Copertina di The Nightwatchman One Man Revolution
TheChosenOne

• Voto:

Per fan di tom morello, ascoltatori di musica rock, appassionati di musica folk critica
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LA RECENSIONE

Ma ce n'era davvero bisogno? Si sciolgono gli Audioslave, fin qui tutto bene: l'ultimo album era poco più che mediocre. Era lecito aspettarsi un ritorno in grande stile di Cornell (d'altrone You Know My Name faceva sperare bene) e invece ecco un album peggiore di Euphoria Morning.  E Morello cosa fa? Nell'attesa di un nuovo album dei Rage, pensa bene di "deliziarci" con un grandioso album solista.

Cosa c'è di buono in questo cd? Scordatevi lo stile caratteristico di Morello e il suo scratch con la chitarra: il cd è folk, quindi solo chitarra acustica. Per carità, Morello la chitarra la sa suonare e alcune melodie sono abbastanza orecchiabili, ma alla fine le canzoni tendono a somigliarsi tutte e già dalla terza canzone sopraggiunge una noia mortale. Niente che spinga ad ascoltare il tutto più di una volta (sempre se quella prima volta si è arrivati alla fine senza avere messo stop indignati), niente che catturi più di tanto.

Cosa rimane allora di quest'album, dopo che si è lasciato a raccogliere polvere su qualche scaffale? Resta in mente l'irritante motivetto di "One Man Revolution", la bruttissima title track, con un testo assurdamente stupido e autocelebrativo (spero che Tom non si prenda troppo sul serio...): on the streets of New York / the cabs don't stop / on the street where I live / they called the cops, e via di questo passo. Resta la lentezza soporifera di "The Garden Of Gethsemane", "Until The End" e "Let Freedom Ring", e le ridicole "Flesh Shapes The Day" e "House Gone Up In Flames" in cui Morello cerca di fare qualcosa di più con la voce ma gli riesce decisamente male (chissà perchè la seconda voce prima nei Rage e poi negli Audioslave la faceva sempre Commerford...). A mio parere le uniche due canzoni che si salvano sono "The Road I Must Travel" e "The Dark Clouds Above". Sono le sole con batteria e basso, e la differenza si sente. Niente di trascendentale, ma rispetto al resto dell'album sono quasi dei capolavori.

In conclusione: evitatelo. Perchè se conoscete Tom Morello, vuol dire che (Rage o Audioslave) siete degli ascoltatori di musica rock, e quindi quest'album non fa per voi. Se proprio siete tanto curiosi, andate sul sito ufficiale e ascoltatevi le canzoni in streaming. Fatevi quattro risate.

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Riassunto del Bot

Il primo album solista di Tom Morello sotto lo pseudonimo The Nightwatchman si discosta radicalmente dal suo noto stile rock, adottando un folk acustico lento e noioso. Le canzoni tendono a somigliarsi e la maggior parte risultano poco coinvolgenti. Solo due tracce, con sezione ritmica presente, si salvano ma non bastano a risollevare il progetto. Ai fan della sua musica rock si consiglia di evitarlo.

Tracce testi video

01   California's Dark (03:59)

02   One Man Revolution (03:24)

03   Let Freedom Ring (05:19)

04   The Road I Must Travel (03:50)

05   The Garden of Gethsemane (04:02)

06   House Gone Up in Flames (03:23)

07   Flesh Shapes the Day (03:43)

Leggi il testo

08   Battle Hymns (04:35)

09   Maximum Firepower (04:18)

10   Union Song (03:14)

12   The Dark Clouds Above (02:22)

13   Until the End (04:23)

The Nightwatchman

The Nightwatchman è il progetto solista acustico di Tom Morello, chitarrista noto per Rage Against the Machine e Audioslave. Il debutto ufficiale come Nightwatchman è l'album One Man Revolution (2007).
02 Recensioni

Altre recensioni

Di  frogproduction

 La canzone che dà il titolo all’album è forse quella con il peggior testo e, sicuramente, quella musicalmente più BRUTTA.

 Accidenti, questo sì che è fare la rivoluzione.