualche gradino più su, questo alla lunga mi affatica (non più di 4 per me). Mentre con SEX vado in surplace.
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gabbox
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Azz.. scusa mi sono confuso, per il post precedente mi riferivo a HANGING GARDENS non a questo DRIVE che in effetti non trovai dove mi dissi, quindi ritiro metaforicamente il voto...
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AMALTEO
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Ciao Gabbox
effettivamente "Sex" è bellissimo. Tanto quanto "Drive By" e forse di più.
In questi giorni ho preparato qualche nota per una sua recensione. Vorrei davvero che questi australiani venissero un po' più conosciuti in Italia e magari fosse possibile sentirli dal vivo.
Alle prossime segnalazioni e impressioni
BËL (00)
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AMALTEO
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Ho trovato il sito della Instar Libri
Lo segnalo: link rotto
E anche un articolo su Natura morta con sax di Geoff Dyer
Lo segnalo: Come guadagnare con il trading | Tutte le notizie e i consigli migliori su come investire e guadagnare con il trading on line
buon futuro
Paolo Ferrario / Amalteo
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AMALTEO
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Per gli amici debaseriani.Un minuto fa mi sono arrivati alcuni tesoretti direttamente dall'Australia: - The Necks, Athenaeum, Homebush, Quay, Raab (ben 4 concerti !!!!) ne sto sentendo uno mentre scrivo. Non ho parole ... - The Necks, Mosquito (ben due concerti!!) - The Necks, Hanging Gardens. Mi attendono giornate felici .... Vi assicuro: con i Necks si prova la felicità di essere al mondo. Nel futuro le mie recensioni grazie per la lettura. Paolo Ferrario/alias Amalteo
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Hal
Hal
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che bello questo entusiasmo, è contagioso ... attendo :)
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odradek
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Amalteo, l'ho tovato. Lo sto ascoltando. Grazie.
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AMALTEO
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Ciao Odradek
sono molto contento
I Necks meritano attenzione da parte di noi musicofili. Fra l'altro è l'Australia che irrompe nella nostra casa
Attenzione: datti tempo. Trovati un tuo spazio di un'ora. Lasciati andare. A 25 minuti sarai felice di essere solo a metà strada.
Mi sembra che hai scritto un'altra recensione oggi
fra poco vado a leggerla
buon ascolto e buone giornate

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odradek
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Paolo, ne ho buttate fuori diverse in questo periodo, ma se vai alla mia oggi in home page, scendi subito sotto e leggi quella di John Of Patmos sul Requiem di Mozart. E' imperdibile. - Questo mi piace, e sono al secondo ascolto. Mi sono procurato anche Sex. Poi ti dico. Ciao.
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AMALTEO
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Caro Gabbox. Spero che ritorni su questa pagina. Volevo dirti che ti sono molto grato per la tua segnalazione dei Bark Psychosis. Sono alla ricerca di un suono simile a quello dei Necks. E questa volta ci sono vicino. Non ho trovato "Hex", ma solo "Codename Dustsucker". Certo non è la stessa cosa, però sono vicini, sono due percorsi paralleli (nel jazze nel rock).La mia perdizione per i Necks continua. Ma sono contento di incrociare ricerche che stanno nello stesso orizzonte: la creazione di uno spazio per il suono.
Grazie ancora
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gabbox
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Ciao ALMATEO sono contento che trovi interessanbti i Bark Psychosis. Procurati HEX che è il loro gioiello. Su EBay lo vendono a 8 euro circa approfittane che è una rarità. Poi ti aspettiamo con altre recensioni. Proponici anche altri "amori".
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AMALTEO
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grazie gabbox. Hex è in arrivo. L'ho trovato su Cd Universe e ordinato assieme ad un disco - a caso - degli Ui. Ora sto lavorando con in sottofondo "Codename Dustsucker". Se Hex è ancora più bello allora sto trovando una nuova pista nei miei percorsi musicali. Per De Baser, appena trovo ispirazione e tempo voglio completare le recensioni sui Necks e iniziare l'opera omnia di Nina Simone. Grazie per l'incoraggiamento. A proposito di "amori": vai a vedere il sito sans-zine. Lì c'è la parte Cult molto interessante (sostanzialmente propongono di inviare un pensiero su una musica, strumento o autore che abbia particolarmente appassionato): "Cos’è un culto sonoro?
Può essere un disco… una canzone… un brano strumentale… un concerto… uno strumento… uno strumentista… una voce… una colonna sonora... ma anche quello che, per essere ‘in’, possiamo definire come un field-listening… insomma, un culto sonoro è qualcosa che ha, in qualche modo, modificato il tuo modo di vedere le cose… qualcosa che ti è capitato per caso... che ti si è appiccicato addosso, indipendentemente dalla tua volontà, e nonostante i successivi lavaggi sonori non sei ancora riuscito a ripulire… è sempre lì e, alla prima occasione, fa capolino e ti si insinua nelle orecchie… ti arriva al cervello… ti smuove le memoria… un culto è un culto.
Ognuno ha un suo culto sonoro sul quale scrivere due righe… fatelo, inviateci le due righe e noi le inseriremo in questa antologia di piccoli racconti inconsueti."

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AMALTEO
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Cari amici debaseriani che passate di qui, vi incollo qui di seguito una delle poche recensioni italiane ad un disco dei Necks. Come ormai sapete ho scoperto questi musicisti italiani attraverso un articolo di Geoff Dyer (sia benedetto !) ma Alfredo Rastelli (un archeologo della musica indipendente) già li conosceva. Ecco la recensione: "Devo ammetterlo: ho iniziato ad interessarmi qualche anno fa ai The Necks solo perché avevo saputo che ci suonava dentro il batterista dei Kletka Red, Tony Buck ( tra l’altro con trascorsi anche nei Peril insieme ad Otomo Yoshihide e Kato Hideki). Nobile o meno che sia questo mio atteggiamento mi ha dato però l’occasione di entrare in contatto con una realtà e un progetto musicale incredibile e alla fine è solo questo quello che conta. Suonano già da parecchi anni ed hanno anche una bella e corposa discografia alle spalle questi tre australiani che rispondono al nome di Tony Buck, come già detto alla batteria, Chris Abrahams al piano e Lloyd Swanton al basso. Un supergruppo lo si sarebbe chiamato una volta perché i tre personaggi coinvolti non si sono chiusi a riccio nell’esperienza The Necks, ma hanno da sempre intrapreso quella politica che li ha portati a confrontarsi con così tante e diverse entità che sarebbe davvero un’impresa elencare tutte. Hanno costruito una carriera che è un mastodonte capace di ridimensionare e far fuori in un sol botto tutto il cosiddetto post-rock attuale. Hanno un sound unico ma soprattutto una carriera di una coerenza spaventosa. Per questo motivo risulta difficile isolare un loro cd da un altro, perché è l’unione che da loro la forza, e solo abbracciando la totalità della loro opera si può avere qualche chance in più di comprendere la loro musica. Quasi sempre ogni disco è composto da un’unica traccia che si assesta tra i quarantacinque e i sessanta minuti di durata e anche questo "Drive by" non fa eccezione; un flusso sonoro ininterrotto, dai groove ipnotici e minimali, sostenuto da una batteria poderosa e da un piano piuttosto 'in love' con certo jazz elettrico. Una musica in divenire, che procede per crescendo e piccole addizioni. Una sintesi perfetta di rock, jazz e dub coniugati in un suono minimalista eppure 'totale' che ti lascia dentro quel senso di stupore che si prova quando si è davanti a qualcosa di grande e di inafferrabile. Un gruppo importante che stava avanti già qualche anno fa, figuriamoci adesso, di una bravura tale da rendere obsoleti la maggior parte dei gruppi che tentano oggi di scopiazzare Ui e Tortoise. Fondamentali." Alfredo Rastelli in Sands-zine - no-zine dedicata alla musica indipendente e ad altre storie di (stra)ordinaria follia
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gabbox
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Bene bene, se ti piacciono le suite ipnotiche ti consiglio la OST di Solaris di Martinez che ho da poco recensito.
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AMALTEO
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a proposito, Gabbox: bellissimo il tuo "C'erano un sacco di cose, nel mondo" ... Adatto al luogo ed allo spirito di DeBaser. E bello evocare la mucca placidamente vigilante. E' vero : è un quasi-simbolo. Ora torno su Ost. ciao
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odradek
Opera: | Recensione: |
Paolo, continuano ad arrivarmi gli avvisi dei commenti su questa tua recensione, e così son tornato a leggere il vostro scambo di pareri. Anch'io credo che Hex dovrebbe risultare un ottimo ascolto, meglio dell'ultimo, dei Bark P.- Io ho ascoltato più volte i due dei Necks che hai recensito e credo di poter dire che, pur essendo grandi dischi entrambi (proprio per la natura che tu descrivi) Drive By ha qualche momento che mi cattura di più. Ma è una bella gara. Se mi verrà in mente qualche disco che penso possa interessarti ripasserò per indicartelo. Bai bai
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odradek
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P.S. l'ode al bovino l'ho scritta io. Ma credo che anche Gabbox veda le cose più o meno allo stesso modo :)
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AMALTEO
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Santo cielo! Deficit da pre-vecchiaia: il pensiero sul mondo di DeBaser ("C'erano un sacco di cose, nel mondo") è di Odradek. Credo proprio che questa svista derivi dal fatto che Gabbox e Odradek hanno lo stesso stile comunicativo. E questo è un pregio. Colgo l'occasione: vi prego di inviarmi suggerimenti su musiche/autori/pezzi che sono sulla lunghezza d'onda dei Necks.
Grazie e scusa ancora Odradek
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odradek
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Ma va la, quale deficit! E quali scuse, dai. Piuttosto son contento che tu condivida l'approccio a questo deMondo, sotto il placido sguardo della mia cornuta favorita. Ci si vede in giro su DeB. E scrivi nuove recensioni, dai.
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gabbox
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L'editoriale è proprio come se lo avessi scritto io, però lo ha fatto Odradek ed è proprio bello.
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kosmogabri
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un giro tra i link di dove sai tu, e guarda dove finisco... nel mio virtual-bar preferito!! Amalteo mi hai convinto, li ascolterò :))
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AMALTEO
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Fantastico !!! Bene, Kosmogabri. Hai buona cultura (musicalmente sicuramente superiore alla mia) e buon gusto e sono certo che comprenderai questa mia passione. Cosa fanno i Necks? Cercano ... cercano ...cercano ... i nuovi confini del Jazz. Scarica anche l'articolo di Geoff Dyer (lo trovi nel mio link dedicato a questi musicisti). Sviluppa alcune profonde chiavi interpretative sulla fase storica in cui si trova il Jazz. E' un saggio che mi ha molto illuminato. Se poi avrai qualche suggerimento per le mie ricerche, te ne sarò molto grato: cerco il loro suono. Cerco qualcuno che insegua quel suono ...quel suono in quello spazio che occorre creare per farlo vibrare. Gli Skalpel sono su quel fronte. Ed è interessante che il mondo sia così piccolo (Australia ... Polonia). Ma i Necks hanno dalla loro la durata del singolo pezzo. Stare dentro a quell'ora intera in cui costruiscono la trama sonora è una esperinza psicologica talvolta davvero molto inebriante. Sono felice di averti conosciuto. A ri-incontrarci
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AMALTEO
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Ricevo da Lloyd Swanton direttamente dall'Australia (è vero!) e comunico agli amici debaseriani:

THE NECKS IN EXCITING NEW AUSTRALIAN TV SERIES, WITH AUDIO ON INTERNET

10pm on Tuesday 2nd of May sees the first episode of SET, an exciting new
(Australian) ABC-TV series of live improvised and experimental music
performances, and the first episode kicks off with The Necks playing a 25
minute piece, Taghairm.

The audio from SET will also go to air on ABC Radio National's Music Deli,
on Friday 5th May at 8:00pm, repeated on Sunday 7th at 4:00pm, and then
again on Tuesday 9th at 2:00am

Necks fans outside Australia will be pleased to know that the audio will be
available at: The Live Set - ABC Radio National (Australian Broadcasting Corporation)

and as a free podcast for 7 days after the TV broadcast at the SET website:
ABC.net.au: Page not Found



SET runs on Tuesdays at 10pm throughout 2006, in three batches of three
shows:

2nd May The Necks
9th May Francis Plagne
16th May Anthony Pateras

11th July Ernie Althoff, Rod Cooper
18th July Oren Ambarchi
25th July Splinter Orchestra

12th September Hi-God People, Jim Denley, Peter Blamey
19th September Stasis Duo, Amanda Stewart
26th September Rob Avenaim, Dale Gorfinkel, Lucas Abela

This is a fantastic initiative from the ABC, with a second series already
under discussion. Please let them know you approve, by phone or through
their website, www.abc.net.au

(Even if you live outside Australia, if you think it's great that a
government-funded national network is devoting half an hour of free-to-air
TV a week to cutting edge impro and experimental music, please let them know
by sending a message through the website link above!!)

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UhuhPanicoUhuh
Opera: | Recensione: |
Chapter One
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UhuhPanicoUhuh
Opera: | Recensione: |
Chapter Two (i Borhen & Der Club of Gore stanno cercando di abbattere il muro ce c'è tra me e il jazz, loro possono tranquillamente unirsi ai tedeschi)
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AMALTEO
Opera: | Recensione: |
i Borhen & Der Club of Gore piacciono anche a me. Li avvicino, seppure alla lontana ai prediletti australiani Te Necks
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UhuhPanicoUhuh
Opera: | Recensione: |
ah dimenticavo, in maniera completamente diversa ci stanno provando anche i Karate (provare Unsolved per credere). Il mio grazie è un po' tardivo ma davvero molto sentito. ;)
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AMALTEO
Opera: | Recensione: |
grazie, uhu, per la segnalazione
cercherò Karate (provare Unsolved per credere)
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AMALTEO
Opera: | Recensione: |
grazie per il rilancio in A VOLTE RITORNANO
colgo l'occasione per segnalare qui la mia raccolta di materiali informativi sui the Necks: link rotto
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AMALTEO
Opera: | Recensione: |
THE NECKS – unico concerto in Italia del tour europeo presso Area sismica di Forlì, 4 novembre 2011: THE NECKS – unico concerto in Italia del tour europeo presso Area sismica di Forlì, 4 novembre 2011 | Paolo del 1948
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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