Copertina di The Panic Channel ONe
donjunio

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Per appassionati di rock alternativo, fan di dave navarro e jane's addiction, amanti del grunge e dell'hard rock degli anni 2000
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LA RECENSIONE

Furono in molti a ritenere che la reunion dei Jane’ s Addiction - uno dei gruppi americani più influenti degli ultimi 20 anni - si sarebbe rivelata un fuoco di paglia, e puntualmente le strade di Dave Navarro e Perry Farrell si sono di nuovo separate. Tocca per primo al tenebroso chitarrista losangelino rimettersi in gioco, dopo aver cooptato il carneade Steve Isaacs come frontman e conservando la sezione ritmica dell’ultima incarnazione di Jane Tossica. Il risultato è “ONe”, attesa prima opera della nuova band di Dave. Il quale in questo lavoro riconferma le doti hard rock che ne fecero il chitarrista-mito della Lollapalooza generation oltre 3 lustri orsono. I suoi Panic Channel hanno infatti forgiato un’opera più che dignitosa, certamente debitrice dell’alternative e del grunge anni 90 (peraltro figli di album come “Nothing’ s shocking”) ma sufficientemente vivace e potente da lasciare il segno, in un periodo in cui tanti gruppi neo-rock sembrano utilizzare le chitarre più come accessori, o gadget da sfilata di moda.

Navarro in tal senso è sempre un maestro, e lo si evince subito, quando esplodono in apertura due pezzi particolarmente ispirati: “Teahouse of the sprits” e “Left to lose”, in cui le consuete leghe stilistiche di matrice funky-addiction vengono trasfigurate verso ineffabili umori grunge-psichedelici. Tolto il singolo “Why Cry” , episodio un po’ ruffiano e Mtv- friendly nel suo ripercorrere i binari Hoobastank-Incubus, tutto il marchio di fabbrica di “One” è dunque un hard lussureggiante, sorretto da vampate chitarristiche efficaci: ottimi sono i risultati di questa scelta in “Awake” , “Night_one” e “Blue bruises”, in cui emerge anche Isaacs con un timbro vocale enfatico azzeccato.

Una miscela indubbiamente non più esplosiva e sofisticata come un tempo, ma sempre godibile. Sono meno convincenti invece quei momenti in cui Navarro ripercorre i sentieri delle ballate psichedeliche che hanno fatto la leggenda dei Jane’s Addiction, in brani mitici come “Summertime rolls” e “Then she did” : Ballate come “Outsider” , “Bloody Mary” e “Listen” presentano fraseggi chitarristici sontuosi e atmosfere sognanti che - nonostante una punta di autoindulgenza - quasi rinnovano il miracolo, ma manca quel quid dato dall’inarrivabile timbro sciamanico di Farrell.

Navarro può tuttavia essere soddisfatto del lavoro svolto e si conferma un musicista da applausi: a differenza dei suoi ex sodali Red Hot Chili Peppers, ormai ridotti a scimmiottare i Foo Fighters in video orribili e a riciclare stancamente i loro stilemi.

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Riassunto del Bot

One, album di debutto di The Panic Channel guidato da Dave Navarro, si presenta come un lavoro hard rock dal respiro grunge ben costruito. Non mancano momenti inconsueti e meno convincenti, specialmente nelle ballate psichedeliche, ma l'abilità chitarristica di Navarro e la voce di Steve Isaacs ne fanno un disco interessante e godibile. Il progetto segna un passo maturo e rilevante dopo la separazione da Jane's Addiction.

The Panic Channel

Band fondata da Dave Navarro dopo la separazione da Jane's Addiction; il frontman sul primo album è Steve Isaacs. Hanno pubblicato l'album di debutto One nel 2006.
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